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10 DICEMBRE 2015: DA OGGI IL "CALABRESE" MAURICIO MACRI SALE AL POTERE IN ARGENTINA


10 DICEMBRE 2015: DA OGGI IL "CALABRESE" MAURICIO MACRI SALE AL POTERE IN ARGENTINA

Buenos Aires - "Vamos Argentina" sono le ultime parole del discorso di insediamento del suo nuovo Presidente, "ingegnero" Mauricio Macri; aveva appena detto: "Dobbiamo fare un piccolo passo ogni giorno, sappiamo che non siamo infallibili".
Alle 12:10 di oggi 10 dicembre con 32,6° Celsius e dopo aver citato Arturo Frondizzi, Il nuovo Presidente della grande nazione americana aveva concluso il suo discorso affrontando i temi che più lo avevano affascinato nella sua campagna elettorale all'insegna del "Cambiemos" attraverso il lavoro, la salute, la sicurezza e il dialogo. Dopo 45 minuti, tenendo in mano la moglie, è entrato in Casa Rosada, dove ha ricevuto gli attributi di Presidente della Nazione Argentina, seguendo un itinerario mai così affollato di migliaia di cittadini entusiasti; poi si è affacciato al balcone di casa Rosada sempre insieme alla moglie e figlia e alla Vice Presidenta Michetti.
Non era previsto dal protocollo, ma Maurizio ha chiesto un microfono e ha detto: "E' difficile spiegare quello che io senta oggi, ma siamo qui a compiere una tappa meravigliosa del nostro Paese (…...) Prometto sempre di mostrare quali siano i problemi. Se il popolo argentino sarà così capace e intelligente di affrontare i problemi, l'Argentina la costruiremo come tutti noi la vogliamo".
Il Presidente ha poi simbolicamente offerto il microfono al pubblico e le tv presenti si sono dilungate a dare voce alla gente; egli ha aggiunto che promette un grande gioco di squadra lottando per costruire "l'Argentina che sogniamo" e ha poi scherzato con il pubblico ballando i ritmi della campagna elettorale - lui sul balcone, il pubblico in piazza - in un clima mai visto. Ha ringraziato in un crescendo collettivo di euforia vocale ben cinque volte con un grazie, graazie, graaazie, graaaazie, graaaaaaazieeeeee…….
La locuzione che più aveva colpito durante il suo discorso nel Congresso della Nazione era stata: "Dobbiamo apprendere l'arte dell'accordo". E poi: "Non siamo infallibili ma abbiamo molta vocazione ad affrontare i problemi della gente".
Tuttavia, Macri aveva fatto un discorso sempre molto applaudito perché aveva colpito il cuore di tutti. Aveva spiegato che il "Paese non è diviso, anche se in molti settori c'è una percezione diversa dei problemi". Bisogna aiutare i poveri con un tetto e acqua corrente, aumentare la protezione sociale soprattutto nei confronti dei bambini. Ampliare l'economia, produrre una trasformazione che moltiplichi il lavoro". Il neo Presidente ha parlato di crescita e di produzione e del modo come favorire una maggiore unione del Paese.
Egli ha ripreso una questione che preoccupa moltissimo il popolo in Argentina: la droga rovina le famiglie ed è necessario impedire che il narcotraffico si consolidi e bisogna lavorare con intelligenza e decisione.
Altri temi: unire le differenze e integrarle, non demonizzare l'altro, combattere la corruzione (applausi vivissimi) perché "è inaccettabile che un funzionario lavori a beneficio proprio" (applausi); educazione pubblica, etica, creatività e innovazione.
Macri ha poi spiegato che la giustizia "deve aiutare la persona a risolvere il suo problema" e che la "giustizia tardiva non è giustizia".
Il Presidente chiede poi la collaborazione dell'America Latina e del mondo intero; proprio tutti i Presidenti dell'America Latina erano presenti al suo discorso di insediamento, nonché delegazioni da tutto il mondo.
Le fasi di insediamento erano iniziate un'ora prima quando dalla terrazza di casa Macri si era affacciato il Presidente insieme alla moglie e figlia. Dopo aver percorso all'interno della macchina presidenziale un itinerario lungo Avenida de Mayo gremita da una folla sconfinata - ma anche da una protesta generalizzata del pueblo insoddisfatto - scortato da 300 granaderos "l'italiano" Mauricio Macri con moglie e figlia era entrato al Congresso Nazionale. La procedura prevedeva l'incontro con la neo Vice Presidenta Marta Gabriella Michetti e la firma di entrambi sul libro d'onore, poi il giuramento di fedeltà alla nazione Argentina della Michetti e poi quello di Macri con le mani sul Vangelo.
Macri ha esordito dicendo che oggi "si sta compiendo un sogno, dobbiamo essere ottimista nel nostro futuro. Trovare la migliore soluzione dei problemi; trovare una soluzione concreta per i problemi della gente". "Il nostro è un Paese di enorme diversità e deve integrarsi in un paese unito nella diversità". Proprio la diversità che si integra sembra la prima realizzazione del Presidente Macri ed è palpabile nella nomina della Vice Presidente Michetti.
Maurizio Macri ha finalmente ricevuto via twitter gli auguri pubblici del padre, il reggino Antonio Macrì (nella traduzione spagnola venne eliminato l'accento) il quale ha riconosciuto nel figlio colui che potrà favorire una palingenesi dell'Argentina con una marcia di cambiamento. Lo stesso Massa, primo degli sconfitti alle elezioni argentine ma con un backgroung siciliano, ha spiegato che bisogna mettere il Presidente nelle condizioni di governare facendo attenzione a come lo fa. La sconfitta Cristina ha già deciso che oggi stesso si recherà nella sua Rio Gallegos.
Nel frattempo, alle 14:05 l'auto presidenziale ha lasciato ufficialmente Casa Rosada tra due ali di folla, separate dalla Guardia motorizzata della polizia federale, per recarsi al ricevimento delle delegazioni straniere provenienti da tutto il mondo nel Palazzo San Martin. Anche la Gran Bretagna ha inviato un proprio ministro. Fra gli altri europei spiccano il Presidente dell'Ungheria e quello della Serbia Tomislav Nicolic e il Re onorifico di Spagna. Per l'Italia è presente il Ministro dell'Agricoltura Martina. Considerati i rapporti fra Italia e Argentina, il Presidente del Consiglio Renzi avrebbe potuto fare un po' di più rimandando di qualche mese il suo viaggio già fatto in America Latina o facendone uno finalizzato.
Tuttavia, l'incontro con il nostro Ministro Martina è stato fugace ma cordiale. Probabilmente Martina ha ricevuto una qualche promessa perché la sua replica, vista da una certa distanza, è stata in un gesto della mano col pollice su.
Alle ore 15 (ore 19 italiane) l'incontro di Palazzo San Martin continua con le altre delegazioni; per ora è solo festa. Macrì sarà Presidente dell'Argentina per quattro anni.

Rocco Turi


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