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Don Diego va via e non lascia rimpianti. (2016)

Centro Studi per Amendolara



Luglio 2016

Don Diego Talarico parte da Amendolara Marina
e non lascia rimpianto.


di Rocco Turi


In settembre Don Diego Talarico andrà via dalla Parrocchia Madonna della Salute in Amendolara Marina. Il sacerdote non lascia rimpianto.
Il Vescovo di Cassano, Mons. Francesco Savino, ha fatto bene a desiderare l'avvicendamento dei sacerdoti in Alto Jonio; purtroppo, per gli amendolaresi della marina è ormai tardi. Don Diego non sarebbe mai dovuto giungere in Amendolara Marina perché le sue idee hanno sfaldato definitivamente il nucleo primitivo di una "Comunità in Cammino" e il simbolo originario della memoria collettiva. Piuttosto che conoscere gli abitanti della Marina in un iniziale giro pastorale, il neo sacerdote si è limitato immediatamente a vendere gli ex-voto che rappresentavano la storia originaria della giovane comunità; questi sono stati trasformati - ha fatto tutto lui - in una preziosa corona che cinge ora il capo della Madonna della Salute. Non si sa come sia stato possibile trasformare in oro anche gli altri ex-voto in argento.
Il "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio" ha più volte rincorso Don Diego affinché evitasse di intervenire a gamba tesa nello sfregio degli ex-voto dei cittadini amendolaresi e non solo. Nei seguenti post in www.amendolara.eu:

La tradizione è una cosa seria. Caro don Diego così non va


"E' finita l'estate!", diceva un nostro amico


si comprende quanto immenso fosse stato il dolore di chi conosceva bene gli ex-voto in oro e soprattutto conosceva la storia di dolore legata agli oggetti donati, ognuno dei quali rappresentava la memoria di fedeli devoti alla Madonna della Salute.
Più volte Don Diego fu raggiunto dalla mia richiesta personale di salvare gli ex-voto in cambio di una più che congrua offerta per alimentare il primo nucleo di un museo parrocchiale. Nessuna risposta. Don Diego continuò imperterrito con la sua deprecabile opera isolazionista. Tuttavia, la sua attività - che forse nessun altro sacerdote avrebbe compiuto - risulta ancora più grave allorquando nessun cittadino si allineò con azioni concrete all'iniziativa del "Centro Studi per Amendolara" allo scopo di fermare l'inqualificabile atto di scempio culturale.
Lo scempio degli ex-voto fu appena l'inizio. Il seguito fu il rifiuto del sacerdote di accettare contatti umani, mentre lo si vedeva sfrecciare con la sua motoretta. Lasciando Amendolara Marina, Don Diego poco o nulla porta con sé.

Verrebbe la voglia di ripetere "ridateci Don Francesco Di Chiara" quando niente chiese e forse tutto lasciò per il nostro bene collettivo (che, purtroppo, è scemato inesorabilmente), compreso lo stipendio da insegnante della paziente sorella Concetta, cara ancora a tutti i marinesi. La "Comunità in Cammino" (fu anche il nome del giornalino parrocchiale ciclostilato) che Don Francesco aveva creato è andata lentamente dissolvendosi, fino a trasformarsi in un conglomerato urbano in cui ogni cittadino vuole svettare sugli altri in maniera inversamente proporzionale al proprio grado culturale, di integrazione sociale e/o devianza. Don Diego ha favorito una realtà sociale in crisi latente, preferendo consociarsi a individualità non rappresentative, alimentando una società pervasa dal disadattamento. I dati statistici e sociali sono eloquenti e il dispiacere dei pii soggetti e di pie donne per la partenza del sacerdote - che avrebbe abbellito la chiesa - rappresenta lo specchio inconsapevole dell'emarginazione dissimulata in Amendolara Marina, in cui vengono celebrati falsi miti e storie fantasiose che non lasciano speranza alla ragionevolezza; in cui si dà valore alle cose banali e si trascura la sostanza delle cose. Il "Centro Studi Per Amendolara e Per l'Alto Jonio" è sempre pronto a un dibattito "scritto" sull'argomento, affinché ogni traccia venga preservata a futura memoria.

Conoscere Amendolara da lontano è come avere una lente di ingrandimento sui fatti nascosti che sfuggono alla collettività locale. Dopo le critiche espresse fra gli anni ottanta e novanta sembrava che qualcosa stesse cambiando e la stessa ripubblicazione di alcuni vecchi articoli molto realistici sul periodico "Il Tiraccio" in questo sito fu omessa. Fu un errore che potrebbe essere riparato. Oggi in Amendolara ci si imbatte in persone dotate di analfabetismo di ritorno, "incapaci di comprendere i messaggi e di comunicare con il prossimo e il mondo circostante" (come spiega il "Lessico del XXI secolo"); anzi persone che sembrano de-evoluti al contrario, la cui prospettiva è il medioevo, non il presente nè futuro. Di tutto ciò ho avuto prova recentemente in un mio viaggio nella campagna di Amendolara Marina, imbattendomi in soggetti dotati di falso moralismo e di paradigmi sguaiati per i quali, per carità di patria, è meglio soprassedere. Forse.

Don Diego nulla ha fatto in Amendolara Marina per fermare un lento degrado sociale che - anzi - nel tempo della sua permanenza, inesorabilmente è peggiorato. Il sentimento adeguato nell'andare via dalla Parrocchia Madonna della Salute di Amendolara Marina dovrebbe essere il rimorso per tutti i "danni" che Don Diego ha commesso, che egli conosce molto molto molto bene.

Va dato il benvenuto al nuovo parroco della parrocchia Madonna della Salute Vincenzo Santalucia il quale, da buon frate riflessivo, saprà come muoversi e da chi tenersi lontano e da chi e cosa ricominciare per la palingenesi di una "Comunità in Cammino". E' un augurio e una speranza.

Rocco Turi

www.amendolara.eu
luglio 2016


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