AMENDOLARA.EU - Foto, Video, Cultura, Tradizioni ed Eventi

Cerca

Vai ai contenuti

ROCCO TURI: RACCONTO UTOPICO

Centro Studi per Amendolara



gennaio 1992.
Racconto utopico/Manifesto dell’arte utopica.
Di Rocco Turi


Sono trascorsi miliardi di anni da quando un grande cataclisma, maturato in altri miliardi di anni di lento degrado, sconvolse il pianeta Marte cancellandone la vita ed i sistemi di sopravvivenza da ogni memoria. Solo oggi, attraverso le foto inviate dalle sonde spaziali americane è possibile osservare su Marte alcuni originali "manufatti" che dimostrerebbero i segni di una probabile vita trascorsa.

In questo campo di studi ancora al limite della ragione umana sono molto evidenti le lotte intestine fra gli scienziati nell'analizzare la meteorite ALH84001, sigla che indica le iniziali dello scopritore e la data del suo ritrovamento. A coloro che tendono di dimostrare la possibile vita trascorsa sul pianeta Marte oltre tre miliardi di anni fa, si oppongono altre scuole scientifiche che ne affermano il contrario. Alla base di questo contrasto sono evidenti le diverse ideologie e convinzioni religiose.

NOTIZIE DI STAMPA DEL FEBBRAIO 2010 RIPORTANO CHE GLI SCIENZIATI AMERICANI RITENGONO CHE ENTRO IL 2025 CI SARA’ UN INCONTRO CON GLI ALIENI.

Gli studi sull'archeologia spaziale, appena iniziati, approfondiranno - se possibile - questo tema mai affrontato seriamente nel passato.
Non a caso, già da molti anni gli scienziati americani e inglesi lavorano su un progetto che prevede una missione di astronauti su Marte, da realizzare quanto prima. Lo scopo sarebbe di verificare direttamente quanto interpretato attraverso la lettura delle fotografie trasmesse e quanto ipotizzato dagli scienziati intuitivi. Le difficoltà da superare, naturalmente, sono numerose: oltre agli studi affinché il progetto venga realizzato con successo è necessario una lunga preparazione psicologica. Il viaggio sul <<pianeta rosso>>, considerata la distanza, durerebbe a lungo e le difficoltà da superare sarebbero abbondanti anche sul piano esistenziale e morale.
I fenomeni lenti e progressivi di esaurimento della vita su Marte, di cui non si conoscono le caratteristiche, furono la causa di un cataclisma che costrinse gli scienziati marziani alla ricerca di possibili nuove forme di esistenza in altri luoghi dell'universo.
E' noto che in qualsiasi campo della conoscenza, gli sforzi si moltiplicano proprio allorché le necessità diventano più urgenti e inprocrastinabili. E' anche il caso attuale relativo all'emergenza ecologica sul pianeta Terra.
La civiltà marziana era talmente evoluta che fu essa stessa causa ed effetto della sua distruzione. Per milioni di anni peggiorò costantemente la qualità della vita. L'alto tasso di inquinamento raggiunto, un clima non più tollerabile e ottimale, forse un'esplosione improvvisa provocata da incuria o disordine ecologico, forse gli irreparabili danni provocati da energie distruttrici o una pioggia di meteoriti furono la causa del lento degrado del pianeta. I suoi scienziati, tuttavia, si accorsero in tempo del degrado crescente e riuscirono appena a coronare i sogni della ricerca - maturati attraverso gli anni - e riuscirono a trasferire, prima della totale distruzione del pianeta, tutti i marziani sulla Terra e, molto probabilmente, anche in altri sistemi spaziali.
Fu grande la felicità dei marziani allorché, dopo lunghe ricerche nel cosmo, studi ed esperimenti, riuscirono per prima a costruire una navicella ed a giungere sulla Terra e scoprire qui che la vita sarebbe stata possibile.
Gli scienziati marziani, infatti, scoprirono con sorpresa che la Terra era già stata popolata dai dinosauri i quali si estinsero addirittura cento milioni di anni prima che vi comparvero gli uomini. Capirono che altre vite erano giunte sulla Terra prima del loro arrivo.
Alcuni secoli furono necessari per trasferire tutti i marziani sulla Terra e, probabilmente, anche su altri pianeti. Secoli furono necessari per insediare una civiltà e una vita possibili. L'insediamento sulla Terra non fu semplice e la specie marziana riuscì appena a stabilirsi sul nostro pianeta con pochi esemplari della sua civiltà.
A causa del tempo trascorso e di eventi dannosi alla conservazione della civiltà su questo pianeta, tutto fu cancellato dalla memoria collettiva.
Infatti, risalire all'origine della vita sulla Terra richiederebbe una memoria primordiale talmente profonda che si perderebbe inevitabilmente nella notte dei tempi, che va oltre quella propria del mondo umano o animale studiato. Semmai fossero state altre civiltà marziane più antiche o altre provenienti da mondi ancora più lontani e sconosciuti, non rimane alcuna traccia nella memoria. Forse la più antica delle vite, di cui si ha uno schema, risale all'immagine dei dinosauri. Ma questi giunsero forse da altri mondi ancora più lontani e indecifrabili e solo intuibili dalle menti più aperte.
I dinosauri furono distrutti molto probabilmente a causa di una pioggia di meteoriti abbattutasi sulla Terra circa 65 milioni di anni fa. Ogni 65 milioni di anni, infatti, questo evento distruttivo è in grado di spazzare via qualsiasi cosa incontri sul suo percorso. E' proprio costituito dalla pioggia di meteoriti il rischio di estinzione della vita sui pianeti. Se non fosse per questo evento, anche il pianeta più disordinato avrebbe comunque gli anticorpi per sopravvivere a lungo.
La pioggia di meteoriti è un evento che si verifica talmente di rado che dopo aver probabilmente colpito Marte altri milioni di anni prima, proprio recentemente è ritornata alla ribalta. Nel 1994 l'accadimento sarebbe stato osservato su Giove, ma a causa dell'assenza di vita su quel pianeta non si sarebbe verificata nessuna situazione tragica e distruttiva. Diversamente, si sarebbe potuto parlare di esaurimento della vita e di fine del mondo anche su Giove. Fine del mondo che, al contrario, avvenne sulla Terra all'epoca dei dinosauri. Solo dopo fu possibile di popolare nuovamente la Terra a causa degli sviluppi degli studi da parte degli scienziati marziani. La Terra fu così nuovamente conquistata.
La pioggia di meteoriti colpì la Terra, colpì Marte, ha colpito Giove. Nessuno conosce del tutto quali furono gli altri bersagli nel passato; nessuno conosce quale sarà la loro traiettoria e quale il loro futuro bersaglio.
Dopo aver distrutto qualsiasi cosa incontrata nel loro processo devastatore, iniziò anche la perdita di ogni memoria collettiva.
Sul piano statistico e storico è impossibile ipotizzare traiettorie corrette sul movimento delle meteoriti, né possono essere studiate precauzioni di fronte a un evento distruttivo totale. La presenza della pioggia di meteoriti è imponderabile ma costituisce proprio la causa per cui ogni tanto (milioni o miliardi di anni) si cancella una memoria e se ne stabilisce un'altra.
La memoria, infatti, può essere paragonata alla scia di un aereo a reazione. Quando la sua scia si dissolve non rimane alcuna traccia. Questa scia di conoscenza potrebbe idealmente essere allungata nei tempi attuali a causa del progresso tecnologico conseguito. La scrittura e quindi i libri e i computers, ma anche il nuovo sviluppo olistico di tutte le scienze servono oggi a preservare la memoria per un tempo ancora più lungo. Se la vita sarà cancellata potrebbero rimanere inalterati i suoi stessi segni, così come - ma in minor misura - sono rimasti i segni ancora indecifrati delle precedenti civiltà scomparse.
Di tale passato in continuo divenire rimane soltanto una breve e impercettibile memoria simbolica. Ad esempio rimane oggi soltanto l'espressione "marziano": <<ecco il marziano>>, <<arriva il marziano>>, <<è un marziano>>. Come dire: una persona che arriva da lontano, una persona che appare raramente o una che proviene da altre civiltà. Se non fosse così, perché dire "marziano"? E perché non dire "solare", o "gioviano", o "nettuniano", eccetera? La verità è che l'ultima memoria di cui si ha labile traccia consiste proprio nell'arrivo sulla Terra da parte di esseri provenienti dal pianeta Marte.
Furono proprio da Marte che giunsero sulla Terra i primi suoi abitatori dopo l'estinzione dei dinosauri. Ma i nuovi abitatori della Terra non si adattarono a questo diverso ambiente di vita. Al contrario, coloro che da Marte si trasferirono in altri pianeti forse ebbero maggiori fortune, ma sulla Terra fu appena possibile riprodurre la vita. Forse vi giunsero una prima volta ma l'operazione non riuscì del tutto perché vi si sviluppò soltanto la vita animale. Questa è l'ipotesi per cui - nel caso fossero stati essi stessi a trasferire sulla Terra i dinosauri - i marziani tentarono una prima volta il trasferimento sulla Terra. La tecnologia marziana ed i progressi raggiunti non furono sufficientemente adatti per riprodurre la vita umana con successo anche sul nostro pianeta. Tuttavia, dopo altri tentativi durati ancora migliaia di anni, la vita aderì sulla Terra e, sia pure in modo precario, continuò.
Passarono ancora altri secoli e la vita sul nostro pianeta si consolidò ma i ricordi di essere stati un tempo abitatori di Marte furono cancellati dalla memoria collettiva dell'uomo primordiale. Rimane però l'antica espressione "essere marziano", coniata non si sa quando e ancora di uso corrente.
Nonostante la dissolvenza della memoria collettiva, oggi appare chiaro che gli abitanti della Terra costituiscano proprio il risultato del trasferimento in questo luogo degli ex marziani, i quali un domani, molto probabilmente, si trasferiranno in altri pianeti o proprio ancora su Marte, nel frattempo auto-bonificatasi, o comunque in altri luoghi che non sia più la Terra. Potrebbe non essere il solito cataclisma dovuto alle meteoriti impazzite che passano ogni 65 milioni di anni portando tutto con sé, ma potranno essere - questa volta - anche altri eventi catastrofici che maturano lentamente e inevitabilmente conducono alla distruzione. Non bisogna, infatti, trascurare una catastrofe nucleare o una guerra totale combattuta con armi nucleari. Anche allora la memoria, dopo altri miliardi di anni, cancellerà il suo stesso passato e nessuno più ricorderà di essere stato un terrestre, così come nessuno oggi sulla Terra osa affermare con cognizione e ragioni plausibili di avere radici marziane, o ancora più lontani e origini.
Ciònondimeno, la vita dei marziani - dopo essersi radicata sulla Terra - fu il risultato di un successo sfavillante degli scienziati provenienti da quel pianeta. Una volta giunti sul nuovo pianeta fallirono tante altre ipotesi di lavoro scientifico, tanti esperimenti di adattamento crollarono nella pratica e riuscì a sopravvivere soltanto un piccolo nucleo di uomini forti, marziani superiori, più resistenti alle difficoltà di ogni natura. Fu come resistere a un uragano disastroso. Chi vi riuscì rimase nudo, primitivo, in lotta con se stesso, i suoi simili e le difficoltà crescenti. Persero la memoria collettiva e rimase soltanto il ricordo di essere giunti da altri luoghi nei quali era diventato impossibile sopravvivere. La civiltà marziana fu cancellata, la scienza annullata, la conoscenza azzerata. Soltanto la memoria cinese e le leggende parlano di <<dragoni volanti>>: furono queste le astronavi dei marziani giunti per la prima volta sulla Terra?

A confermare tali ipotesi inquietanti sull’origine della popolazione terrestre è proprio la Terra stessa che a sua volta conserva una infinità di misteri, mai risolti attraverso la conoscenza razionale. Come spiegare i manufatti all'interno del cosiddetto triangolo delle Bermude? A sud della Florida oggi vi e' tutto un Oceano, ma cosa furono quei manufatti scoperti dagli archeologi, se non possibili insediamenti costruiti da civiltà primordiali di cui non si conosce la vera origine? Potrebbero essere elencati numerosi altri esempi riferiti al Giappone, al Sudamerica e altri luoghi ancora. Le stesse piramidi. Si parla anche di oggetti, scoperti sulla Terra, costruiti con materiali che non sembrano prodotti su questo pianeta.
All'interno del pianeta Terra l'uomo crea e distrugge civiltà. Due di queste furono i Maia e gli Incas. Raggiunsero un livello di grandissimo splendore da superare la nostra attuale civiltà. Infatti i Maia scoprirono le possibilità delle manipolazioni genetiche ben cinquemila anni fa, ma poi scomparvero lentamente. In che modo sparirono i Maia e gli Incas? Sull’isola di Pasqua una civiltà scomparsa risulta ancora indecifrabile. In eventi più disastrosi potrebbe sparire anche la vita su tutto il nostro attuale pianeta.
La realtà concreta è che l'essere umano proviene da un passato infinito ormai cancellato, per il quale la memoria riesce solo a ricordarne un tratto piuttosto breve; l'essere umano procede verso un futuro infinito. L'uomo, per sua natura distruttore di ciò che crea, è causa egli stesso del suo divenire: distrugge ma poi ricostruisce.

Le malattie del passato, nonostante la mortalità sostenuta di uomini, sono state in gran parte debellate. Si pensi alla tisi, alla tubercolosi, alla malaria e a tante altre cause sanitarie ancora più antiche. Si pensi oggi all'Aids, ai tumori e alle tante "pesti". Si pensi ai pascoli sfruttati e alle foreste scomparse che causano la destabilizzazione del clima e delle risorse idriche. Si pensi ai limiti ambientali e al cibo che uccide lentamente.
Alcuni film hanno descritto uno scenario di distruzione possibile sulla Terra senza ipotizzare la prosecuzione della vita. Gli autori delle opere cinematografiche hanno creduto che la fine del mondo totale sia già possibile. In realtà, anche se potrà verificarsi una guerra nucleare distruttrice totale, questa non sarà definitiva. In qualche angolo del pianeta sarà ancora possibile sopravvivere. Le ipotesi pessimistiche avanzate non sono credibili perché annullano la possibilità che l'uomo abbia delle risorse ultime con cui sfuggire al suo annientamento.
C'è chi smentisce ancora le previsioni sull'apocalisse. Nonostante la popolazione mondiale superi ormai i 5 miliardi di abitanti e nonostante le previsioni catastrofiche che spingono gli scienziati a suggerire la riduzione della popolazione e a razionare il consumo dei beni c'è chi afferma che la situazione ecologica, sanitaria, alimentare mondiale stia migliorando piuttosto che deteriorarsi come nelle previsioni più legittimate.

In ultima analisi, tuttavia, l'uomo distrugge e va oltre. Distrugge i pianeti e la vita possibile e ne scopre nuovi da abitare. Magari, poi, vi ritorna con lo scopo di ri-colonizzarli, così come accadde nel passato sulla Terra e accade oggi mentre si ri-scopre Marte e si cerca di ri-trovarvi forme nuove di vita possibile.
E' necessario osservare la Terra e tutto l'universo nella sua complessità e riflettere sul proprio continuo divenire. Solo per chi non si pone in questa logica di apertura mentale e psicologica, l'unico mondo abitato appare - senza dubbio - la Terra. Invece è utile pensare che il nostro pianeta sia un punto vivo al centro di una linea immaginaria che proviene da un infinito sconfinato - fatto di tanti pianeti abitati e poi distrutti e poi riabitati - e va verso un infinito sconfinato, fatto di altri pianeti che poi scoppieranno; chi riuscì (e chi riuscirà) a salvarsi si trasferì (e si trasferirà) verso altri mondi, oggi considerati fuori da ogni logica e ragione.
Solo per caso la Terra è oggi abitata e lo sarà ancora per, relativamente, breve tempo. Quando arriverà la sua "fine" sarà già stata stabilita altrove una vita adatta alle nostre condizioni e il trasferimento sarà lento, soffice e indolore.
In realtà tanti altri sono i mondi abitati, anch'essi in continuo divenire. Non esiste ancora il pianeta ideale dove una società armoniosa potrà installarsi. Infatti non dipende unicamente dallo sviluppo di una collettività l’ipotesi che la vita possa continuare per sempre sullo stesso pianeta. Sebbene la società fosse armoniosa, nel senso che la qualità della vita fosse rispettata e nulla compiuto per distruggerla, qualsiasi altro pianeta prima o poi finirebbe ugualmente di esistere nella sua vivacità. Ciò sarebbe dovuto alla crisi derivante dalla sovrappopolazione e quindi alla carenza delle risorse.
Oggi sulla Terra si parla sempre più di manipolazioni genetiche, di studi e di ostacoli morali. Nonostante ciò, il lavoro di ricerca continua segretamente. Gli errori nei laboratori di genetica e di biologia sono sempre possibili e sempre più facilmente è possibile liberare nell'aria elementi e prodotti pericolosi per la stessa riproduzione umana. Non fosse proprio questo il vero motivo che distruggerà la nostra civiltà?
Ma le cause di lacerazione del pianeta sono tante e tutte sotto i nostri occhi. Forse lo smog, l’effetto serra, il buco nell’ozono stanno mettendo a repentaglio l’ecosistema. La carne è gonfiata dagli estrogeni e resa immangiabile da altri fattori distruttivi, la frutta è infestata dagli anticrittogamici, i formaggi contengono i residui nucleari di Chernobyl, il vino è sofisticato, l'acqua è inquinata da colibatteri, i dolci causano prima la carie, il diabete e la morte dopo; il pesce contiene sempre più mercurio, l'ambiente risulta nel suo complesso sempre più deturpato. Diossina. Cibo transgenico, insomma. Cibo manipolato. Piante transgeniche. Ingegneria vegetale. Collasso, apocalisse!
La temperatura del nostro pianeta tende ad aumentare, seppure lentamente: ai tempi dei dinosauri la temperatura ambiente era mediamente di due gradi centigradi inferiore a quella attuale e nel 2030 gli scienziati prevedono che essa salirà ancora di circa 1,5 gradi centigradi. Ma sarà possibile continuare a vivere sulla Terra perché verranno ancora risolti i problemi causati da noi stessi. Magari, alcuni potranno ancora puntare sull'orto di casa per vivere meglio e godersi la vita. Eccezioni!
Nonostante le crisi ambientali ed i vari allarmi dovuti all'aumento della temperatura, all'effetto serra o al rischio di una nuova era glaciale e nonostante l'altezza del mare e gli tsunami, riusciremo ancora a superare le difficoltà. A tutto questo comunque si opporrà un limite invalicabile.
Si tenta ancora di riparare, rimediare, correggere la qualità della vita. Non a caso le varie associazioni che nascono in difesa di questa o quella specie ritarderanno la completa distruzione. Le associazioni ambientaliste intendono salvaguardare l'ambiente ostacolando la costruzione di strade e autostrade che comportano la distruzione dell'equilibrio ambientale. Altri movimenti sono contro le alte velocità, il traffico urbano e il consumo eccessivo di energia. Gli animalisti invece sono impegnati nella conservazione della natura denunciando le specie minacciate di estinzione nel mondo. Di alcuni animali si possono contare solo alcuni esemplari in una zona del mondo e in un'altra vi sono più numerose specie. Ad esempio, in Italia i cormorani sono quasi in estinzione mentre nel Mar del nord causano danni a pescatori in rivolta e contadini perché questi uccelli catturano i pesci in grandi quantità e nelle reti non rimane più nulla. In Sudamerica, invece, i cormorani vivono in un ambiente ancora equilibrato e auto-protetto.
C'è chi è impegnato a salvaguardare le piante in estinzione e a ricostruire quelle già morte.

C'E' CHI RIC0STRUISCE IN LABORATORIO LE ANTICHE PROFUMAZIONI.

Gli uomini sono impegnati a salvare la vivibilità nelle città. Si discute su come fermare l'inquinamento atmosferico nelle città, come ripulire l'aria, come ridurre il traffico. Quali misure adottare. Si discute di guerre nucleari e di accordi per ridurre il proliferare delle armi micidiali. I laboratori militari sono pronti per scatenare una guerra distruttrice totale. I Laser sono cannoni in grado di sparare atomi di idrogeno; gigantesche centrali computerizzate costituiscono solo una panoramica dei micidiali strumenti di morte già pronti. Se si pensa a quanti eserciti sono già in possesso o in grado di costruire una bomba atomica, il rischio di una vera catastrofe aumenta. Tuttavia gli scudi spaziali o la ragione stessa degli uomini sono in grado di controllare una distruzione totale.
Certo, non si è ancora alla fase conclusiva del ciclo della vita e delle possibilità di sviluppo di tutte le specie vegetali e animali. In alcune aree della Terra è anche possibile vivere come nel passato. Si pensi alla via della seta sulle tracce di Marco Polo. Alcuni viaggiatori hanno spiegato che in quelle zone della Cina la vita è rimasta intatta. Nella Siberia si presenta l’identica situazione. Lo stesso dicasi per i territori australi e altri ancora nell’intero pianeta.
Ma nel lungo periodo il degrado delle specie e della vita in genere sarà sempre più evidente. Le cause del degrado, che poi è legato direttamente all'uomo, distruggeranno civiltà su civiltà fin quando si giungerà ad una linea di confine oltre alla quale non sarà più possibile dar vita ad altre civiltà a causa del naturale esaurirsi delle risorse possibili.
In realtà non corrisponde al vero la convinzione che, in ultima analisi, la materia si trasforma e nulla si distrugge. Questa teoria ormai è in crisi. Pian piano tutto sarà distrutto e nulla più sarà possibile recuperare per la vita.
Il trasferimento dell'uomo su altri pianeti sarà possibile lentamente quando gli scienziati ne saranno in grado e tutto avverrà senza traumi. Da un lato aumenterà l'insediamento umano sul nuovo mondo, dall'altro si estinguerà lentamente la vita sulla Terra.
E' possibile che ci si possa trasferire in più pianeti così come fu possibile in passato. E' possibile che altri numerosi pianeti nello spazio siano già abitati. E possibile che possa verificarsi un incontro fra le diverse civiltà planetarie.

Tutto questo sposta la discussione sulla "Creazione". Non può esserci una formula scientifica o teoria che spieghi questo evento. Non può esserci stata una grande esplosione o <<big bang>> che possa del tutto spiegare la Creazione di questo meraviglioso e misterioso universo.
Anche la teoria di Charles Darwin che spiega unicamente una evoluzione della vita sulla Terra cade inesorabilmente. Qualcuno ha mai incontrato tracce di un essere fra scimmia e uomo nel corso della evoluzione? La teoria darwiniana sta solo nei disegni e nelle elaborazioni del suo autore.
La scimmia non è il prodromo dell'uomo. Semmai essa è una deformazione dell'uomo, avvenuta per errore nel corso della fase di insediamento sulla Terra. Un gene impazzito - un mostro genetico, insomma - ha provocato errori genetici che hanno trasformato l'uomo in scimmia. Darwin, morto improvvisamente nel 1882, non ipotizzò mai la possibilità che altri mondi abitati fossero presenti al di fuori del nostro pianeta. Né mai, pertanto, Charles Darwin diede atto di una Creazione trascendente.
Tutto l'universo è una Creazione immensa che può essere stata compiuta solo da Dio. L'uomo sarà in grado di scoprire il suo mondo navigando da un pianeta all'altro; distruggendo i mondi che incontra da un pianeta all'altro. Essendo plasmato dai ragionamenti scientifici, l'uomo, tuttavia, non potrà comprendere la Creazione di questo mondo misterioso se esclude la fede e l'opera di una volontà suprema e irraggiungibile.

I conflitti ideologici e le convinzioni religiose all'interno delle istituzioni scientifiche confermano le difficoltà di ammettere l'origine soprannaturale del nostro universo. La scienza, infatti, accetta unicamente la razionalità e la riproducibilità di ogni ipotesi sull'origine universale. Di conseguenza la collettività scientifica non è ancora in grado di riconoscere né di giustificare il potere di un essere soprannaturale impegnato nella Creazione.

Una prova della Creazione universale può essere contenuta nel terzo segreto di Fatima. Non è coerente, infatti, credere a ciò che è stato rivelato da Giovanni Paolo II nel 2000. Il segreto così spiegato potrebbe essere stato il frutto di una mediazione tra Chiesa e scienza. Quel segreto avrebbe dovuto essere rivelato nel 1960, anno di inizio del Concilio Vaticano II. In quell'evento, infatti, il mondo cattolico avrebbe dovuto essere preparato alla possibilità che la vita sulla Terra fosse in via di estinzione. Di fronte ad una notizia così sconvolgente per il genere umano, Papa Giovanni XXXIII e le autorità religiose dell'epoca non furono in grado di affrontare la situazione e, tuttavia, considerarono prematuro qualsiasi intervento ufficiale sullo scottante problema.
Il vero segreto di Fatima non sarebbe tale se non fosse sconvolgente nel suo messaggio. Esso contiene un evento così devastante per il genere umano, il quale dovrà essere opportunamente preparato ed istruito.
Non si tratta della predizione
sic et simpliciter della fine del mondo perché, con questo evento, il mondo nella sua accezione linguistica non correrà alcun rischio di estinguersi improvvisamente. Il vero segreto di Fatima suggerisce che nel mondo - in continua evoluzione - in un futuro prossimo sarà necessaria una opportuna trasformazione e adattamento degli uomini a situazioni culturali di comprensione nuove ed inattese. Sarà un evento che aprirà scenari modificati per la fede e per la conoscenza scientifica.
Da un lato sarà necessario preparare un nuovo Concilio per affrontare questo sconvolgente scenario e il Papa, presente o futuro, dovrà giungere ad una importante decisione. Forse Giovanni Paolo II non si sentì in grado in quella fase di affrontare le fatiche di un nuovo Concilio. Ma le pressioni per rivelare il segreto di Fatima furono numerose ed ecco che fu scelta una soluzione di compromesso politico con la scienza. E' prevedibile infatti che la rivelazione di questo segreto possa costituire un nuovo elemento di contrasto con la comunità scientifica dopo gli anni oscuri all'epoca di Galileo; d’altra parte, la scienza dovrà trovare gli argomenti per legittimare l'origine soprannaturale dell'Universo. Chiesa e scienza dovranno trovare il mezzo per incontrarsi nuovamente sul fenomeno della Creazione. Sarebbe utile, a questo punto, che la Chiesa dedichi la sua attenzione ai fenomeni ufologici e al mondo misterioso che li circonda, prima che il vero messaggio di Fatima venga risolto. Sarebbe utile, inoltre, che anche la scienza ufficiale si mostrasse meno
snob ed esaminasse in una visione originale e olistica i casi e i racconti conosciuti come UFO, Unidentified Flying Objects.
Forse la Chiesa cattolica non è ancora convinta sul contenuto rivelatore del messaggio mariano e procede lentamente fino a quando sarà possibile intravedere uno spiraglio scientifico che eviti un nuovo contrasto con gli scienziati. Sarà, tuttavia, la rivincita della Chiesa e della fede sulla scienza e sugli scienziati. (Sebbene progettato negli anni precedenti, la stesura di questo lavoro iniziò il 2 gennaio 1992. Il testo venne rielaborato negli anni successivi. Anno di diffusione di questo scritto in lingua italiana: 2001. Rivisto e tradotto in lingua ungherese nell’anno 2006).
Da questo racconto utopico / Manifesto dell’arte utopica, deriva un’arte che, come mezzo concettuale per esercitare la fantasia, potrebbe aiutare artisti, scrittori, osservatori a costruire il proprio scenario ideale di mondo possibile per vivere felici.


www.amendolara.eu
luglio 2012



Home | Presentazione | News | Galleria Fotografica | Monumenti | Feste e Tradizioni | Video | Contatti | Download | Links | Guestbook | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu