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ROCCO TURI: UN AMENDOLARESE IN GROENLANDIA

Centro Studi per Amendolara



Inedito del 2010.
Un amendolarese in Groenlandia.
Di Rocco Turi


Cosa ci fa uno studioso in Groenlandia?
Sono mille i motivi per recarsi in Groenlandia. Io mi ci sono recato per osservare tre fenomeni particolari: l'emigrazione, la coesione sociale, l'emergenza ambientale.

PRIMO - Emigrazione

Mi occupo dei flussi minori della emigrazione italiana nel mondo. Ero già al corrente del passaggio e della sosta in Groenlandia di nuclei di pescatori italiani e, in particolare, di calabresi.
Naturalmente non fu una emigrazione finalizzata alla residenza definitiva in Groenlandia.
E' noto che la prima emigrazione di uomini e animali in Groenlandia avvenne 4.500 anni fa dal Canada. E proprio dal Canada (ma poi anche da tutti i paesi nordici) nel corso dell'ultimo secolo la baleniere includevano nelle loro rotte soste prolungate in Groenlandia, oltre a fermarsi a lungo anche più a nord, nelle isole Svalbard ad esempio, in attesa di tempi migliori per la caccia alle balene. A volte la banchisa ostacolava la navigazione e le soste si prolungavano a lungo, in attesa del disgelo dei mari polari. Si tenga conto che qui vi sono iceberg alti anche più di 100 metri.
Quindi non si trattava di una emigrazione stabile di pescatori. Era piuttosto una prolungata sosta forzata. Nella documentazione da me rinvenuta sull'arrivo degli europei in Groenlandia un centinaio di anni fa, ho trovato traccia di pescatori di origine italiana (in particolare di calabresi) a bordo di queste baleniere.
Erano emigrati regolarmente in Canada, ma non certo per imbarcarsi nelle baleniere. E si trovarono in Groenlandia solo per caso. Una volta giunti in Canada, infatti, trovarono questo tipo di lavoro e accettarono di imbarcarsi. In fondo erano per lavorare e avrebbero accettato di tutto, pur di guadagnare del denaro da inviare alle loro famiglie.
In Groenlandia ho incontrato persone e pescatori i quali mi hanno raccontato storie e aneddoti del passaggio di questi emigranti del mare. Infatti, nella costa occidentale della Groenlandia vi sono ricchi banchi per la pesca e stabilimenti per la lavorazione del pesce. A volte si incontrano anche italiani, ormai da anni naturalizzati canadesi.
In Groenlandia non è da sottovalutare la piaga del'alcoolismo e non è escluso che questi emigranti un pò speciali, un pò tuttofare, si dedicassero anche al commercio degli alcoolici.


www.amendolara.eu
luglio 2012




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