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Don Francesco Di Chiara è ritornato tra noi

Centro Studi per Amendolara



IL TIRACCIO, anno XXI, n.8, settembre-ottobre 1995, p.5.

Don Francesco Di Chiara è ritornato tra noi.
Di Rocco Turi


"Chiedo perdono per quello che la storia mia e vostra è stata". Queste le prime parole di Don Francesco, ritornato tra noi ad Amendolara Marina, dopo quindici anni di assenza. Quale perdono, Don Francesco!
Nessuno lo ha mai dimenticato. Proprio lui, il nostro caro Don Francesco è ritornato tra noi. Tra la sua prima gente da sacerdote. Tra la gente che lo ha amato, lo ama e ne ricorda le sue gesta. Solo per poche ore ha celebrato insieme a Don Saverio Viola la LXXVa festa della Madonna della Salute. Non poteva mancare il nostro Don Francesco. Colui che ha voluto più di tutti, fortemente, l'edificazione della Chiesa parrocchiale di Amendolara Marina.
Chi non ricorda lo stato della nostra Parrocchia al suo arrivo? Don Francesco Di Chiara riuscì a creare intorno a sè un clima di amicizia e collaborazione per cui in breve tempo si formò anche una vera anima parrocchiale e la Chiesa tanto desiderata vide la luce. Tutti per uno, uno per tutti. Chi non ricorda la sua fatica alla ricerca di ogni mezzo per la costruzione della Chiesa nel più breve tempo possibile? Bambini allo sbando vennero da lui riuniti. Ognuno ha una storia da rievocare. Cose grandi. Cose piccole. La festa. La marcia dell'Amicizia. Le gite. La sua loquacità. La sua spensieratezza. Il suo affetto per tutti. L'impegno per il successo della festa. Non solo religione, ma anche convivialità. Anzi. Socialità.
Don Francesco credeva che la festa non fosse "dei turisti", ma della nostra comunità. Inutile anticipare la celebrazione ai giorni precedenti. Nessuna utilità. Festeggiare la Madonna all'ultimo sabato d'agosto, come sempre, rappresenta l'occasione per gli amendolaresi di assaporare ancora un pò la vita del paese e il gusto delle radici per poi ripartire con nuove forze. Per tanti l'attesa della festa ha rappresentato l'occasione di prolungare ancora un pò la vita e i rapporti fra amici antichi e parenti. Chi lo desidera, programma sin dall'inizio la sua permanenza ad Amendolara. Nel 1993 e 1994, invece, la presenza degli amendolaresi si è ridotta sensibilmente. Quasi tutti hanno preferito ripartire subito dopo la festa. Con notevoli danni per la socialità collettiva e familiare. Ma anche per l'economia locale. Già povera. Quest'anno, invece, tutto si è ristabilito come nel passato. Nessun vantaggio, perciò, offre l'anticipare la festa.
E' ritornato Don Francesco. Ha abbracciato tutti. Si è divertito di crepapelle per alcuni piacevoli e inattesi incontri. Ma ha ritrovato una comunità scompigliata, disunita per via di tutto quello che i lettori del Tiraccio conoscono. Una società peggiorata per la quale neppure la buona volontà e il costante e ammirevole impegno di Don Saverio Viola sono stati sufficienti a modificarne la sostanza. A lui chiediamo pazienza e buona volontà. Non gli mancano. Siamo sicuri che saprà dare una risposta utile a tutti noi che in lui abbiamo fiducia. Ci aspettiamo una lezione sul significato di comunione e di Comunione. Ci aspettiamo che faccia una lezione su chi di noi merita o non merita di ricevere la Comunione. I nomi. Che forse tutti, nel privato, immaginano.
Di Don Francesco è rimasto il segno indelebile delle sue buone azioni. La sua convivialità spensierata. Il suo affetto per tutti. Le sue parole buone. Cose semplici che hanno lasciato il segno.
Abbiamo esultato per il suo arrivo. Nel corso della sua omelia ha parlato dei mali che attanagliano il nostro paese: l'avarizia, l'amore alle cose, al denaro. <<Profondamente attaccati ai nostri beni>>. L'ira, la violenza verso gli altri, l'invidia, l'accidia. <<La salvezza è nel Bambino che ci è stato dato. Al nostro cuore malato Gesù Cristo è venuto a darci un cuore nuovo... Il nostro spirito è egoista. Spirito di egoismo e di divisione. Ma lo Spirito di Dio è Spirito d'amore... Vogliamo rinnovare il nostro Battesimo... Lo Spirito nuovo riviva nelle nostre famiglie e nella nostra Comunità... Pronti tutti a costruire per il bene della Chiesa... Non c'è cosa più triste che vedere una famiglia divisa e non c'è cosa più bella che vedere una famiglia unita. Questo è l'amore, fratelli!>>. Parole che hanno toccato il cuore delle persone più sensibili. Ma tanti hanno ancora un cuore di pietra.
Abbiamo seguito Don Francesco in processione e nel ricordo di quella sua prima processione chilometrica di giovane pensieroso sacerdote. Lo abbiamo ringraziato con l'affetto tutti insieme per ciò che ha saputo fare e dare a tutti noi. E' stata Festa Grande per Don Francesco! Festa Grande per noi.

La decisione di don Francesco, di partecipare all'anniversario della Madonna della Salute, fu presa dopo un complicato approccio diplomatico di Rocco Turi che si concretizzò mangiando insieme una pizza, alla presenza della sorella Concetta, presso il ristorante La Fonte di Villapiana Lido nel giugno 1995.

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febbraio 2012





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