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Turismo in Alto Jonio: come sempre all'anno zero. (2013)

Centro Studi per Amendolara



2013

Turismo in Alto Jonio: come sempre all'anno zero
di Rocco Turi



La programmazione turistica viene sempre affrontata nel periodo invernale. Proprio in febbraio 2013 il Presidente Scopelliti e i suoi collaboratori si sono recati in Russia per favorire anche quest'anno un consistente numero di voli charter verso la Calabria. Sui giornali del 22 aprile è apparsa la notizia che 220 tour operator russi sono giunti in Calabria per selezionare luoghi e cose meritevoli di essere segnalate ai turisti del loro Paese in viaggio nella nostra regione. Il 26 aprile gli stessi giornali annunciavano l'arrivo a Reggio Calabria dei primi turisti con il primo volo da Mosca. Di tutto questo, in Alto Jonio non si ha traccia. In Alto Jonio - anche in Amendolara - tutti contenti e nessuna voce critica.
Per la verità, il turismo in Calabria ha favorito sempre la costa tirrenica e quella meridionale del versante jonico. In particolare - solo come esempio - gli addetti del settore nell'area di Scalea sono pienamente soddisfatti dei risultati ottenuti. I russi, in particolare, da molti anni sono gratificati da agenzie nelle quali si parla la loro lingua e da un "sistema" di accoglienza totale, tutto finalizzato alla loro presenza. Qualsiasi amministrazione regionale, di destra o di sinistra, ha agito sempre allo stesso modo e gli amministratori comunali si sono adeguati indipendentemente dal colore politico della Regione. Provare per credere.
Tuttavia, gli amministratori locali di quelle aree hanno prima favorito lo sviluppo delle pratiche e delle strutture di accoglienza e poi hanno collaborato con la Regione con lo scopo di attirare le attività turistiche verso il loro territorio, in primis alberghi e ristoranti. Insomma, prima che i turisti russi arrivassero a Scalea e nel resto della Calabria, gli amministratori locali avevano lavorato indefessi per la logistica, anche collaborando politicamente per la causa turistica.
I comuni altojonici mai hanno partecipato a questo programma concreto di accoglienza, sia con gli amministratori regionali di destra e sia con quelli di sinistra. I nostri amministratori restano sempre marginali di nome e di fatto dal resto della Regione. Sono marginali perché lontani anni luce dal centro decisionale e marginali perché nulla fanno per avvicinarsi a esso. Sono marginali perché gli amministratori sono incapaci di far pesare il loro ruolo politico; emarginati perché credono che con amministratori regionali di diverso colore politico - quando ciò si verifica - non si debba collaborare. Molto indietro, insomma. Sono marginali perché credono che il turismo si faccia solo a parole e quindi parlano e parlano del loro ombelico e dintorni. Se si dovesse avverare improvvisamente un miracolo (ma non ci sarà) che portasse i turisti organizzati da queste parti, dove sarebbero le strutture? In Alto Jonio non esiste capacità ad ampio raggio di adeguata accoglienza turistica. Insomma, ottenere l'assegnazione della Bandiera blu e non avere strutture non ha alcun senso pratico. Lo si è visto ad Amendolara.
E' consigliabile farsi un giro - non lontano! - a Scalea, Praia a Mare e sulla costa di Maratea per avere un'idea.
Sul versante tirrenico hanno capito che è necessario amministrare con concretezza a favore del territorio oltre la politica. Tutti lo hanno compreso.
Gli altojonici sono marginali perché non saprebbero da dove incominciare a favorire la causa turistica, in quanto crudi e assolutamente impreparati nel loro ruolo. Essi non sono in grado di affrontare la questione turistica sul piano politico e di conseguenza si sentono anche leggermente frustrati. E allora parlano parlano parlano senza una logica, perché credono che così si faccia in politica. Ecco perché risultano marginali e sempre in ritardo col progresso turistico.
Non può essere un alibi neppure la considerazione che non vi sia un consigliere regionale altojonico in grado di dare man forte e di incidere sul potere decisionale. Colpa degli stessi altojonici che amano starsene tranquilli, trascurano la questione politica e magari criticano chi solleva i problemi; soprattutto sono apatici e individualisti e mai partecipano alle iniziative altrui.
E' evidente altresì che gli amministratori comunali non abbiano un'idea di come si amministri un comune, oltre l'improvvisazione; a loro parere essere protagonisti significa "andare sui giornali" con slogan, battute facili e iniziative improbabili. Stop. E poi parlano di amenità come, fra l'altro, delle gole del Raganello meritevoli di essere considerate patrimonio dell'Unesco e di delizie del genere, belle si ma solo per noi altojonici. Dimostrazione lapalissiana che qui si parla solo del proprio ombelico e non si fa un reale confronto con l'esterno.
Il meccanismo di pensiero che faccia maturare la decisione dei nostri politici locali di concorrere per l'elezioni comunali è dettato unicamente dal loro potere professionale, dalla loro capacità di avere protettori, famiglie e gruppi di pressione numerosi per ottenere i voti necessari. Nessuno chiede a sé stesso se sia in grado di amministrare e di averne la preparazione necessaria. Questo, per essi è solo opzionale. Una volta eletti improvvisano qualcosa ed ecco che immaginano di fare gli amministratori del paese; immaginano, sulla base della piccola o grande fantasia, quale azione intraprendere ed ecco che spesso si praticano azioni banali che si scontrano con una realtà concreta ben diversa. Abbozzano e aspettano che il ciclo termini e, buona notte, si passa al sindaco successivo. Ecco perché un acuto osservatore altojonico, analizzando molto bene la situazione politica del territorio ha sintetizzato con l'espressione "qui chi meno ti aspetti può diventare sindaco del paese!".
Infatti, fino a ora, nessuno è riuscito ad incidere sulle decisioni regionali affinché in Alto Jonio si ottenga un reale risultato e ci sia un vantaggio per il proprio territorio.
Come nessuno degli amministratori altojonici sia mai intervenuto con successo verso i precedenti leader regionali, nessuno è intervenuto quest'anno verso il Presidente Scopelliti perché la torta del turismo russo venga mangiata - almeno un po' - anche in Alto Jonio, laddove preferiscono intraprendere iniziative isolate estemporanee prive di concretezza. D'altra parte, qui piangono e credono che debba essere la Regione a occuparsi dell'Alto Jonio e non l'Alto Jonio e fare la voce grossa.
Intanto in Alto Jonio sono fermi agli anni sessanta - ovvero all'anno zero - e non si sono ancora accorti che il turismo non si fa con le feste di piazza. D'altra parte si è visto che neppure l'assegnazione della Bandiera blu ha prodotto un qualsiasi risultato. E' evidente che se non si lavora sulle strutture, come si è fatto nel passato in altri territori calabresi, quale turismo russo, o altro, si pretende?
Se io fossi ambizioso e desideroso di concorrere alle elezioni di sindaco di un comune altojonico metterei da parte le modalità tradizionali per essere eletto e mi chiederei per prima cosa quali sarebbero le mie capacità. Come studioso sono altresì convinto che un amministratore abbia capacità adeguate solo dopo aver vissuto a lungo nei contesti più evoluti. Per la verità, fra i cittadini, qualcuno con le carte in regola ci sarebbe ma non sarebbe disponibile a ricevere lo smacco di ottenere zero consensi per idee non condivise a priori nel territorio locale.
Qualcuno compie un viaggio turistico all'estero e crede di aver capito come si amministri un comune; ritorna e si ritiene esperto in tante cose.
Altresì, se io fossi un sindaco dell'Alto Jonio e fossi inesperto, rifletterei un po' in più prima di intraprendere iniziative inadeguate a favore del territorio. Recuperare 50 anni di stallo è difficile, ma bisogna pure incominciare con una certa umiltà - dico umiltà - e buone idee quantomeno suggerite da competenti in materia. Solo dopo andrei da Scopelliti - o presso chi verrà - e batterei i pugni sulla sua scrivania!
Invece, quando i giochi turistici sono fatti tutti a favore di altri territorio, in estate dalla Regione Calabria qualcuno rifila all'Alto Jonio il solito gruppo musicale pagato ma fine a sé stesso, come contentino. Così sarà anche quest'anno e nessuno degli amministratori oserà dire "no, grazie!" e affiggerà un manifesto di protesta. Tutti noi felici, tutti noi fessi.
Se fossi legislatore farei un'altra cosa, utopica come al solito. Prima di diventare amministratori obbligherei i futuri sindaci a vivere all'estero almeno tre anni, laddove i meccanismi elettivi sono ben diversi e molto più utili per ottenere risultati positivi.
Non ho mai visto in Alto Jonio un amministratore locale all'altezza di affrontare le situazioni con adeguate iniziative. La cosa divertente è che ogni ex sindaco che parla di sé, si attribuisce meriti improbabili. Ci si rifugia nel passato e si rimuove il futuro. Il popolo annuisce e non replica.


NOTA A MARGINE
AMENDOLARA HA RINUNCIATO
ALLA BANDIERA BLU 2013


Il 3 maggio 2013, su amendolara.eu avevamo denunciato una strana e inutile protesta dell'Amministrazione comunale come causa della rinuncia alla partecipazione di Amendolara per l'attribuzione della Bandiera blu 2013. Non si è trattato di una perdita del titolo a seguito di una valutazione al concorso, ma di una vera e propria rinuncia dell'Amministrazione comunale per evitare che fosse evidente la carenza dei requisiti per l'attribuzione del riconoscimento 2013. A questa motivazione andrebbe aggiunto il tentativo di fare un gioco di squadra allo scopo di favorire altri siti dell'Alto Jonio. Al contrario, meglio ha fatto il sindaco di Cariati che ha riconosciuto la carenza dei requisiti relativi al suo paese e con modestia e onestà intellettuale non ha partecipato alla kermesse 2013.
Nel nostro intervento del 3 maggio, accanto all'insuccesso politico degli amministratori avevamo sottolineato anche il silenzio e l'apatia degli amendolaresi, dei cittadini, delle istituzioni, della miriade di associazioni.
Finalmente, sulla stampa del 22 maggio 2013 è apparsa la reazione dell'opposizione politica di Amendolara che si è accorta dopo lungo tempo - dalla ritardata presentazione della candidatura (ma è poi vero che la candidatura sia stata presentata in ritardo o per nulla presentata?) - di come si fossero svolti i fatti relativi alla partecipazione al concorso per la Bandiera blu 2013 condividendo, ma solo indirettamente, i motivi da noi già spiegati. Sarebbe stato "troppo" darne pubblicamente atto al (e citare il) CSA - Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio. Noi veniamo citati dalla più autorevole intellighentia del quotidiano Rinascita.
Non si può certo pretendere che se ne occupino anche gli amendolaresi. Ma il CSA, nonostante il silenzio degli amendolaresi, desidera sempre essere un traino di idee libere, sebbene non citato, a favore del paese; mai accettare di essere trainato!


www.amendolara.eu
22 Maggio 2013


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