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Armir, sulle tracce di un esercito perduto

Centro Studi per Amendolara



Libro

Pino Scaccia
Armir, sulle tracce di un esercito perduto
Nuova ERI
1992

Pagina 142


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Sociologo Rocco Turi: "Centinaia di soldati italiani dell'Armir non sono mai stati dichiarati né dispersi, né morti, né sarebbero mai stati rimpatriati. Mi risulta che siano quattrocentosessantadue, compresi numerosi ufficiali. E' scritto in documenti italiani e della Commissione speciale dell'Onu per i prigionieri di guerra. Questi italiani sarebbero rimasti, anche dopo la fine della guerra, in Unione Sovietica, per essere utilizzati contro il nostro Paese. Sono diverse centinaia, come ho detto. Io sono in possesso di circa cento nomi. Fra cui: De Gaglia, tenente Galassi, tenente Polidori, sottotenente Firmani, sergente maggiore Granzella, sergente Braida, caporalmaggiore Collavo, caporale Benatti, soldato Angelici, soldato Paravan. Cosa sarà accaduto? Certamente è difficile giustificare ufficialmente la presenza in Urss di nostri soldati anche negli anni successivi alla guerra. A quell'epoca sarebbe stata un'ammissione del contenuto della propaganda comunista, secondo la quale il sistema di vita in Russia era ben superiore".
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aprile 2013


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