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Vibo Valentia: Quattro domande a Peppe Sarlo

Centro Studi per Amendolara



Calabria, anno XX, n.79, febbraio 1992, p.77


Quattro domande a Peppe Sarlo.
Direttore di "Pronto? Qui Calabria"
Di Rocco Turi



Quale ruolo occupa la stampa in questa città?

"Il compito della stampa a Vibo Valentia non è tra i più facili. Diventa difficile dialogare anche con le istituzioni che sono impegnati in questo settore.
E poi i nostri ammonimenti, i nostri servizi guida verso una società diversa rispetto a quella che oggi si sta attivando, non servono se i giovani di Vibo leggono poco e se la diffusione della stampa è prerogativa di pochi vibonesi".


Quali sono le principali campagne di interesse sociale che il Suo giornale ha condotto?

"Noi abbiamo affrontato a più riprese il fenomeno droga e il fenomeno legato alla piccola delinquenza".


Qual è la Sua opinione sui giovani vibonesi?

"I giovani hanno voglia di diventare protagonisti della città del domani. Questa predisposizione credo che rappresenti l'unico cavallo di battaglia per creare a Vibo una alternativa. Il problema è che la nostra classe politica non li favorisce, non stimola un processo educativo che li riguardi.
Il giovane è desideroso di "partecipare" e lo vediamo quando gliene offriamo le circostanze. Infatti, l'organizzazione di un impegno culturale lo ha sempre trovato attento e interessato.
Però ha bisogno di essere stimolato, di essere invitato alla partecipazione e quindi alla organizzazione della vita cultura e del sociale della città. Il fatto che stazioni in Piazza Municipio è che quel luogo, come altri angoli centrali della città, è un pò la culla, dove ci si sofferma per stare assieme, per rivedersi e per scambiare qualche battuta. Ma credo che la posizione del giovane nella società di oggi, per quanto riguarda Vibo Valentia, sia davvero promettente per il futuro.
Oggi, però, esiste un distacco dalle istituzioni da parte dei giovani".


E sulla criminalità giovanile?

"Purtroppo la disgregazione sociale e la necessità di dare sfogo a tutti i giovani che non riescono a trovare lavoro, propizia situazioni di disagio che nella maggior parte dei casi sfociano in atti di piccola criminalità. Qualche giovane, quando mancano anche solo 10 mila lire per poter consumare una pizza e una birra con la propria ragazza il sabato sera, qui si vede costretto a ricorrere ad espedienti devianti per poter essere presente anche lui in un mondo che giustamente gli appartiene, che è il mondo della partecipazione, quello dello stare assieme, quello di vivere la vita".
R.T.

www.amendolara.eu
gennaio 2013


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