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Antonietta Laviola, diario di viaggio a Fatima e Lourdes

Centro Studi per Amendolara



Inedito.
Fatima - Lourdes, 19 - 31 agosto 1992.
Diario di viaggio in Francia, Spagna e Portogallo.
Di Antonietta Laviola


In preparazione del suo viaggio consegnai a mia madre un blok-notes e una penna, allo scopo di descrivere la sua esperienza. Ecco fatto! Dopo aver chiesto a mia madre di "impegnarsi di più" rispetto al diario di viaggio scritto in Jugoslavia, questo risulta più ampio e completo: non solo cronaca ma anche opinioni. Nel testo sono state compiute solo piccole correzioni tecniche per renderlo più leggibile e scorrevole.

La prima impressione niente di straordinario. Quello che mi ha colpito sono le strade e tante gallerie che sembra un formaggio
Siamo arrivati a San Remo. Abbiamo cenato e ci siamo sistemati in albergo, che è brutto e anche sporco e dal bidè esce acqua dappertutto. Siamo andati un pò in giro e naturalmente al Casinò. Ci hanno fatto vedere un pò solo l'ingresso e le scale che portano alle sale da gioco. Ho fatto anche un pò di fotografie.

19.8.1992

Partenza da San Remo ore 8,30. Siamo in questo momento alla frontiera: sono le ore 9 di mattina. Importante: non ho visto nessun poliziotto; siamo stati fermi che il prete e altri sono andati alla Banca per cambiare i soldi per pagare il pranzo che faremo. Mentre si passava la frontiera abbiamo cantato terra straniera e una battuta di mano. Tanto... la battuta di mano non si sente nemmeno che siamo in pochi, cioè solo in 28 e due autisti. In tutto faremo sette mila chilometri andata e ritorno. Adesso sto camminando in terra francese e mi fermo qui.

Lungo la strada abbiamo mangiato col vassoio a scelta. Abbiamo mangiato bene, pollo e patate, insalata mista, lattuga, pomodoro, carota, insalata di riso, pane e dolce o frutta. Adesso sono le due e mezzo e stiamo andando verso Barcellona.
Questa foto a punta è alla frontiera tra la Francia e la Spagna. Stiamo passando per la Spagna.
L'albergo a Barcellona è bellissimo. C'è tutto, finanche l'asciuga capelli. Il più brutto albergo è proprio a San Remo e pieni di superbia e da tutti i pezzi nel bagno scorreva acqua da tutte le parti. Al Casinò ci hanno fatto entrare e abbiamo salito le scale fino alla porta dove giocano. Per visitare il teatro volevano 15 mila lire a persona.

Ore 7,30 stiamo per partire per Monserrat. In albergo siamo stati bene. Un bell'hotel e anche per il mangiare abbiamo preso quello che abbiamo voluto e ci siamo serviti da soli.
Ieri sera dalle undici alla dodici siamo andati in giro per Barcellona. Con il pulman ci siamo fermati due volte, una volta alla grande fontana. Abbiamo visto parecchie fontane, ma quella di Spagna è un capolavoro. Forse non la vedrò più in un altro posto. Era uno spettacolo, si alzava verso il cielo e faceva giochi di colore. Poi c'era un lungo corso molto largo, c'erano zampilli bellissimi da una parte e dall'altra, ma tanti. Poi ci siamo fermati al monumento di Cristoforo Colombo, l'obelisco che è alto 70 metri. La città è tutta imbandierata. Ci sono strade larghissime e palazzi no belli, bellissimi. Forse la macchina fotografica non funziona bene cioè sono io che non sono brava, altrimenti li avrei tutti fotografati questi monumenti.
Ora si sta parlando della bestemmia...

Siamo arrivati a Monserrat. Quello che hanno visto i miei occhi è una cosa che non l'avrei mai immaginato, vedere quelle montagne fatte proprio ad intaglio e poi il Santuario. E' una cosa che non ho visto a nessuna parte fino adesso. Con la scala si arriva vicino e si trova una Madonnina nera piccola, chiusa in una campana di vetro. La chiesa tutta buia è bellissima ed è ricca di tutto. Si prega solamente. Ho comprato il libro e la foto.
Sono le ore 12 meno un quarto il 20 agosto e stiamo andando a Saragozza. Lì si pranza. Il viaggio sta andando bene, si prega, si canta. Adesso stanno raccontando delle barzellette.
Nella zona di Saragozza lunghi chilometri sono distese secche. Mi è sembrato che ci sono i
sauzi: quelli di Trebisacce mi hanno detto salimastri; non c'è un albero. Adesso ci sono le ruspe e camion che lì puliscono e si vede qualche pozzo artesiano ma sono chiusi. Non si vede alcuna vita di acqua. Adesso ai margini della strada sto vedendo dei piccoli pini ma pochi che si contano. Prima di arrivare a Saragozza ci sono delle montagne ma senza alberi. E' una cosa incantevole. Sembra un merletto, cioè un festone e da incantare veramente. Sono le 13,30.

Adesso stiamo partendo da Saragozza, sono le ore quattro meno un quarto. Abbiamo mangiato bene. Saragozza è bella, le strade bianche e la chiesa della Madonna del Pilar non la so descrivere. Ci sono tre altari e in uno di questi c'è il pilastro e c'è la Madonnina piccola forse 40 centimetri e poi dietro c'è un pezzo del pilastro dove hanno trovato o visto questa Madonnina, cioè portato dall'apostolo San Giacomo: pilar, pilastro.
In mezzo alla città di Saragozza passa il fiume Ebro. Ho fatto la foto alla Madonnina se viene bene.

Partiamo adesso ore 19,30 diretti a Madrid.
Appena arrivati ci siamo sistemati in Hotel e siamo usciti tutti insieme con il pullman. Abbiamo fatto un giro per la città. Non posso descrivere le bellezze che ci sono nella città vecchia, palazzi mai visti, sono da incanto.
Tornati in hotel abbiamo cenato e siamo andati a letto.
La mattina dopo alle ore 9,30 è venuta la guida per tutto il giorno. Abbiamo pagato lire 6.500 per uno. Ci ha spiegato tutto. Ci ha fatto vedere l'università. E' molto grande. Ci sono 120 mila studenti. Ci sono quattro università e stanno costruendo la quinta. Ho fatto una foto alla fontana dove c'è la Regina Isabella. Ci siamo fermati alla villa Parco del riposo, non so di quanti ettari. Abbiamo visto il Palazzo Reale per andare alla porta del sole. Li si congiungono parecchie vie, si passa per un ponte non tanto grande. Questo ponte si chiama Ponte di Segovia e quando uno la vuole far finita si butta da lì. Dopo parecchio siamo andati a cenare alle ore 22. Dodici persone siamo andate a vedere il flamenco con il pullman e così abbiamo visto Madrid di notte e abbiamo visto - incredibile - che stanno costruendo due palazzi inclinati come la torre di Pisa.

Sono le ore 7,30 e stiamo lasciando Madrid. Ancora è quasi buio, invece la sera 21,30 è ancora giorno. Siamo al 22 e lungo la strada per Badaioz c'è una distesa di alberi di sughero. Pensavamo tutti che fosse ulivo e invece ci ha detto l'autista Antonio che è sughero.
Sono le ore 15,30. Abbiamo pranzato a Badaioz e stiamo per partire verso Fatima.
Siamo arrivati adesso a Fatima. Sono le ore 20, invece qui a Fatima è un'ora in meno, ore 19.
Stamattina ci siamo alzati alle 6, prima ho telefonato e subito siamo andati dalla Madonna. E' vicinissima all'hotel dove stiamo. Abbiamo ascoltato la S. Messa, ci siamo confessati e siamo andati in giro comprando qualcosa. Sono andata a comprare il giornale e questo giornale costa di più di domenica. Così l'ho lasciato e ho pensato di andare lunedì a comprarlo. Ma nel frattempo l'ho chiesto all'hotel dove fanno il cambio della moneta. Gli ho detto che mi serviva come collezione e non importavano le notizie. Mi ha dato uno che già l'avevano da parte nell'altra stanza. Io l'ho ringraziato. Poi alle ore 5 di pomeriggio siamo uscite con il pullman a vedere la casa di Lucia. E' una casa di quattro stanzette come antico nel 1888. Comunque ci sono poche cose, due lettini in ferro come quello tuo, un armadio con lo specchio, poche sedie in legno, una credenza, un cascione e due piccole casse, un grande caminetto con le pignate e qualche piatto di creta e qualche anfora.
Poi siamo andate alla casa pure lì vicino, alla casa di Francesco e Giacinta e quella casa era più povera; poche cose e due soli letti in ferro come lo stesso da Lucia, casette vecchie e poi tutto attorno ci sono tante casette che vendono di tutto come nelle altre parti. Poi ci siamo messi in pulman e ci siamo fermati in un posto che c'è l'assaggio dei vini e liquori e lì ho comprato questo vino che è dolce che mi è piaciuto: la Lacrima.
Lì vicino c'era una macchina che si chiama Austin 40 e così te l'ho comprata a te e mi ci sono fatta la foto.
Ancora non ho parlato della Madonna. C'è una grande piazza, forse un chilometro di lunghezza e anche di larghezza. Lungo la piazza al centro è fatta una striscia di marmo bianco di un metro e mezzo dove questi grandi devoti della Madonna che hanno fatto il voto la fanno in ginocchio. A vederli ti fanno pena fino a che arrivano alla Madonna. Lì c'è un grande altare al centro e dietro c'è una piccola cappella come se fosse una piccola casetta di campagna e lì c'è la statuetta della Madonnina. Sta lì ad aspettare che arrivino milioni di persone e sopra è tutto coperto e ai lati si chiude scorrevole se fa freddo o piove. La sera c'è la processione con la fiaccolata e si vede un mare di luce e la Madonnina che portano in processione è un'altra come quella che sta ferma.
Di fronte a questa piazza c'è la grande chiesa molto larga e lì ci sono solo delle confessioni o altro. Nella chiesa uno a destra e una a sinistra ci sono le spoglie di Francesco e Giacinta che sono due fratelli, cugini di Lucia. Ci sono le tombe, cioè una tomba di marmo a terra e poi appoggiata al muro la lapide con le fotografie e le scritte come nel nostro cimitero. Con il pranzo e la cena abbiamo finito la domenica.

Stamattina lunedì abbiamo avuto la sveglia alle ore 6 nostre. Ci siamo alzati e così io e la signora siamo andate alla Madonnina che siamo vicine a 200 metri. Quando siamo andate, da lontano ancora un pò presto, da lontano ho visto una, vestita di bianco in ginocchio. Io volevo fare una fotografia ma ero in dubbio se veniva bene e così mi sono decisa e l'ho fatta. Poi siamo andate vicino. Era una negra. Ho chiesto se voleva essere aiutata. Ha detto subito di si. Così io e la Rotondò l'abbiamo messa sotto braccio e lungo la strada abbiamo recitato il Rosario.
Le otto e mezzo siamo partiti per Lisbona e abbiamo visto chiese bellissime. Tra queste la chiesa di Sant'Antonio e altre e poi un castello che sta dentro l'acqua, che ho fotografato. Abbiamo visto una strada sopra il fiume Tago e dicono che è il secondo ponte del mondo. Il ponte si chiama Vasco de Gama lungo 18 chilometriPoi c'è un altro ponte costruito nel 1962 fino al 1974 che si chiamava Salazar, poi il 25 aprile ci fu la rivoluzione dei garofani contro questo dittatore e ora il ponte si chiama 25 aprile.
Sono le ore 17,30. Stiamo partendo da Bathala. Qui abbiamo visto una chiesa, cioè un famoso monastero ma non siamo andati dentro il monastero e l'abbiamo visto da fuori. Qui ho fatto due fotografie, una col cavallo e una al portale della chiesa se è venuta bene.
In questo momento, ore 20,10 siamo a Nazarè, paese dei pescatori e una larghissima spiaggia e il mare Oceano Atlantico. Il prete ci ha offerto il gelato. Io ho preso la sabbia, cioè a Nazarè.
Rientrati all'hotel abbiamo cenato alle ore 21,30 nostre che sono le 20,30 loro e subito siamo andati dalla Madonna a fare la processione con tutte le fiaccole accese. E' stato bellissimo e commovente. Siamo andati all'hotel. Abbiamo messo a posto la roba e ci siamo messe a letto.

Stamattina 25 ore 7 siamo andate un'altro poco a visitare la Madonna, ci siamo fatte la Comunione e da lontano abbiamo visto quella negra che stava ascoltando la Messa con il suo pellegrinaggio e ci ha salutati con la mano.

Sono le ore 11 stiamo passando "l'Austria": è tutto verde. Arrivati a Cont Rodrigo. Ore 2 meno 20 per pranzare. Ma qui non abbiamo trovato niente. Abbiamo mangiato per la via per Salamanca. Quì c'è un vento africano. La signora Amatucci grida Don Pietro, il nome che si sente di più nel pulman. Si sente Tonino.

25. Seconda fase del nostro viaggio. Sono le ore 9 meno un quarto ora italiana. Stiamo partendo per Salamanca.
Siamo arrivati adesso sono le ore 19 meno un quarto e mi ha detto il preside che qui è morto Cristoforo Colombo. Stiamo per andare in albergo. Sono tutti belli gli alberghi, ma questo è il più bello. E' a tre stelle e allora chissà che cosa sono gli altri. Sembra la casa delle fate che non lo so raccontare. C'è il ristorante, ma non un solo ristorante: tanti ristoranti uno dopo l'altro. Ho fatto una fotografia e poi nella hall ci sono salotti di tutte le specie. Abbiamo cenato bene e poi siamo uscite un pò attorno ma non c'era un negozio aperto. Tutto chiuso o per ferie o che chiudono presto. Volevamo andare a vedere il monumento di Cristoforo Colombo ma era molto lontano.

Appena arrivati in albergo a Valladolid - hotel Melià Parque - mentre scendevamo dal pullman ci hanno accolti - non so se appartenevano all'albergo - due uomini con la giacca bianca con il clarinetto e poi se ne sono andati. Ma dato che tutti eravamo occupati di prendere i bagagli non ho visto dove sono andati.
Stamattina ore 8 siamo partiti e così stiamo attraversando una grande distesa di terreno tutto grano: è una zona ricca della Spagna. In questo tragitto c'è un paese grande che si chiama Burgos. Adesso siamo fermi alla benzina. Io non sono scesa ma quelle che sono scese sono venute meravigliate dalla puzza e spurgo e questi bagni sono due vagonetti del treno e c'erano tanti zingari.
Cammonde: c'è una zona e una grande montagna. Tutto verde. Non si vede da nessuna parte la strada,montagna e valle e tutta la zona è bellissima. Mi stanno dicendo che sono i Pirinei.
Abbiamo passato per S. Sebastiano, la villeggiatura più elegante della Spagna. Qui c'è la residenza estiva del Re di Spagna. E' mare Cantabrico. Siamo qui fermi. E' una città incantevole. Palazzi stile gotico. Beati chi ci vive e chi ci viene a villeggiare. Qui siamo a S. Sebastiano. L'autista ci ha fatto fare un giro con il pullman. E' bello bello. Abbiamo mangiato qui all'hotel Codina, meno bello di quello di Valladolid. In questo momento siamo alla frontiera per la Francia. Sono le ore 15,30.

Arrivati a Lourdes. Ci siamo sistemati in albergo e cenato e poi subito siamo andati tutti insieme alla grotta e poi abbiamo fatto la fiaccolata andando alla grotta. Non vorresti andare mai via dalla Madonna. Si vede tanta gente veramente che prega.
Andati in albergo ci siamo messi a letto ma questo albergo è stato come quello di San Remo: i più brutti. La mattina dopo siamo andate ad accompagnare una ragazza alla sala delle confessioni. Questa ragazza stava aspettando il suo turno. Io stavo a un altro banco vicino a una parte dell'uscita e tutto a un tratto ho visto Concetta di Chiara. Prima l'ho guardata, l'ho chiamata e ci siamo abbracciate talmente tanto che siamo state costrette di andare fuori e ancora fuori Concetta mi diceva Antonietta! e ancora abbracci e baci, forse perché abbiamo avuto un incontro così lontano e alla Madonna. Mi sono domandata di Don Francesco e tutto a una volta è arrivato Don Francesco. Pure baci e abbracci. Poi ci siamo rivisti ancora quando passavo, che loro stavano prima di me.
A Lourdes da quando ci sono stata io la prima volta è tutto cambiato. Anche le abitudini del bagno e altro. Solo la Madonnina alla grotta è lasciata lì che aspetta i suoi figli vicini e lontani. Almeno una torna a casa un pò diversa con un cuore pieno. Ho fatto le fotografie alla casa di Bernadetta e il mulino. Mi sono fatta una foto con tre negre e una foto con Milena e una ragazzina francese che la foto l'ha scattata il padre.

Il 29 sono le ore 7,30. Stiamo partendo per Carcassonne. E' tutto nuvoloso e fa un pò di freddo perché stanotte è piovuto. Siamo arrivati a Carcassonne alle ore 12 e abbiamo visitato la città vecchia tutta recintata con il ponte levatoio. Prima con un trenino l'abbiamo visitata fuori e c'era quello che spiegava queste mura in giro. E' fatta di 52 torri. E' bellissima. Poi l'abbiamo visitata dentro e ci sono negozi e ristoranti. Ho comprato due cartoline e ho fatto delle fotografie. Ho fatto anche una fotografia a una porta di ferro.
Siamo partiti per Nimes. Durante la strada è piovuto. A un certo punto c'era da pagare il pedaggio autostradale e c'era una lunga stazione: da 10 parti entrano e ci sono 10 uscite. C'era un mare di macchine.
Adesso siamo vicini all'albergo. E' bellissimo. E' tutto verde intorno e c'è la piscina. In ogni stanza ci sono due letti, uno grande e uno piccolo. Peccato che ci stiamo solo una notte. Sono le ore 18. Siamo in pullman per visitare la città perché siamo lontani dal centro.
Stamattina appena fatto colazione siamo partiti alle ore 7,30. Qui c'è stato un fatto curioso: non abbiamo saputo aprire la doccia nè io nè la maestra.
Stiamo andando verso Marsiglia. Ieri ho finito il secondo rollino e non l'ho potuto comprare a Nimes che non hanno voluto soldi italiani.
Siamo arrivati a Marsiglia. E' bellissima. C'è un porto più grande d'Europa. Ci sono quattro isole di cui quella di Montecristo. Si vede un castello. Siamo su un'altura. La chiesa è bellissima. Per arrivarci ci sono più di 200 gradini. Arrivati alla grande chiesa c'è una cripta. Lì il nostro prete ha celebrato la S. Messa e sopra c'è la grande Chiesa. Non ti posso descrivere la bellezza che c'è.

Adesso siamo qui fermi perché stanno facendo una manifestazione per la liberazione. Siamo andati a mangiare da dove ti servi da sola.
Siamo partiti per Nizza. Non so raccontare come è bello: è un paradiso sulla terra. Abbiamo visto la casa di Garibaldi, poi abbiamo fatto tutta la costa azzurra. E' bellissima. Abbiamo visto dove ha fatto la gara Casiraghi e dove ha avuto l'incidente. Sono le ore 7,30 cioè le 19,30.

Siamo già allo stesso albergo. E' il più brutto, questo di San Remo insieme a quello di Lourdes.

Comunque ti voglio parlare di Monaco. Con il Pulman siamo arrivati in un grandissimo garage. Il pulman è rimasto lì e noi prima siamo saliti con la scala mobile, poi con l'ascensore e poi ancora con la scala mobile. Abbiamo visitato una parte... non ti dico! C'è il palazzo bellissimo, tanto verde e poi siamo arrivati al palazzo di Carolina. C'era tanta gente che aspettava. Così abbiamo visto il cambio della guardia. Ho fatto le foto e una foto l'ho fatta con gli amici che c'erano presenti. Abbiamo comprato la cioccolata e due cartoline con il timbro.
Così con la scala mobile e l'ascensore siamo andati al pullman.

Siamo arrivati a San Remo per la cena.
31. Stamattina ci siamo alzati alle 5,30. Subito fatto la colazione e siamo partiti. Adesso sto scrivendo nel pullman. Siamo dopo Genova. E' una strada tutta galleria. Genova è grandissima a destra e sinistra e l'autostrada passa sopra le case. C'è un tratto di strada che fa paura. E' tutta sotto sopra. Ci sono parecchie strade.
Adesso ci siamo fermati per una breve sosta. In questo momento sono le 10,30. Abbiamo lasciato la Liguria e siamo in Toscana. E' tutto nuvoloso. In qualche tratto c'è un pò di pioggia.
Mi sono dimenticata di scrivere che a Monaco abbiamo visitato la Cattedrale o una delle tante chiese. E' bella. Ho fatto una foto all'altare maggiore; un'altra l'ho fatta nella cappella privata del Principato. E' tutta in oro. E' piccolina, con i banchi normali dietro l'altare maggiore. Ci sono le tombe. Si vede solo il marmo per terra con le scritte di questi antenati e c'è la tomba della moglie, quella che è morta nell'incidente. Ci sono sempre fiori. L'ho fotografata se riescono queste fotografie... Poi ho fatto qualche foto panoramica che si vede il porto, cioè un pezzo di porto. La Costa Azzurra veramente... Il mare è azzurro e la spiaggia è piena.

Ieri sera abbiamo fatto delle foto vicino al casinò, tra cui mi sono fatta una foto vicino a una Rollos. Arrivavano tutte macchine di milioni. Queste macchine le parcheggiava un guardiano e loro come scendevano se ne andavano a giocare. Ha detto Fazzitto che ha visto che ha lasciato 50 mila lire a questo che ha messo la macchina a posto.

Siamo a S. Maria degli Angeli e già siamo state a San Francesco.
Sono le ore 18. In questo momento sta parlando il preside Laviola. Racconta la storia da quando l'ha conosciuto. Ha fatto gli elogi a Don Pietro. Alla fine abbiamo fatto una battuta di mani e così con questo ha concluso.
Poi Don Pietro ha ringraziato il preside, a tutti quanti, alla Rotondò che si muovevano sempre lei e la Lamanna, alla signora Laviola che ha una bella voce, a Pietro Falsetti che si interessava di tutti i ristoranti e che si lamentava sempre.


Ottimo diario, senza pretese ma innegabilmente utile e istruttivo per tutti.(RT)


Qualche anno dopo, mia madre si trovava nuovamente a Lourdes e io ero a circa 500 km di distanza, a San Sebastiano e Bilbao, perché stavo partecipando a un convegno di sociologia. Presi un treno e le feci una sorpresa bussando direttamente alla porta della sua camera d'albergo. Era con la sua vicina di casa Luisa Silvestri - erano già a letto - e sentii: cujèèè... una scena davvero felliniana! (RT)


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Giugno 2012


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