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Comune di Amendolara Mozione contra personam. (1997)

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Comune di Amendolara / Mozione contra personam. (1997)

AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 10. (1997)


COMUNE DI AMENDOLARA
Mozione sul museo archeologico contro Rocco Turi.


Testo originale, composto di sei cartelle fittamente scritte a mano dal Sindaco Acciardi. Dopo pochi minuti dalla conclusione del consiglio comunale del 18 novembre 1997 fu fatto pervenire, via fax a Rocco Turi - a cui l'Assemblea era dedicata contra personam - il documento originale del Sindaco Acciardi, scritto di suo pugno, approvato dal Consiglio comunale. Il giorno successivo furono riservatamente inviate all'autore anche le fotocopie della mozione presentata.

Le note finali in corsivo di Rocco Turi analizzano il documento.



Sul Quotidiano del 5 c.m. il prof. Rocco Turi pubblica un articolo dal titolo "Ma sono tutti veri i reperti del Museo di Amendolara?"
Ora è indubbio che nessuno di noi ha la competenza scientifica per argomentare in maniera dotta sull'autenticità o meno di alcuni reperti in selce ed ossidiana (pochissimi pezzi, peraltro) risalenti al neolitico, e sulla loro catalogazione e didascalia espositive approntate dagli esperti della Sovrintendenza (1).
La dottoressa Lattanzi, Sovrintendente Archeologico della Calabria, contattata dal Sindaco (2), ha dichiarato che provvederà (3) immediatamente a riscontrare, sul piano rigorosamente scientifico, le contestazioni, non nuove, del prof. Rocco Turi, sociologo, ed ha affermato, altresì, di non riconoscersi nelle presunte frasi virgolettate riportate nell'articolo (4).
Ma il problema non questo. Vogliamo anche ammettere (è da provare!) che su migliaia di reperti portati alla luce nelle campagne di scavo della prof. De la Genière o rinvenuti sporadicamente e, quindi, raccolti sotto la guida attenta del dr. Vincenzo Laviola, possa accadere che ci siano 4 - 5 - 6 pezzi in pietra, del neolitico, di dubbia attribuzione (non è accaduto di recente che su un Van Gogh, pagato 70 miliardi si nutrano dubbi sulla sua autenticità?) quello che ci riesce difficile accettare è che:
- a fronte dell'impegno profuso da 25 anni a questa parte da tutti i soggetti istituzionali, dal dr. Vincenzo Laviola, dalla Prof. De la Genière, dai Sovrintendenti che si sono succeduti nel tempo, dr. Foti e d.ssa Lattanzi, dalla dottoressa Luppino, dalle Amministrazioni Comunali Laviola, Melfi ed Acciardi, dagli studiosi ed esperti che nel tempo hanno collaborato con la Sovrintendenza, dai progettisti del Museo, dal personale della Sovrintendenza e del Comune di Amendolara, dai cittadini di Amendolara;
- a fronte della ricerca affannosa di finanziamenti che consentissero la nascita del Museo in un piccolo centro della Sibaritide di appena tremila abitanti;
- a fronte delle difficoltà tecniche, amministrative e procedurali per ottenere l'istituzione e, quindi, l'apertura di un Museo Archeologico statale (5);
- a fronte del lavoro profuso dalla Prof. De la Genière negli scavi, nello studio e nel restauro dei reperti, nella loro catalogazione, nella straordinaria produzione scientifica, veicolata in tutta Europa con pubblicazioni di grande rigore e competenza scientifica, nella convegnistica specializzata;
- a fronte, soprattutto, dell'opera infaticabile svolta dal Dr. Vincenzo Laviola (nominato anche Ispettore onorario della Sovrintendenza) per dare identità, coscienza civile e culturale, visibilità, sistematicità e collazione al patrimonio dei beni culturali di Amendolara, in particolare di quelli archeologici, opera infaticabile, grazie alla quale oggi il Museo Archeologico statale di Amendolara è una realtà, viva, importante testimonianza culturale (6), strettamente relazionata alla continuità storica della Sibaritide tutta;
- a fronte del lavoro profuso dagli allestitori del Museo (Prof. De la Genière e dr. La Torre) per consentirne, nel giugno del 1996, la definitiva messa in funzione, dovendosi, comunque, temere che in tempi di forti contrazioni di spese ed investimenti, si potesse paventare la soppressione del Museo stesso (7);
- a fronte della realizzazione di una marcata caratterizzazione didattico-didascalica della struttura espositiva museale, unica in Calabria per quel che attiene l'archeologia;
- a fronte della dotazione (unico Museo archeologico in Calabria) di un video multimediale con funzione di archivio storico - artistico - ambientale in grado di esprimersi in linguaggio informatico e di dialogare con altre realtà museali (premiato a Parigi nella rassegna di settore);
- a fronte degli sforzi compiuti dall'Amministrazione Comunale (pur non essendo il Museo di competenza della stessa) per veicolarne l'immagine (Annullo filatelico speciale, Fiera BIT Milano - stand Regione Calabria, Fiera dei Comuni Bari 1997, Salvadanaio d'Oro 1996, Convegno nazionale istituto studi storici sul Greco 1997-1997 (8) Fiera di Parigi settore video didattici, Forum P.A. 1997 Roma);
- a fronte del riconoscimento intervenuto da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, settore turismo, che ha ritenuto di stralciare il progetto multimediale presentato dal Comune di Amendolara all'interno del Piano di interventi Magna Grecia, annualità 95-96, estendendolo alla realtà regionale e finanziando, in ambito comunale, la realizzazione di tre aree attrezzate di supporto al Museo Archeologico ed alle sue aree di scavo (archivio, segnaletica, parcheggi, miglioramento, condizioni di accessibilità ai siti, servizi, opere urbanizzative e relativi espropri, già in fase di appalto;
- in presenza della istituzionalizzazione ad Amendolara di un Convegno nazionale con sezioni storiche ed archeologiche, aperto a studiosi di tutta Italia, avente come tematica principe il "Segno del Greco in Calabria" (identità culturale, processi di trasformazione e modelli integrativi dall'età antica a quella moderna), che quest'anno, 2a edizione, si svolgerà nei giorni 21 e 22 novembre prossimo;
- in presenza di segnali di sensibilizzazione del contesto locale e comprensoriale con risvolti di crescita culturale e dell'immagine turistica, conseguenti l'apertura della struttura museale, con contestuale ricaduta positiva per l'economia locale (commercio, artigianato, turismo e vendita produzioni locali);
- in presenza di tutto ciò, non un cenno alle vicende ed alla storia di una Comunità che vive, muore, si plasma anche attraverso quei reperti strappati alle sue viscere e alla sua terra, non un rigo per esaltare il senso ed il significato della storicizzazione del passato, della memoria storica attraverso la realizzazione della struttura museale, attraverso una istituzione che è tra noi e di cui andiamo ogni giorno più fieri (9); solo poche righe di scherno (10) per il tanto che Vincenzo Laviola (dilen tale archeologo ne vorremmo tanti) (11) ci ha lasciato, ci ha fatto scoprire, ci ha fatto capire, ci ha donato, ci ha insegnato;
silenzio su tutto ci che ogni giorno arricchisce la nostra Comunità (sabato scorso il Premio Troccoli - Magna Grecia ha dedicato una sua sessione e un incontro di studio all'opera di V.zo Laviola archeologo) e sugli sforzi che ognuno di noi compie per la crescita del nostro Paese (12).
E mentre in Comune si provvede ad inviare lettere invito, con note storiche illustrative e locandine del Museo, ad ogni scuola della Provincia, per favorire la presenza delle scolaresche e dei docenti; mentre si organizzano visite guidate, si concordano con operatori del settore viaggi per comitive con inclusa visita al Museo mentre artisti e artigiani locali si apprestano a perfezionare le pratiche che consentono la riproduzione di reperti del Museo, mentre il Comune si fa carico di procedere al progetto editoriale di una guida al Museo ed ai siti archeologici, mentre patrocina la seconda edizione del Convegno nazionale di studi sul segno del Greco in Calabria, insomma mentre chiediamo la collaborazione di tutti perchè Amendolara possa sentirsi fortemente rappresentata nella sua continuità storica dal suo Museo Archeologico e perchè quest'ultimo rappresenti momento di coagulo di sinergie positive, punto di incontro di esperienze culturali e volano stesso per il turismo culturale e per lo sviluppo economico del contesto comprensoriale, messaggio, insomma, di promozione sociale, culturale ed economica, il prof. Turi, sociologo, apre una vertenza sul Museo e, partendo dall'attribuzione, dubbia, di alcuni reperti nel neolitico (questione che avrebbe potuto, caso mai, essere posta con giuste modalità e nel giusto contesto, alla Sovrintendenza, non già pubblicizzandola in maniera impropria e ripetuta ovunque vi fosse la disponibilità a fargli pubblicare (13) pubblicare uno scritto a sua firma, getta discredito sull'immagine del Paese tutto, copre di scherno persone che molto hanno fatto per Amendolara ed il Museo, procurando un danno evidente all'Istituzione Museo, denigrando esperti e funzionari della Sovrintendenza, ma soprattutto, un danno morale e materiale alla Comunità Amendolarese tutta, per la quale, come già affermato, il Museo costituisce oggi una realtà culturale, ma anche turistica ed economica.
Questa mozione del Consiglio C.le di Amendolara, che non ha certo la pretesa di confutare sul piano scientifico le discutibili tesi del prof. Turi (cosa alla quale ha già provveduto la Soprintendente Arch. dr. Lattanzi) (14), vuole essere una chiara risposta "politica" all'articolo apparso sul Quotidiano, essendo, peraltro, ben consci che il nostro Museo, come qualunque altro, ha bisogno di essere migliorato, valorizzato, supportato, ampliato (lavoriamo ogni giorno per questi obiettivi) (15), ma dubitiamo fortemente che articoli del tenore di quello pubblicato a firma del prof. Turi siano la giusta modalità per concorrere a questo obiettivo, sembrano, piuttosto, solo una pubblicità negativa per Amendolara e, forse, anche, tutto sommato per il professore che firma (16).


NOTE

(1) Nella mozione, il Sindaco esordisce, anche a nome del Consiglio comunale, dichiarandosi non competente sulle questioni trattate. Pertanto, immediatamente appare assurdo dedicare una seduta consiliare contra personam senza il contributo di un esperto in grado di argomentare su questioni archeologiche; come se, per approvare un progetto architettonico, in una seduta consiliare ufficiale non fosse necessaria la relazione di un architetto con il compito di spiegarne le caratteristiche. Già nelle frasi iniziali, il Sindaco coinvolge gli esperti della Sovrintendenza. E' appena il caso di osservare che il più autorevole esponente della Soprintendenza archeologica calabrese, la dottoressa Elena Lattanzi, con una telefonata personale del 28 luglio 1997 aveva già riconosciuto gli errori nella esposizione del museo di Amendolara. I numerosi articoli e la conoscenza preventiva ricevuta in precedenza avrebbero potuto indurre a una maggiore cautela, ma il Sindaco preferisce continuare con la sua esposizione dichiarando di aver contattato il Sovrintendente Lattanzi, piuttosto che l'autore. Probabilmente lo scopo dell'Amministrazione comunale non è quello di chiarire argomenti di cui il Sindaco non ha competenza ma di utilizzare l'occasione per altri scopi denigrando; probabilmente l'Amministrazione comunale - nonostante i rapporti pregressi - conosce molto poco un suo cittadino la cui indole è di studiare e documentarsi prima ancora di scrivere. Forse la precedente denuncia culturale sull'inquinamento elettromagnetico ad Amendolara Marina ha avuto una parte in causa.

(2) In considerazione della precedente corrispondenza telefonica e degli articoli già pubblicati - che chiariscono ampiamente il caso - risulta molto difficile che il Sindaco avesse contattato il Soprintendente, a meno di probabili dimenticanze. Molto più adeguato sarebbe stato un contatto diretto con l'autore, piuttosto che richiedere un Consiglio comunale contro l'intellettuale più impegnato nelle questioni culturali del paese. Evidentemente, piuttosto che chiarire una problematica, si desiderava imbastire una polemica fuori da competenze dichiarate o per altri motivi.

(3) La dr.ssa Elena Lattanzi aveva già provveduto a riconoscere le contestazioni dell'autore e quindi gli errori nell'allestimento. Leggere e rileggere il contenuto della sua telefonata e l'articolo pubblicato potrebbe essere illuminante. Pertanto, affermare ufficialmente in una mozione del Consiglio comunale che la dottoressa Lattanzi "ha dichiarato che provvederà" appare del tutto curioso. Tuttavia, pur ammettendo che la Soprintendente avrebbe provveduto (ma non lo ha mai fatto, ovviamente, nonostante la richiesta) risulta quanto meno bizzarro che il Sindaco, informando l'Amministrazione comunale abbia dichiarato cose diverse. Le parole della dr. Lattanzi sono eloquenti e non ammettono dubbi sulle considerazioni svolte. La dr. Lattanzi aveva ben spiegato e confermato le critiche fatte, nonché la sua decisione di intervenire sull'allestimento effettuato precipitosamente. Inoltre, dichiarando che la Soprintendente "provvederà", oltre alla non informazione ricevuta attraverso la lettura dei giornali precedenti, risulta complesso spiegare perché mai non si sia atteso il suo intervento piuttosto che richiedere precipitosamente la riunione di un Consiglio comunale.

(4) Se la Soprintendente fosse stata contattata, ci sarebbe stata la conferma delle "frasi virgolettate riportate nell'articolo" pronunciate dalla dr. Lattanzi. In ogni caso, il Sindaco potrebbe avere a sua disposizione il testo, quindi la registrazione integrale della telefonata del 28 luglio 1997.

(5) La Soprintendente spiegò ampiamente che il desiderio degli amministratori di aprire ben presto il museo produsse fretta e ansia, per cui non furono effettuati i dovuti controlli rigorosi nell'allestimento.

(6) E' solo un'opinione del Sindaco. Piuttosto, il museo di Amendolara non è un sito importante, anzi lo è diventato sempre meno. Lo dimostra il fatto che la classe politica amendolarese abbia lasciato prelevare i reperti più importanti e non sia mai intervenuta. Si tratta della collezione di monete ritrovate negli scavi amendolaresi, di rilevante importanza storico e artistica - questo si - esposti nel museo archeologico di Amendolara e poi "sottratte" per essere trasferite prima nel museo di Sibari, poi a Reggio Calabria. Piuttosto che intraprendere una iniziativa denigratoria verso un cittadino impegnato senza nulla ricevere, perché il Sindaco non ha richiesto il Consiglio comunale per presentare una mozione che avesse come obiettivo la restituzione delle ricche monete prelevate silenziosamente? Forse non è a conoscenza, ma come Sindaco avrebbe dovuto esserlo.

(7) Ecco! La fretta! La dr.ssa Lattanzi aveva ben spiegato nella telefonata che nell'allestimento del museo furono utilizzate competenze non adeguate.

(8) Sic. Come da originale scritto dal Sindaco nella sua mozione.

(9) Enfasi. Il Sindaco dovrebbe conoscere bene chi è l'intellettuale amendolarese che da sempre si occupa del suo paese senza ottenere alcunché in cambio; dovrebbe altresì conoscere molto bene le meteore che in questo paese talvolta appaiono e che in maniera subdola, opportunistica ed erronea affermano di essere "ogni giorno più fieri" di questo paese.

(10) Sciocchezza. Per questa sciocchezza ho inviato un telegramma alla sig.ra Raffetta, moglie del dr. Vincenzo Laviola.

Considerata la sciocchezza messa in atto senza prudenza dal Sindaco di Amendolara, fu doverosa la redazione del seguente telegramma per rassicurare la sig.ra Maria Raffetta Laviola, moglie del medico Vincenzo Laviola artefice del Museo Archeologico di Amendolara:
"Cara zia Maria sentimento affetto sincero mi ha sempre unito diletto medico Laviola scriverò io essenza vera suo valore episodi belli vita infanzia professione passioni abbraccio Rocco Turi" (Telegramma n.005/1A del 21/11/97 da Poste Italiane Servizio Telegrafico Pubblico ZCZC COSENZAFONO, parole 29/28 21 0903, costo L.8850).

(11) Sic.

(12) Risulta curioso sapere che in questo paese si facciano sforzi per la sua crescita. Oltre alla mia attività gratuita su/per/a/da/con Amendolara, non risulta che dei cittadini abbiano lavorato ugualmente con la necessaria critica per la crescita del paese senza ottenere alcunché in cambio, compreso l'acquisto di libri e cose simili. Sarebbe auspicabile che "sforzi che ognuno di noi compie per il suo Paese" (compreso gli Amministratori comunali) si facciano senza avere in cambio appannaggi e/o gettoni di presenza e premi acquisto o premi viaggi in Argentina o chissà dove. Su tale campo per un dibattito schietto e senza vincoli non ho incontrato alcun amendolarese.

(13) E' banale dover spiegare che le modalità con cui si svolgono le azioni culturali non siano di competenza del Sindaco di Amendolara. Tuttavia, ammesso che siano possibili "giusti contesti" e "giuste modalità" bisogna ricordare che la denuncia sull'inquinamento elettromagnetico fatta al sindaco di Amendolara privatamente e con le giuste modalità e contesto non ha portato ad alcun risultato. Fu necessario scrivere un successivo articolo pubblico affinché quella denuncia si trasformasse in successo da ascrivere unicamente al "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio". E' banale, inoltre, dover ripetere che la locuzione "scherno" è impropria, ma è stanchevole doverne spiegare il significato. D'altra parte è barboso dover spiegare che il sociologo della scienza è la figura professionale adeguata per verificare le procedure scientifiche, senza far parte della scienza analizzata. Inoltre, si getta qui un velo pietoso sulla locuzione: "fargli pubblicare uno scritto a sua firma"...

(14) Divertente sapere che da un lato il Sindaco afferma che la dr.ssa Lattanzi "risponderà", dall'altro e nel medesimo istante dichiara che "ha già provveduto" (non ha mai provveduto a rettificare alcunché!). Perdonabile contraddizione? Se il Sindaco legge il contenuto della telefonata e l'articolo scritto dalla dr.ssa Lattanzi c'è l'auspicio che il senso vero venga finalmente compreso e ritiri almeno locuzioni del tipo "discutibili tesi". Ma non c'è speranza...
A ogni buon conto, questo è il contenuto della telefonata della dr.ssa Lattanzi che qui viene ripetuto in maniera didascalica:

"Pronto professor Turi sono la dottoressa Lattanzi la chiamo per quei suoi articoli che mi dispiace vorrei chiarire un pochino in seguito alle sue segnalazioni noi abbiamo già da tempo smontato delle vetrine e giustamente lei aveva segnalato qualcosa che non andava bene noi ci siamo appoggiati talvolta anche a studiosi locali a ditte locali con risultati non sempre adeguati comunque se lei ha piacere di parlare io sono 0965 21224 per darle altri chiarimenti grazie".


REPETITA JUVANT:

(...) "in seguito alle sue segnalazioni noi abbiamo già da tempo smontato delle vetrine e giustamente lei aveva segnalato qualcosa che non andava bene noi ci siamo appoggiati talvolta anche a studiosi locali (...) con risultati non sempre adeguati" (...)

(15) Non risulta che l'Amministrazione comunale di Amendolara lavori "ogni giorno per questi obiettivi". Il "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" ha più volte contattato i responsabili ministeriali perché le monete sottratte silenziosamente dal museo fossero riportate in paese. Il Sindaco di Amendolara non lo ha fatto. Il "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" riprenderà questa battaglia.
Per quanto riguarda la "chiara risposta politica all'articolo", si veda la nota successiva.

(16) Risulta evidente che la "pubblicità negativa per Amendolara" provenga dal disimpegno degli Amministratori nei confronti del museo archeologico e dal loro attacco verso un cittadino impegnato non per scherzare ma per costruire un futuro più colto nel proprio paese. Il "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" auspica un allestimento corretto del museo, che fino alla pubblicazione degli articoli nessuno ha mai dichiarato di realizzare. Nemmeno il Sindaco ha mai richiesto il rientro delle monete che servirebbero a dare uno slancio pubblicitario al museo. D'altra parte, questa mozione contra personam nei confronti di un cittadino che lavora per il suo paese e lo ha dimostrato è la peggiore che un cittadino comune si potesse aspettare. Questa mozione rappresenta il peggiore degli "infortuni" che un'Amministrazione comunale possa commettere, ma rappresenta anche una importante medaglia per chi la riceve.
Il "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" ritiene che questa mozione, presentata come "chiara risposta politica all'articolo" sia, in realtà, un debole pensiero politico che abbia segnato l'apice e l'inizio dell'oblio del successo nella carriera politica del Sindaco di Amendolara.
In Amendolara ci sarà un sindaco evoluto che in futuro annullerà questa mediocre mozione contra personam che appare soprattutto il risultato di una mentalità retrodatata e una sfida personale perdente sul piano locale; in politica nazionale sarebbe una mozione dal carattere togliattiano e, prima ancora, leninista - ma questa è storia di elevata politica che agli Amministratori di Amendolara non compete.

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febbraio 2016



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