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Club 19 - fondato da Rocco Turi in Amendolara Marina. (1965)

Centro Studi per Amendolara



1965

Club19 in Amendolara Marina
Fondato da Rocco Turi



Club 19 è il nome di un Circolo Culturale che fondai in Amendolara Marina negli anni sessanta. Dopo la stampa delle tessere presso la tipografia Don Bosco,di proprietà del sacerdote don Pietro De Tommaso a Trebisacce, ora custodite nell'archivio del Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio, tutto rimase come prima: segno evidente, percepito solo a posteriori, che in Amendolara ha imperato un latente individualismo - ancora oggi valido - e le iniziative altrui vengono fatte cadere sul nascere e ignorate. Lo dimostra anche la miriade di circoli culturali nati ad Amendolara nel corso degli anni, tutti abortiti, morti e seppellitiimmediatamente o dopo cinque minuti. Ancora oggi continuano a nascere circoli culturali con iscritti e presidenti e la realtà non viene ancora compresa. Ne è sintomo la superficialità delle iniziative, destinate a non lasciare un segno a favore delle giovani generazioni del paese.
Ma l'esperienza giovanile negativa del Club 19 per me rappresentò, già negli anni sessanta, una immediata lezione dalla quale acquisire esperienza e imparare a conoscere la società locale.
Da allora mai più intrapresiuna iniziativa culturale che coinvolgesse il pubblico più vasto. Infatti, il <<Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio>>nacque con lo scopo di non coinvolgere il pubblico amendolarese, ma solo di studiare, ricercare in silenzio - coinvolgendo altri solo occasionalmente - per il piacere unico di conoscere le proprie radici, collezionare autonomamente i segni materiali e immateriali della memoria locale e custodirli in un archivio, utile per il futuro. Ho raccolto solo tutto ciò che i racconti orali provenienti dalle vecchie generazioni ormai scomparse hanno tramandato.
Non a caso, dopo cinquant'anni di impegno e con la morte di protagonisti e testimoni, la memoria registrata in supporti tecnologici e custodita nell'Archivio CSA è ormai unica, anche se in tanti oggi si esercitano con la propria fantasia a inventare storie improbabili e assurde. L'ultima di queste storie (molte - e verranno spiegate), sintomatiche di un sempre latente conflitto culturale fra amendolaresi, è che i fucarazzi di San Vincenzo sarebbero nati 555 anni fa (anno 1458) e per altri nel 1401 per opera dei monaci domenicani. Un comico potrebbe precisare che la data non è precisa e che, per la verità, i fuochi furono allestiti la prima volta esattamente 524 anni e tre giorni fa e che egli aveva 20 anni e si ricorda che i fucarazzi erano 27 e che quella sera pioveva e pertanto non ci furono puntilli. Si sono esercitati anche a inventare storie su un cancello da espugnare per dare una origine culturale ai puntilli di San Vincenzo.
A nessuno balena l'idea che i fuochi pubblici hanno origine da riti pagani, forse anche orgiastici, che in Amendolara furono vivi anche in secoli più recenti e che i monaci domenicani - poverini - non hanno alcuna responsabilità. D'altra parte, il povero San Vincenzo Ferrer (1350-1419), domenicano, nel 1401 era ancora in vita e fu proclamato santo molto più avanti.(Leggere la vera storia dei fucarazzi di S. Vincenzo in altro file di questo sito).

Nessuna sorpresa: ad Amendolara si preferisce galoppare di fantasia, piuttosto che procedere con i passi lenti dello studio e della sedimentazione della propria conoscenza; ad Amendolara si preferisce non approfondire la propria storia e quella delle persone e ci si limita solo ai titoli; ad Amendolara se si scrive qualcosa ci si ferma alla sola raccolta ma non allo studio e alla interpretazione dei fatti: poca cosa per far crescere la comunità.
Giacché si è in tema di idee bizzarre, non si può sottacere che in Amendolara qualcuno ha indicato addirittura la casa dove sarebbe nato Pomponio Leto e che un sindaco, addirittura, fece apporre un segno tangibile. Inoltre, si è parlato tanto di Lamanna e nessuno - proprio nessuno - ha tentato in uno dei numerosi convegni di analizzare la sua figura, oltre agli aggettivi pomposi. Ma sarà proprio questa la figura di Lamanna? Ecco perché numerosi sono i ghiribizzi degli amendolaresi che meriterebbero un elenco e un premio. Per quanto riguarda Leto e Lamanna (e non solo), il Centro Studi per Amendolara e Per l'Alto Jonio avrà il piacere di esibire un'adeguata analisi.
Tralasciando la comicità, solo impegnandosi nel rigore scientifico della ricerca e in lunghi anni di attività riservata è possibile "produrre" opere concrete per il proprio paese e dimostrare che il lavoro di equipe produttivo ad Amendolara non può esistere e non può funzionare! D'altra parte, giunge frequentemente notizia che in molti, singolarmente, all'Archivio del CSA attingano informazioni con lo scopo di lasciarle passare come frutto di personale impegno. Si tratta di un altro vizietto degli amendolaresi, esercitato con lo scopo di autocelebrarsi e sentirsi protagonisti nel proprio villaggio.

Solo occasionalmente fu operata la collaborazione per iniziative che il <<Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio>>organizzò riscuotendo anche successi nazionali. E' il caso della manifestazione MARCIA DELL'AMICIZIA - MARCIALONGA NON COMPETITIVA, la prima in Calabria, organizzata nel 1976, in collaborazione con la chiesa parrocchiale Madonna della Salute, anno in cui la politica dell'<<austerità>> aveva fatto diffondere in tutta Italia la moda delle marce non competitive. Altra manifestazione di importanza e successo nazionale, organizzata dal CSA in collaborazione con l'Amministrazione comunale, fu l'ESPOSIZIONE FILATELICA NAZIONALE, in occasione del 75° anno di culto della Madonna della Salute. In tutte le manifestazioni pubbliche, il CSA non ha mai percepito una sola lira: anzi, in altra parte di questo sito internet, vienespiegato che da solo il CSA ha sopportato spese personali notevoli per il successo delle iniziative. Altre informazioni sul memorabile evento dell'Esposizione Filatelica Nazionale verranno date successivamente.
Solo attraverso l'indipendenza è possibile essere liberi di criticare e di esprimere giudizi. Solo così il Centro Studi per Amendolara ha potuto lavorare affrontando e reagendo a mille polemiche e difficoltà e a tante Amministrazioni comunali che si sono susseguite. Oltre all'Archivio CSA, ne è testimone la memoria (rimossa?) dei contemporanei amendolaresi che in Amendolara hanno vissuto epoche, polemiche e l'esperienza dei manifesti anonimi (altra specificità paesana). Nessuno, altresì, ha mai pensato che i pensieri unici rappresentano la ricchezza di un paese apatico e invitano a crescere. Non a caso, nell'udienza del 28 aprile 2013 Papa Francesco ha avuto modo di affermare: "Andare controcorrente fa bene al cuore, ma ci vuole il coraggio per andare controcorrente".Ribadito da Papa Francesco ai giovani anche il 23 giugno 2013.D'altra parte, lo spirito di affrontare la vita attraverso la critica fu da me suggerito ai bambini della quinta classe della scuola elementare di Amendolara Marina in occasione della visita guidata fatta presso la Sede Regionale della Rai a Cosenza nel maggio 1999 (cercare documentazione in questo sito del CSA, pubblicato in giugno 2012). Fui osservato in silenzio e con animo esterrefatto dagli insegnanti accompagnatori…(2013).

Rocco Turi

Étimo di Club 19.
Erano gli anni in cui al carosello veniva trasmessa la pubblicità dell'Amaro 18 Isolabella, durante la quale si riuniva un gruppo di persone. Da questa scena nacquel'idea di Club 19. RT2013

www.amendolara.eu
agosto 2013



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