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Buona fortuna Don Diego! (2016)

Centro Studi per Amendolara


Buona fortuna Don Diego!


Non mi sarei mai più occupato di Don Diego, oltre la doverosa valutazione sociale sul suo tempo trascorso in Amendolara Marina. D'altra parte, il compito del Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio è di analizzare, attraverso gli strumenti sociologici, i fatti e gli episodi che servano a migliorare la società locale e di lasciare una traccia del proprio impegno. Gli amendolaresi hanno molto rispetto di quanto il Centro Studi Per Amendolara va scrivendo (da oltre cinquant'anni); possono anche non condividere alcune interpretazioni, magari preferiscono non esprimere il proprio disaccordo. Tuttavia, conoscendo a fondo l'indole degli amendolaresi, oggi ho la certezza che se esprimessero un dissenso lo farebbero nei modi e nelle forme più corrette, anche in attesa dell'evidente replica. Se poi a reagire sono soggetti che si muovono nell'ombra come loro carattere precipuo, che sul piano culturale nulla hanno da esibire, anzi lo fanno esclusivamente per odio personale, verrebbe voglia di non replicare. Purtroppo non è questa l'indole e chi conosce la storia professionale di chi scrive lo sa molto bene.

Sono costretto a occuparmi ancora di Don Diego perché un misantropo, tirandomi per la giacchetta, si è inserito in concetti che non conosce; ha solo la prerogativa di esercitare odio profondo. Piuttosto che indicarmi come Rocco (ne avrebbe ben donde) ha abbozzato la sua insolenza appellandomi con tono sprezzante come "il sociologo". Sono sempre le persone culturalmente zero-dotate a entrare in dibattiti che non competono loro; tuttavia, il soggetto si è avventurato in un campo scivoloso non perché avesse voglia di difendere l'attività svolta in Amendolara Marina da Don Diego, ma perché aveva finalmente trovato l'interlocutore a cui scaricare la sua rabbia nei miei confronti. Com'è noto, un misantropo ama socializzare con gli animali, piuttosto che con gli umani...
Capitatogli l'occasione, non se l'è lasciata sfuggire. Il soggetto ha costretto il povero interlocutore umano ad ascoltare strane elucubrazioni che coinvolgono Don Diego; in realtà il suo obiettivo non era la difesa di Don Diego (non gl'interessava) ma aveva colto l'occasione per affermare che "il sociologo" avrebbe avuto l'ardire di offendere "tutti i fedeli" di Amendolara Marina. Vattelappesca perché, ma così è. Il suo vero obiettivo era di seminare odio viscerale verso "il sociologo", cioè verso colui che aveva risolto tutti i suoi problemi familiari.
Altro scopo era di raccogliere informazioni personali; tuttavia, la contraddizione dimostrata è che il gruppo di sua appartenenza esibisce spesso il vanto di sapere (sbagliando sempre) quali siano i movimenti "del sociologo" in giro per il mondo perché avrebbe la prerogativa di attingere a "informazioni" riservate... (si, internet!!!!!). Altresì, uno psicologo per una cura collettiva non sarebbe male...
Se il ricorso allo psicologo collettivo non ci fosse, la devianza nei soggetti appena descritti potrebbe sfogarsi inesorabilmente. Nei paesi vivono persone catapultate in un cul-de-sac sociologico che, essendo dotate di doppia personalità, a volte trasformano la propria solitudine e frustrazione in una vera e propria bolla pronta a scoppiare. Tenerli alla distanza e fare terra bruciata intorno ai misantropi è un dovere morale, soprattutto quando neppure la chiesa riesce a correggere la loro indole.
A conferma di quanto detto sovviene l'incontro tra il Vescovo e i sacerdoti che si sono avvicendati nelle parrocchie dell'Alto jonio, tenutosi nei giorni scorsi a Montegiordano. La partecipazione di soggetti pronti a legare altrove pur di avere rapporti sociali umani ha messo in luce più evidente i concetti fin qui già spiegati. Quando si è insoddisfatti nei rapporti sociali locali si cerca sempre uno sfogo, emigrando nelle località vicine; la frustrazione pervade la personalità, fino all'incapacità di controllarla e rendersi pericolosi. Alcuni soggetti presenti all'incontro di Montegiordano - scomodatisi anche a centinaia di chilometri perché "volontariamente pretendono di possedere credenze che, in pratica, non possiedono" - senza averne adeguato titolo, danno l'idea di quale sia la capacità valutativa e di discernimento e fa molta tenerezza che in certe famiglie non ci sia qualcuno in grado di comprendere la realtà concreta. A questa distanza, tuttavia, appare chiaramente il carattere dell'ostentazione non adeguata di famiglie mobilitatesi collettivamente e chi muove i fili e chi, in mancanza di autonome capacità riflessive, si lascia muovere come vetrina in esposizione. Si tratta di persone che, come dice lo psicologo Jung, "hanno una scarsa conoscenza del lato oscuro del proprio subconscio". Bisognerebbe informare il Vescovo della Diocesi di Cassano Mons. Francesco Savino che in Amendolara operano soggetti che non solo vivono in un continuum di ipocrisia e di ignoranza del proprio subconscio. L'aggravante è che l'ipocrisia - carattere molto diffuso anche altrove - in Amendolara in alcuni soggetti assume le caratteristiche di devianza latente da far paura. Fino a ora la chiesa si è poco occupata.
Tutti vedranno che nelle prossime domeniche ci sarà un divertente via vai di tifosi che si recheranno ad ascoltare messa qui e là, ognuno per dimostrare qualcosa - non certo la fede; ci sarà inoltre un riposizionamento di cosiddetti fedeli che usciranno dall'ombra per entrare nelle grazie dei nuovi sacerdoti.
Quanto a Don Diego, egli conosce bene i riferimenti adeguati che il soggetto in questione ignora; soprattutto Don Diego conosce bene il senso dei due precedenti articoli postati e pertanto anche gli argomenti latenti che hanno trasformato i suoi anni amendolaresi in anni da ricordare con molto limitato entusiasmo. Certo, il suo primo passo azzardato - storicamente gravissimo - fu proprio quello che lo portò a disfarsi (nel modo che tutti conoscono) degli ex voto dedicati alla Madonna della Salute, per i quali intere generazioni di amendolaresi avevano costruito la loro storia. Chi non approverebbe questo rimprovero nei confronti di Don Diego?
Il secondo passo inconcepibile di Don Diego è che ha lasciato che qualche amendolarese rimugini insoddisfazione e frustrazione a tassi crescenti ed è pronto a reagire nell'ombra. Tale condizione è un vero pericolo sociale dal quale, al di là delle apparenze, la collettività prende sempre più distanza. Terzo comportamento a rischio di Don Diego è stata la facilità con cui ha fatto e disfatto con disinvoltura decisioni e scelte. Quarto: ignorare i contatti umani. Pronto a essere più didascalico su questo tema, se fosse necessario.
Chiudo la polemica con Don Diego, per il quale sono stato tirato in ballo oltre la semplice e doverosa critica esibita dal Centro Studi Per Amendolara. Don Diego si recherà a Roseto (e Montegiordano), dove troverà l'eredità molto prestigiosa e autorevole di Don Antonio Cavallo. Buona fortuna a Don Diego, perché non è facile seguire le orme di un gigantesco sacerdote come Don Antonio Cavallo.

Rocco Turi, sociologo

www.amendolara.eu
24 settembre 2016













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