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Contro l'usanza di accendere fuochi in occasione della festa patronale

Centro Studi per Amendolara



IL TIRACCIO, anno XX, n.3, marzo 1994, p.9.
Contro l'usanza di accendere fuochi in occasione della festa patronale.
Lettera aperta all'arch. Maria Rita Acciardi, Sindaco di Amendolara.
Di Rocco Turi


Il documento è firmato da: CSA Centro Studi per Amendolara - Sez. Ecologica Rocco Turi, WWF CALABRIA - Alfredo Salzano, LEGAMBIENTE - Silvia Cammarata, ITALIA NOSTRA - Ortensio Longo, LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli - Roberto Santopaolo. Una lettera di LEGAMBIENTE è stata inviata al prof. Rocco Turi: <<Spett.le Presidente, Centro Studi per Amendolara: E' su segnalazione di alcuni cittadini di Amendolara che lamentiamo come l'usanza di accendere fuochi in occasione della festa patronale locale, porti alla distruzione di numerose essenze erbacee, preziose e indispensabili per l'equilibrio naturale e la salvaguardia del paesaggio. Sosteniamo, quindi, l'iniziativa del Centro Studi per Amendolara che si è fatto promotore di una campagna di sensibilizzazione per tutelare gli alberi destinati alle fiamme. LEGAMBIENTE, Silvia Cammarata>>.

Gentilissimo Signor Sindaco, da alcuni anni seguiamo con apprensione la campagna di stampa su numerosi giornali calabresi che denunciano la distruzione di alberi, puntualmente perpetrata dai cittadini di Amendolara.
Come Lei ben sa, in occasione dei festeggiamenti del patrono San Vincenzo Ferreri, programmati nell'ultima settimana di aprile, avviene un indiscriminato abbattimento con successivo incendio di bellissimi pini mediterranei. Il motivo viene attribuito a un'antichissima tradizione a cui gli abitanti non intendono ancora sottrarsi. E' il caso, però, che il rapporto perverso con la natura e con l'ambiente in Amendolara sia oggi completamente revisionato. Ecco perché ci permettiamo di rivolgerci a Lei, Signor Sindaco, noto per la Sua sensibilità a favore dell'ambiente, affinché un Suo autorevole e ufficiale intervento possa essere sufficiente a fermare lo scempio di questi alberi che costituiscono elemento fondamentale nell'equilibrio ecologico dell'Alto Jonio.
Occorrerebbe sensibilizzare i cittadini affinché vengano modificate le usanze, pur se vi sono leggi che regolano certi comportamenti crudeli nei confronti dell'ambiente naturale.
Ella potrebbe ritenere tale compito piuttosto difficile, eppure - le assicuriamo - i tempi sono maturi. La distruzione del patrimonio boschivo è oggi avvertita dalle nuove generazioni come fatto grave e negativo. Come credere agli adulti quando la festa degli alberi in Amendolara si trasforma in "festa agli alberi"?
Come pensare ancora oggi di sacrificare esseri viventi ad un Santo cristiano?
Eppure basterebbe poco per tenere vivi questi antichi riti contadini di purificazione con il fuoco, semplicemente bruciando roghi di ramaglie, fascine e alberi secchi, piuttosto che pini mediterranei rigogliosi.
Sin dal marzo 1990 il "Centro Studi per Amendolara" si è fatto portavoce degli amendolaresi più sensibili al problema gettando un primo sasso nello stagno della consuetudine. Il "Centro Studi per Amendolara" è poi ritornato alla carica nel febbraio del corrente anno anche sulle pagine del giornale locale nel quale viene "sezionato" il problema con un articolo che ha suscitato vera perplessità in Calabria; perplessità perché un tale comportamento ha deturpato nel corso degli anni quasi l'intero patrimonio boschivo del paese di Amendolara; un paese colpito certamente da crisi economica e da emigrazione, ma ben ricco di storia e di cultura; un paese che non può cedere a fatalismi autodistruttivi.
Sulla scorta della campagna di stampa del <<Centro Studi Per Amendolara>> in corso da cinque anni, lei, signor sindaco, può farcela! Come "pater familias" parli attraverso un atto ufficiale ai suoi concittadini e sarà ascoltato. Crediamo che un Sindaco non possa essere considerato solamente un gestore di debiti e di ordinaria amministrazione: è la guida più amata del paese e, come tale, può intervenire anche su quei comportamenti che implicano una correzione del senso civico.
Il nostro compito, per ora, è unicamente di sensibilizzare l'opinione pubblica di Amendolara senza ricorrere all'invito perentorio di rispettare le leggi che, eventualmente, sarà fatto se non muteranno le abitudini e se non verranno adottati adeguati provvedimenti.


Inedito per nuovo comunicato stampa: <<E' noto che l'ambiente naturale costituisce la cartina di tornasole per la salute del nostro pianeta. E' noto anche che la degradazione del nostro pianeta in questo secolo costituisce la sommatoria di tante piccole crisi locali. Amendolara rappresenta una di queste crisi locali.
Amendolara è un paese dove nel corso degli anni è stato distrutto un ingente patrimonio boschivo per colpa di una deleteria tradizione legata alla festa in onore di San Vincenzo..
L'iniziativa del CSA-Centro Studi Per Amendolara mira proprio a bloccare questo processo distruttivo attraverso lo sviluppo di una cultura civica fino ad ora trascurata.
Già nel passato gli amendolaresi si sono affrancati da una tradizione deleteria nei confronti degli animali. Sono certo che faranno la stessa cosa rispettando di più gli alberi, evitandone la loro distruzione indiscriminata>>.


www.amendolara.eu
aprile 2012


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