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Alto Jonio e turismo

Centro Studi per Amendolara



PROSPETTIVE MERIDIONALI, anno IX, n. 6, giugno 1992, p. 5
L'opinione.
Alto Jonio e turismo.
Di Rocco Turi


Anche quest'anno la nostra regione attende la stagione turistica nella più completa apatia. La crisi del turismo calabrese viene attribuita, però, all'immagine negativa che di questa regione dà la stampa nazionale. Mai si parla di atavico ricorso al vittimismo e di assenza di progettualità tipicamente calabresi.
In realtà, l'impatto del turista degli anni novanta con una offerta rimasta ancora mediocre, precaria e di basso profilo (le eccezioni non fanno testo) è stata la causa principale che ha spinto i vacanzieri a disertare questa regione, ancora una volta, nelle proprie preferenze per le prossime vacanze estive.
L'Alto jonio calabrese è lo specchio più evidente dello stallo turistico regionale. Il motivo è il solito: la mancanza di professionalità, di imprenditorialità e la convinzione che sia necessario e sufficiente affidarsi ai notabili paesani per programmare un vero sviluppo turistico.
Così, in questa parte della Calabria si vive in una impotenza di fondo in cui il turismo appare molto più simile all'agricoltore che spera nella pioggia scrutando il cielo, piuttosto che ad un'attività programmabile attraverso lo studio e la ricerca di addetti esperti. Fioriscono solo piccole iniziative paesane con l'unico scopo di "tirare" l'estate sulle spalle di quello scarso numero di emigrati che ancora ritornano al loro borgo.
Come giudicare perciò i vari consorzi ed imprese turistiche?: iniziative che utilizzano finanziamenti e provvigioni ma che rivolgono l'attenzione sui vacanzieri di passaggio che non hanno alcun interesse di soffermarsi qui.
Le uniche località degne di attenzione e di un particolare cenno sono Villapiana Lido e i Laghi di Sibari.
Villapiana - meglio nota come Centoquattordici - è da considerare lo storico centro del turismo balneare altojonico (ma ormai fuori moda) meta dei giovani di tutto il comprensorio sin dagli anni cinquanta; da quando cioè sono nate le prime balere. I Laghi di Sibari costituiscono quanto di più elegante e funzionale possa rappresentare il turismo d'alto bordo presente in Calabria; una iniziativa - non a caso - sorta dalle idee di un imprenditore veneziano. Troppo poco.
Inutile soffermarsi sulle tipiche deficienze che poi si ripetono per lo più in tutta la regione: oltre alla scarsa professionalità, la incuria della classe politica e una mentalità chiusa e retrograda sono alla base dello sfasciume turistico di questa area geografica. Senza trascurare, inoltre, i freni culturali e corporativi di chi considera l'Alto jonio come una colonia che sia meglio conservare allo stato brado per ritornarvi a respirare all'antico, per provare antichi sapori e gusti dimenticati, dopo il logorio da lavoro e da città.
Perciò, se si escludono Villapiana Lido e i Laghi di Sibari, sembra che in Alto jonio il tempo si sia fermato. Ma oggi il mare pulito, salubre e la temperatura gradevole non bastano più per gente che vuole vivere anche d'estate una vita spericolata.


www.amendolara.eu
Maggio 2012


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