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LE GRANDI INTERVISTE DI ROCCO TURI: SINDACO DI CASTROVILLARI (1991)

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LE GRANDI INTERVISTE DI ROCCO TURI: SINDACO DI CASTROVILLARI (1991)


Calabria, anno XIX, n.71, maggio 1991, p.69

CARI SIBARITI VENITE CON NOI
Colloquio con Annunziato Saccomanno
Sindaco di Castrovillari
Di Rocco Turi


Alcuni osservatori indipendenti trovano spassoso che un piccolo comune di circa 23 mila abitanti come Castrovillari, possa pretendere i galloni di provincia. Ma questa città ha davvero i titoli per essere provincia?

Castrovillari non è così piccola come lei la dipinge. Vero è che ufficialmente all'anagrafe vi sonoiscritti circa 23.000 abitanti, ma Castrovillari ha sempre svolto un ruolo di centro rispetto a tutto un hinterland che c'è attorno e che è costituito soprattutto dai paesi albanofoni. Diciamo che giorno per giorno, attraverso gli uffici, il terziario, le scuole e così via, a Castrovillari girano più o meno da 30 a 40 mila abitanti, i quali magari non vi dormono la notte ma durante il giorno la città assolve a una importante funzione storica. Tant'è che questa proposta di provincia viene da molto lontano. Sostanzialmente noi abbiamo ripreso un lavoro che dura per lo meno da cento anni, da quando il sindaco di Altomonte aveva avuto questa intuizione. Noi l'abbiamo ripresa e sostanzialmente siamo in corso con le altre sette sorelle italiane inserite in quella famosa "parentesi" della legge. Però in una riunione fatta ad ottobre al Ministero degli Interni presso il sottosegretario, l'On. Fausti, che ci ha convocati insieme ai sette sindaci delle sette sorelle, ha ritenuto di precisare che le candidate che rientrano nella famosa legge 142 sono almeno nove, con Castrovillari e Vibo Valentia appunto.


La richiesta di provincia costituisce sempre una richiesta di assistenza allo Stato. A Castrovillari vi sono più di 6 mila disoccupati su una popolazione di circa 23 mila abitanti. Non le sembra una dimostrazione palese di fallimento della politica e delle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni?

Noi non vediamo nella richiesta di Castrovillari un'occasione per eliminare quel poco di disoccupazione che abbiamo in giro; sarebbe troppo riduttivo se vedessimo solo questo nella provincia. Non c'è solo questo. Se lei pensa, noi siamo una zona tra Salerno e Cosenza nella quale c'è un grande vuoto amministrativo. Lo Stato è lontano dalla società. Con questo noi pensiano innanzitutto di avvicinare gli apparati dello Stato alla società che ne è esclusa o ne è lontana. C'è poi la presenza importante di etnia albanofona che, secondo noi, deve avere una sua caratterizzazione nella nostra nazione. Quale più importante occasione? Abbiamo poi questo parco del Pollino che sta per nascere. Castrovillari svolge un ruolo di attrazione che ha sempre avuto e che dovrà continuare a svolgere per il futuro. Certamente ci sarà l'opportunità, se verrà recepita questa antica istanza, di alleviare anche la disoccupazione. Ma è anche un fatto di crescita culturale sotto tutti gli aspetti e soprattutto un riconoscimento storico a una zona che ha tutti i titoli. Poi non vedo perché se è una cittadina del nord che avanza chance di questo tipo non si pongono problemi e se è una cittadina del sud i problemi sono tanti. La regione Calabria ha tre province e ritengo che siano proprio poche. Io sono meravigliato per il fatto che il Consiglio Regionale in tale questione preferisce il silenzio. Si presenta un'occasione unica alla Calabria: c'è la possibilità di fare tre nuove province ed è un fatto importante, anche se io capisco che si modificano le questioni politiche, la geografia del voto, ecc.


Ecco, la Calabria: Castrovillari richiede la provincia, Sibari richiede la provincia, Crotone richiede la provincia, Vibo Valentia pure. Ma lei come spiega questa ventata di sciovinismo che c'è in Calabria?

Questo dimostra che per le popolazioni calabresi, in particolare quelle che hanno sentito poco la presenza dello Stato, sia importante e forte questa necessità. Io ritengo che l'occasione della legge 142 sia un'occasione di sviluppo per la Calabria perché interessa territori vastissimi. Mi meraviglia questa sottovalutazione che c'è da parte del Consiglio Regionale, pur mettendo in campo tutte le difficoltà che possono esserci di carattere politico: vengono modificati i collegi provinciali, quelli senatoriali e altre cose...


Qualcuno ha definito una presa in giro questa eccessiva richiesta di frammentazione provinciale in Calabria...

Se noi facciamo il conto e facciamo la media nazionale delle varie Regioni rapportate al territorio e alla popolazione, vediamo che in Calabria ci starebbero sicuramente 2 provincie in più: per attenersi nella media nazionale. Se poi ne arrivano tre, tanto di guadagnato...


Ma nella pratica sembra eccessivo e anche divertente. Come giustificherebbe la politica nazionale l'accettazione di tante nuove provincie in Calabria?

Lo Stato ha fatto questa famosa legge di riforma sulle autonomie locali con l'intento di dare più peso, più prestigio, più forza, più autogoverno, più autogestione agli enti locali. Nell'ambito di questa legge complessa e di difficile attuazione lo Stato dice che il Governo è delegato a istituire quelle province che al 31 dicembre 1989 hanno ottenuto il parere favorevole della regione di appartenenza e il parere favorevole dei comuni che vogliono aderire. Come Vibo e come Crotone, al 31 dicembre 1989 Castrovillari aveva questi requisiti e non vedo perché la legge possa andar bene per le sei province del nord e non per le tre province calabresi. Se la legge è una legge dello Stato, questa deve valere per l'intero territorio nazione e quindi la provincia vista come occasione di sviluppo al nord come al sud. Lo sviluppo non è solo l'occupazione delle cento unità lavorative che andranno negli uffici. Lo sviluppo è qualcosa di più ampio...


Non le sembra una guerra fra poveri, una guerra di fioretto fra Castrovillari e questa non meglio identificata provincia della Sibaritide?

Noi siamo dispiaciuti per il fatto che gli amici della Sibaritide non abbiano riflettuto meglio attorno alla possibilità di creare una provincia in questa parte di territorio fra Pollino,Alto Jonio e Sibaritide. Dopo che noi eravamo molto in avanti sulla questione è venuta fuori questa non ben identificata provincia della Sibaritide e Pollino: è un caso unico a livello nazionale perché non vi sono altre proposte di legge che non individuano il capoluogo. Ecco, sotto questo aspetto io vedo il pericolo che la Calabria sia poco attenta alle questioni e troppo litigiosa, fermo restando che noi condividiamo le aspettative di decentramento che salgono dalle popolazioni della Sibaritide. Pensiamo, però, che non abbiano proprio le carte in regola rispetto alla legge perché non hanno l'adesione della maggioranza dei comuni che la loro proposta contiene. Tenga presenta che alla proposta della Sibaridide-Pollino dovrebbero far parte circa 60 comuni e invece ne hanno aderito solo 23. Questo è uno dei punti che non può far passare sul piano della legittimità la proposta stessa. In ogni caso supponendo pure -e io mi auguro che sia così- che a breve il Consiglio dei Ministri varerà questi decreti, io credo che qualche discorso con gli amici della Sibaritide possiamo riprenderlo. Ovviamente se c'è la volontà politica. Se poi l'intendimento è quello di fare una guerra....


Val bene una unificazione...

Unificazione in toto no, però ci sono buone possibilità per fare un discorso comune...


Pur di avere questa provincia?

Noi chiediamo il decentramento per avere più vicino gli uffici. Se ci mettiamo d'accordo, qualche ufficio viene di qua e qualche altro va di là non mi pare che caschi il mondo...


Lei è il sindaco e quindi deve mostrarsi a favore della provincia anche per assecondare le aspettative create. Ma altri, qui a Castrovillari, confessano la contrarietà a questa nuova eventuale provincia. Lei ci crede davvero?

Questa storia viene da lontano. Nel 1985 all'epoca della mia prima elezione a sindaco, io e il mio amico Ciccio Muraca, Presidente del comitato pro-provincia, abbiamo incominciato a raccogliere le delibere di adesione da parte dei comuni. Il comune di Castrovillari non è stato il primo a fare la delibera per Castrovillari Provincia. Abbiamo prima ottenuto 20-25 deliberazioni. Castrovillari è effettivamente un paese curioso: il cittadino deve vederle le cose perché se non le vede è un pò scettico. All'inizio, quando siamo partiti ci davano del pazzoide. Oggi credo che se lei gira per la città la gente è entusiasta per questa prospettiva provinciale.


Ma lei ci crede?

Ci credo. Abbiamo iniziato questa operazione ed io mi auguro di essere così fortunato da portarla a termine.
A mio parere la provincia va a coronare tutto un disegno strategico che abbiamo lanciato nel 1985 e che riguarda oltre alla provincia, il Parco del Pollino e anche una possibilità di ripresa di attività industriali nell'area di Cammarata. Io credo che questi siano tre grossi obiettivi che hanno un fondo strategico per cui se realizzati -e ci sono tutte le condizione per realizzarli- daranno a questa zona un impulso in avanti verso il suo sviluppo socio economico.



I comuni dell'Alto Jonio calabrese costituiscono un'area ambigua rispetto all’adesione provinciale. Come si sono regolati? Preferiscono Sibari o Castrovillari?

La maggior parte preferisce Castrovillari.


Quali comuni?

Amendolara e Roseto non hanno aderito a Castrovillari per quanto riguarda la nostra proposta. Hanno fatto un'adesione alla provincia Sibaridide Pollino senza identificare il comune capoluogo, così come hanno fatto anche Cassano e Trebisacce. Gli altri Comuni hanno aderito tutti a Castrovillari.


Sembra che Castrovillari abbia perduto il suo ruolo centrale in questa area rispetto al passato. Oggi questa città appare decentrata e del tutto ininfluente...

Sul piano politico a Castrovillari, tranne il senatore Salerni, nel passato non c'è stata una vera guida. Sul piano economico la città il suo ruolo lo ha avuto nel passato e continua ad averlo molto di più oggi. Noi oggi abbiamo molte più scuole di quante ne avessimo 20 o 25 anni fa. Nonostante il processo di decentramento che c'è stato da parte della pubblica istruzione, abbiamo molti più studenti che frequentano la nostra città. C'è la cementeria, c'è adesso la possibilità di ripresa della fabbriche tessili, c'è l'Enel che sta costruendo la sede zonale, stiamo completando il carcere mandamentale, c'è il Tribunale e ci sarà la Pretura circondariale. Io credo che Castrovillari abbia aumentato il suo ruolo di centralità tant'è che gli altri comuni hanno talmente riconosciuto questo ruolo che hanno deciso di deliberare per Castrovillari Provincia. Altrimenti non l'avrebbero fatto.


Per lei,allora,Castrovillari non è una città perdente. Ma l'Inteca ha costituito un fallimento; il cementificio ha costituito un fallimento. Anche la costruzione dell'autostrada non ha lasciato il segno. Questi sono i grandi sogni falliti della città!

L'Inteca è stata chiusa per un certo periodo ma adesso c'è una società, la Polli, che ha ottenuto i finanziamenti e i cassintegrati stanno frequentando i corsi di aggiornamento. Posso dirle che fra non molto apriranno di nuovo le fabbriche.


Ma i cassintegrati che da 10 dieci anni vivono questa loro realtà, quale fiducia reale possono avere al di là di una latente strumentalizzazione politica?

Il nuovo progetto prevede una ripresa di 400 cassintegrati. Poi dovrebbero essere impiegati circa 200 giovani disoccupati fino a 29 anni perché utilizzeranno i provvedimenti della legge sull'occupazione giovanile. Questo è un dato importante: sono 200 posti di lavoro nuovi in una zona dove avere un posto di lavoro è veramente cercare l'ago nel pagliaio. E' già un fatto di grande rilevanza, con tutto l'indotto che questo poi crea. Lei capisce che una fabbrica di questo tipo creerà un indotto notevole non solo a Castrovillari ma in tutta la zona del Pollino. Io non sono così pessimista. Vedo rosa per il mio comune.


Certo. Ma la invito a vedere oggi dall'alto questa città. Non credo che abbia fatto dei grossi progressi nel corso degli anni. Di sicuro ha avuto un momento di grande splendore: l'autostrada, il momento industriale, gli anni 60, la cultura. Ma poi?

Si, si... se lei mi parla della città di Castrovillari quando il liceo classico era una istituzione per Castrovillari e per la città di Cosenza e poi il resto era tutta agricoltura, certo... allora era un grande polo; aveva un grande ruolo di attrazione non solo culturale; era un punto di formazione completa e importante per gente che si è affermata in giro per l'Italia e anche fuori dall'Italia. Oggi la società è cresciuta nel suo complesso e sostanzialmente si è anche livellata...
Noi abbiamo un grande problema a Castrovillari: il Teatro che purtroppo si è bruciato o è stato bruciato... c'è un'inchiesta... Noi abbiamo un cruccio: essere una città che aspira a diventare provincia e che non riesce ancora a trovare il meccanismo giusto per costruire un nuovo cinema teatro. Abbiamo interessato i nostri parlamentari... Ecco, sotto questo aspetto ha ragione lei.. Castrovillari è isolata sul piano politico perché è una zona non rappresentata. Questa è una zona pascolo...



Più che essere isolata non potremmo dire che Castrovillari ha una classe dirigente non abile?

E' probabile che ci sia anche questo. Vedremo cosa succederà nel futuro. Per il passato ci sono state le occasioni buone per la città che però sono state soffocate... Cosenza sul piano politico è una zona forte... Anche Rende... L'Alto Jonio è un'altra zone forte perché hanno le loro rappresentanze...
Il Pollino invece non dimostra di avere grandi cervelli...


Avete un senatore...

Per la verità vedo che si muove molto sulla zona tirrenica. Ogni tanto lo vediamo ma gradiremmo che si facesse vedere più spesso...
Il senatore Covello è uno di quelli che per prima ha fatto il disegno di legge per Castrovillari Provincia, poi c'è stato Sandro Principe e poi altri... Noi non riusciamo a capire come i nostri rappresentanti proprio adesso in cui l'obiettivo sembra avvicinarsi se la sono defilati.
Proprio ora... e non riusciamo a spiegarcelo.



Insomma lei ci crede...

Ci credo e mi auguro che l'obiettivo si realizzi presto. D'altro canto se non si realizza vuol dire che al danno si aggiunge la beffa. Noi siamo certi matematicamente che la nostra proposta sta a pieno titolo nella legge nazionale. Ci devono solo cacciare dalla legge nazionale e dire: no, voi siete di serie zeta e non avete diritto. Vuol dire che la Calabria merita questo.

R.T.


www.amendolara.eu
gennaio 2014



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