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A due amendolaresi il PREMIO INTERNAZIONALE CALABRIA (1984)

Centro Studi per Amendolara



A due amendolaresi il PREMIO INTERNAZIONALE CALABRIA (1984)


Rocco Sisci e Rocco Turi
vincono il Premio Internazionale Calabria 1984.


1984
Gazzetta del Sud, Anno XXXIII, Sabato 27 Ottobre 1984, p. 3.

PAGINATRE'

Oggi a Villa San Giovanni in programma convegno e cerimonia di premiazione.
Premi Calabria,
per una cultura meridionale.


Tra gli altri vincitori della ventunesima edizione sono Dante Isella (saggista), Claudio Angelini (narrativa), Leo J. Wollemborg (studioso straniero), Gaetano Afeltra (storia del giornalismo), Rocco Sisci (studioso calabrese), Rocco Turi (tesi di laurea), Antonio Debenedetti, Gabriele La Porta, Enzo Aprea e Joaquim navarro-Valls (giornalismo) - In mattinata si discuterà su "Europa e America verso il Duemila" - le promesse mantenute dagli organizzatori.

di Giuseppe Caminiti



Organizzato del Circolo di cultura e di relazioni internazionali di Villa S. Giovanni, presieduta dal prof. Giuseppe Morabito, oggi, si svolgerà, nei locali del Gran Hotel "Altafiumara" di Santa Trada (Villa S. Giovanni), la cerimonia di consegna dei "Premi Calabria", di letteratura, giornalismo e scienze, 21. edizione, che hanno lo scopo di favorire stimolanti rapporti culturali tra la Calabria, il resto d'Italia ed i Paesi stranieri, mediante la proposta di incontri e risultati concreti di studio.

Il convegno, su programma nella mattinata verte sul tema "Europa e America verso il Duemila" con relazioni sui seguenti argomenti: L'America latina e l'America Anglosassone nel quadro della cultura occidentale (Riccardo Campa); Quale futuro per l'emarginazione in Europa (Enzo Aprea); L'assenza dell'archeologia nell'Europa del Duemila (Louis Godart); Spagna, porta d'Europa (Paloma Gomez Borrero); Il difficile rapporto tra la Gran Bretagna e l'Europa (Andrew Mango); La concezione dell'Europa nel XIX e XX secolo (Gioacchino Navarro-Valls); Prospettive dell'unità politica d'Europa (Mario Pinzauti); Europa e America verso il Duemila (Leo J. Wollemborg). Intervento di Antonio Debenedetti.

La consegna dei premi avrà luogo dopo una tavola rotonda sullo stesso argomento (che si svolgerà alle ore 17) con inizio alle ore 19.

I "premi Calabria" sono stati così attribuiti:
Letteratura italiana: saggistica: Dante Isella, per "I Lombardi in rivolta" (Einaudi, 1984); narrativa. Claudio Angelini, per "Malato speciale" (Rusconi);
per uno studioso straniero: a Leo J. Wollemborg, per "Stelle, strisce e tricolore" (Mondadori);
premi per la storia del giornalismo: a Gaetano Afeltra, per "Corriere, primo amore" (Bompiani 1984);
per uno studioso calabrese: a Rocco Sisci, per "La caccia al pesce spada nello Stretto di Messina" (Edizioni Sfameni, Messina, 1984);
per una traduzione: a Vittorio Lanzara, per "Callimaco, Chioma di Berenice" (Garzanti, m1984);
per l'opera prima di un giovane scrittore: a Maria Rosaria Ribolla, per "Un muro di certezza" (Cappelli, 1984).
I premi Calabria per il giornalismo vanno a:
per il giornalismo: ad Antonio Debenedetti, per la sua attività di scrittore e giornalista che ha portato nel giornale (Corriere della Sera) il suo impegno di letterato, di narratore e di osservatore del costume;
per il giornalismo televisivo: a Gabriele Laporta, quale capo servizio del Televideo, un servizio che raccoglie e trasmette, via etere, informazioni, notizie, consigli e dati di interesse generale, che tutti possono leggere sul televisore della propria casa, uno strumento che arricchisce il mondo dell'informazione;
per i servizi speciali ad Enzo Aprea, del Tg2, che dimostrano coraggio, forza morale, esempio a tutti i portatori di handicaps, per i quali conduce una battaglia personale in condizioni di grande disagio e difficoltà;
per il giornalismo straniero: a Joaquim Navarro-Valls, per i suoi servizi dall'Italia ed i suoi studi di psicologia sociale;
il premio Calabria per l'editoria, quest'anno, viene conferito alla Casa Editrice Mondadori (sarà ritirato dal capo dell'ufficio stampa, Domenico Porzio), per gli sforzi di rinnovamento nel campo editoriale e tecnologico e le innovazioni nella diffusione del libro, mediante il "Girolibri";
per la pagina dello spettacolo: a "La Repubblica", capo servizio Orazio Gavioli.

Infine per giovani studiosi e per la tesi di laurea a: Rocco Turi, per "La paura della guerra" (ricerca sull'opinione pubblica europea). Relatore Francesco M. Battisti;
Mirella Pacifico, per "Immagination and Death in the Poetry Wallace Stevens" (relatore prof. John Kelly, redatta in lingua inglese.

Dei premiati per la saggistica, Dante Isella, di cui il più recente libro è " I lombardi in rivolta", ricordiamo che è nato a Varese nel b1922, ha compiuto gli studi universitari a Milano, viene internato militare in Svizzera, dove frequenta l'Università di Friburgo, si laurea a Firenze con Attilio Momigliano e Bruno Migliorini, nel b1955, libero docente di letteratura italiana moderna e contemporanea, ottiene il premio Bologna per la filosofia. Nel 1961 dirige la collezione dei "Classici Italiani" per Mondadori, succedendo a Francesco Flora. Nel 1962, con Vittorio Sereni, Niccolò Galo e Gene Pampaloni, dà vita alla rivista "Questo e Altro". Nel 1965 ottiene l'incarico dell'insegnamento di letteratura all'Università di Parma e l'anno successivo all'Università di Catania, vincitore di cattedra. Nel 1967 passa all'Università di Pavia. Nel 1966, con Silvio D'Arco Avale, Maria Corti e Cesare Segre, fonda la rivista "Strumenti critici" (Einaudi). Nel 1972, tiene i corsi di letteratura italiana al Politecnico Federale di Zurigo. Nello stesso anno diviene socio dell'Accademia dell'Arcadia di Roma. Nel 1973 e nel 1975 organizza la "Mostra Manzoniana" e la "Mostra Portiana", redigendone pure i cataloghi. Nel 1977 è nominato ordinario di letteratura italiana al Politecnico Federale di Zurigo, dove tuttora insegna.
Nel 1978 è chiamato a dirigere, con Cesare Bozzetti, Domenico De Robertis e Vincenzo Mengaldo, la collezione "Testi e Strumenti di filologia italiana", della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Partecipa alla direzione di "Metrica" (Ricciardi), di cui è fondatore con altri. Dà, quindi, vita a una collana di testi lombardi, antichi e moderni, presso l'editore Scheiwileer e la dirige insieme con Angelo Stella; è nominato socio corrispondente dell'Accademia della Crusca. Nel 1983 insegna letteratura italiana all'Università di California, Los Angeles per il quarter invernale.
Pubblica saggi critici e testi su Carlo Porta (Le Poesie, La Nuova Italia; Poesie con 16 disegni di Renato Guttuso; El lavapiatti del Meneghin ch'è morì (Ricciardi); Note Azzurre (Adelphi); su "La lingua e lo stile di Carlo Dossi" (Ricciardi); Note Azzurre (Adelphi) e Gocce d'inchiostro di Carlo Dossi; il "Teatro milanese" di Carlo Maria Maggi (Einaudi) e "Le rime Milanesi" di Carlo Maggi; di Elio Vittorini, le due tensioni. Appunti per una ideologia della letteratura (Il Saggiatore); L'Officina della "Notte" e altri studi pariniani (Ricciardi) e Il Giorno di Giuseppe Parini (edizione critica, Ricciardi); ancora con Sansoni, Carlo Porta e il Teatro, Proposte per un'edizione delle "Rime Amorose" del Tasso; il Codice Chigiano L VIII 302 e i suoi rapporti con le stampe (Ricciardi); Ritratto del vero Carlo Porta (Pizzi); Francesco De Lemenel, la sposa Francesa (Einaudi); Delio Tessa, Alalà al pellerossa; Mottetti di Montale; Carlo E. Gadda, Le bizze del capitano in congedo (Adelphi), il "Carteggio dell'ing. Carlo E. Gadda con l'Ammonia casale; il "Racconto italiano di ignoto del Novecento di Carlo E. Gadda (Einaudi, 1983); I Lombardi in rivolta (Einaudi, 1984).

Leo J. Wollemborg, giornalista, saggista, ha collaborato agli americani Washington Post, Wall Street Journal, Philadelphia Bulletin, New Republic, Freedom at Issue e agli italiani Corriere della Sera, La Stampa, Il Tempo, Il mondo, Oggi. Autore di programmi e partecipante a dibattiti alla radio ed alla televisione italiana. Docente di Relazioni Internazionali alla Graduate School della Columbia University di New York. Tra i suoi libri: Politica estera italiana (1882-1917), Italia al rallentamento, gli Stati Uniti e l'Europeismo; Stelle, strisce e tricolore (Mondadori).

Quale scrittore di testimonianze giornalistiche Gaetano Afeltra, premiato per il libro "Corriere primo amore", ha diretto importanti giornali.

per un'opera prima viene premiata Maria Rosaria Ribolla, per il romanzo "Un muro di certezze" (Cappelli, 1984). La Ribolla, che scrive sotto il nome Marisa Giacchetti, si è occupata di teatro e di poesia. Un suo atto unico è stato segnalato a Venezia e pubblicato su "Ridotto". Ha vinto un premio letterario, ha collaborato a "Fiera Letteraria".

Il premio di narrativa è stato attribuito a "Malato speciale" di Claudio Angelini, edito da Rusconi (1984). Giuliano Manacorda scrive che "il racconto può essere preso nel suo verso realistico e descrittivo: la vita in un ospedale o in una clinica, i medici, le infermiere, il personale, le incombenze quotidiane, e il malato al centro con i suoi problemi, che sono di salute ma anche di altro genere, come per chi si assenta a lungo dalla vita ed ha alle spalle amici e colleghi con il loro cinismo e soprattutto una moglie con le sue guerre, e persino un figlio con il quale c'è un armistizio senza pace".

Uno studioso di fatti meridionali è Rosso Sisci, che col libro "La caccia al pesce spada nello Stretto di Messina" vince il premio Calabria. Sisci è nato ad Amendolara (Cosenza) 6 ottobre 1936. Compie i suoi studi all'Università di Messina, dove si laurea in giurisprudenza, dapprima funzionario presso la Camera di Commercio di Messina, nel 1965 svolge le funzioni di pretore a Palmi e Reggio Calabria. Successivamente sostituto Procuratore della Repubblica a Siracusa, Palmi, Messina, dove in atto opera.

Per il settore letterario è stata anche premiata la traduzione di un'opera di Callimaco, famosa ma ormai introvabile: Chioma di Berenice. Il volume è ricco di note ed è preceduto da un interessante saggio introduttivo dovuto a Valeria Lanzara, laureata a Napoli in lettere classiche, dove insegna latino e greco nei Licei. Si è in precedenza occupata di Catullo ("Mens e animus in Catullo", forma poetica ed elaborazione concettuale) in "Annali della Scuola Normale di Pisa" (1978), "Motivi gnomici nella poesia di Catullo" in "Vichiana" (1980); "Stile nuovo ed etica anticonvenzionale in Petronio". Nel 1981 ha pubblicato le "Bucoliche" di Virgilio (Giannini) ed ora Garzanti ci ha dato "Callimaco" (1984).

La giuria ha poi assegnato il premio Calabria per l'editoria alla Casa editrice Mondadori, per le innovazioni apportate nel mondo librario, sia a livello tecnologico che nel settore della divulgazione a carattere popolare con il "Giralibro", d'accordo con la Fiat e l'Alitalia.

Fra i premiati per il giornalismo Gabriele La Porta è laureato in lettere e filosofia, dal 1978 si occupa della ricerca filosofica al Cnr, ha pubblicato "Ombra delle idee", "Il canto di Circe", "Itinerari magici d'Italia", "Un'avventura nel Rinascimento". Ha ottenuto il premio Città di Pisa e Chianciano, per gli "Incontri nella notte" della tv.

Enzo Aprea (del Tg2), si occupa di servizi speciali, malgrado le sue condizioni fisiche che non gli consentono libertà di movimenti. E' un acceso assertore dei diritti degli handicappati in una società poco attenta a problemi della vita umana, distratta da interessi effimeri. Aprea è dotato di grande forza morale e di un'acuta apertura mentale che gli consente di trovarsi presente in circostanze dove altri rinuncerebbero in partenza. Un'esperienza per amare la vita, che si aggiunge alle giuste scelte del premio Calabria.

Joaquim Navarro-Valls, nato in Spagna nel 1936, ha studiato nelle Università di Granada, Barcellona e di Navarra. Laureato in giornalismo e quindi in Scienze della Comunicazione, è stato professore assistente all'Università degli Studi di Granada. Borsista nell'International Seminar, Università di Harvard, negli Stati Uniti d'America. E' stato inviato speciale in Medio Oriente (Egitto, Israele), Africa Equatoriale (Nigeria, Zaire, Ghana e Kenia) e nelle Filippine. Dal 1977è corrispondente per l'Italia del quotidiano di Madrid "Abc".

Infine per una tesi di laurea, il premio è andato a Rocco Turi di Amendolara Marina (Cosenza) per la tesi "La paura della guerra" (ricerca sull'opinione pubblica europea condotta dal punto di vista polemologico). Relatore il prof. Francesco M. Battisti, dell'università degli Studi della Calabria. Contro-relatore il prof. Pino Arlacchi. Turi, vincitore di una borsa di perfezionamento presso il "Belgian Archives for the Social Sciences" di Louvain-.la-Neuve, ricercatore, collabora ad una ricerca sulle catastrofi sociali finanziata dal Cnr. In "Critica Sociologica" (diretta da Franco Ferrarotti) ha pubblicato il saggio "Il timore della guerra in Europa rilevato dai sondaggi dell'Eurobarometro.

Mirella Pacifico di Mirto (Cosenza) è pure dell'Università della Calabria e ha avuto quale relatore il prof. John Kelly. La Pacifico ha 23 anni.


La struttura del "premio Calabria" poggia su motivazioni da varia natura: reperire nel vasto campo della letteratura contemporanea opere forse non note a livello di massa ma che operano nel silenzio e che pur apportano contributi di grande rilievo offrendo indicazioni tali da venire imitati e seguiti. Di esempi il "Calabria" ne registra molti. Basti citare, per l'estero Roland Barthes (1968), Heinrich Boll (1966). Presenti scrittori come Hervé Bazin (1976), oggi presidente dell'Académie Goncourt, conferenziere e scrittore di notorietà internazionale, oggi in Cina, chiamato da istituti di cultura. Giuseppe Morabito, all'epoca della istituzione del Premio Calabria (1964), osservando la panoramica dei premi letterari italiani pensò che il Sud aveva bisogno di presenze qualificate che, nel tempo, avrebbero potuto avere sviluppi a favore dell'inserimento in aree culturali più vaste. Non quindi tentativi di supremazia su altre istituzioni bensì collaborazione per una vera rinascita culturale calabrese. Ciò si verificò attraverso incontri in varie località calabresi e di altre regioni.
Questi incontri avevano ed hanno il solo fine di mantenere salde le amicizie e la collaborazione, anche se accade che non sempre si recepisce un simile modo di precedere, per cui il processo di superamento di vecchi tabù diventa più complesso e lento.
Nelle linee generali di questo itinerario Morabito ha allargato il raggio d'azione nell'ambito scolastico, a livello delle ultime classi degli istituti superiori. Antiche chiusure al mondo esterno condizionano l'immediato processo di partecipazione studentesca, ma è proprio in questo periodo che possono essere modificate vecchie strutture e tendere al nuovo senza tradire le radici da cui si proviene. I presidi di varie località della Regione Calabria hanno previsto la partecipazione con rappresentanze, cogliendo il messaggio, altri ancora hanno incertezze, dovute anche a difficoltà di ordine pratico.
il Circolo di cultura e di relazioni internazionali di Villa S. Giovanni, che organizza il "Premio Calabria", opera in questo senso negli istituti che gradiscono incontri con l'esterno (con scrittori, giornalisti, critici) per conoscere la storia della letteratura calabrese dei secoli precedenti, quella attuale, estesa agli scrittori affatto conosciuti ed emarginati.
Una regione, un popolo, cresce se la cultura circola e le conoscenze si intrecciano, diversamente, la stasi produce la morte. il Circolo, per questo, ha da tempo in animo di realizzare un convegno sugli scrittori stranieri in Calabria, nel Sud, ma ragioni di carattere economico ne hanno condizionato la realizzazione. Poiché se ne parla troppo, altra regione sta per sostituirsi alla Calabria. Ciò significa che iniziative di chiaro interesse e significato vanno subito incoraggiate.
Il "Premio Calabria" ha anche lo scopo di stimolare forme di cultura diverse. Lo dimostrano gli incontri che precedono la consegna dei Premi, che hanno annualmente precisi intendimenti, che riguardano solo la sollecitazione a inserirsi nei problemi prima di doverli subire. Il convegno "Europa e America verso il Duemila", con relatori di primissimo piano, stimolerà le rinnovate esigenze e darà nuove indicazioni attraverso le testimonianze di operatori nel settore dell'informazione.
lo scopo istituzionale del premio Calabria non è stato, dunque, tradito, bensì potenziato nei limiti consentiti a chi opera superando difficoltà di vario ordine, non ultimo quello economico.

L'articolo di Giuseppe Caminiti è accompagnato dalle fotografie di Dante Isella, Maria Rosaria Ribolla, Joaquim Navarro-Valls,
Rocco Turi, Leo Wollemborg.

Due amendolaresi si ritrovano insieme premiati al Premio Internazionale Calabria 1984, il più importante e prestigioso dell'epoca. Solo dopo 30anni l'evento diventa di dominio pubblico ad Amendolara. Un esempio di riservatezza e impegno di chi non ha tempo da perdere per le bagattelle.


www.amendolara.eu
luglio 2014





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