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AMENDOLARA LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 15. (1998)

Centro Studi per Amendolara



AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 15. (1998)


ALIBI


Quale potrebbe essere stata la causa della reazione fuori luogo, inadatta e stravagante e scomposta (a causa del mezzo utilizzato: la mozione contro un cittadino) del Sindaco di Amendolara?
Dal momento che il Sindaco aveva molto apprezzato l'articolo offertole in anteprima nell'estate 1996; dal momento che la questione archeologica era stata già risolta ed era a tutti nota a causa degli articoli sul Quotidiano pubblicati ancor prima che la mozione del sindaco fosse votata; dal momento che una precedente comune collaborazione aveva raggiunto il culmine del successo attraverso l'organizzazione dell'Esposizione Filatelica Nazionale; dal momento che una ulteriore precedente comune collaborazione si era conclusa con successo attraverso la pubblicazione del primo e unico opuscolo dedicato all'emigrazione di cittadini amendolaresi in Argentina, non rimarrebbe che attribuire la causa primaria della strana reazione del Sindaco all'articolo "Allarme ad Amendolara!" in cui veniva sollecitato ad intervenire per modificare il sito della progettata centralina Enel.
Pertanto, nonostante la questione archeologica fosse stata ampiamente risolta e il Sindaco ne fosse ovviamente a conoscenza, la causa del suo attacco verso un cittadino amendolarese potrebbe essere interpretata come reazione verso un cittadino impegnato per il suo paese e, soprattutto, "eccessivamente" impegnato nel controllo dell'azione amministrativa e politica.
L'articolo "Allarme ad Amendolara!" fu forse occasione forzata per accogliere la denuncia effettuata e per nuove decisioni. L'impegno culturale di un cittadino verso il suo paese non sarebbe stato gradito; anzi chi sollecitò con successo, maggiore della questione archeologica, il riposizionamento della cabina elettrica sarebbe stato considerato un rompiballe da attaccare personalmente. Ma chi è libero e non ha incassato una lira dal proprio Comune per scopi vari è inattaccabile!
Se non fosse stato un attacco personale e premeditato, il Sindaco - piuttosto che contattare, come ha dichiarato, la Soprintendente Lattanzi - avrebbe coinvolto direttamente l'autore dopo i buoni rapporti comuni e i comuni successi del Giubileo Madonna della Salute 1995 e dell'opuscolo sull'emigrazione amendolarese in Argentina.

Evidentemente non sarebbe stato gradito il ruolo di controllo effettuato e si reagì - forse - con un astioso piano personale, da quel momento forse dimostrando - con la mozione fatta approvare in consiglio comunale - l'incapacità di svolgere attività politica di successo.

Sarebbe ora doveroso un risarcimento, ma c'è poco da attendere. Risarcimento sarebbe quello di
annullare la DELIBERAZIONE N.36 DEL 18 NOVEMBRE 1997, CON OGGETTO "MOZIONE SUL MUSEO ARCHEOLOGICO DI AMENDOLARA", ufficialmente presentata in un Consiglio comunale contra personam, con un nuovo Consiglio comunale ufficiale risarcitorio che riconosca la bontà dell'azione svolta dal "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" e dal suo fondatore. Gli amendolaresi dovrebbero desiderarlo ben prima che i politici, ma né gli uni né gli altri avranno la libertà di farlo. E' questione di indole, verso la quale il "Centro studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" si batte affinché le future giovani generazioni comprendano.

Rocco Turi

www.amendolara.eu
febbraio 2016


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