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Enrico Cappa, autorevole Direttore didattico

Centro Studi per Amendolara



Inedito del 2012.
Enrico Cappa,
autore di una tesi di laurea su Vittorio Alfieri, pubblicata nel volume
LA VITA E LE COMMEDIE DI VITTORIO ALFIERI,
A.G.A.R. - Napoli, ottobre 1964.
Di Rocco Turi


Ero un giovanotto - non ricordo l'anno - e insieme a mia madre capitai nello studio del Direttore didattico Enrico Cappa. Mostravo interesse visivo e silenzioso per la sua biblioteca, mentre le signore parlavano di alcuni vestiti femminili che mia madre stava realizzando.
Non ricordo se mia madre fosse a conoscenza che Cappa aveva scritto un libro e fosse stata lei ad aprire la conversazione su questo argomento. Ricordo altresì che, dopo aver notato anche il mio interesse per i suoi volumi, il Direttore Cappa cercò il suo libro appena stampato, scrisse come dedica <<Con tanti pensieri Enrico Cappa>> senza data e lo consegnò a mia madre. Il libro fa ora parte della collezione del Centro Studi per Amendolara. Non avendo indicato un nome in dedica, deduco che l'autore desiderasse offrire il libro a entrambi.
Mia madre si congratulò, poi sfogliò il libro e io feci lo stesso gesto. Chiesi immediatamente la causa del suo interesse per Vittorio Alfieri e Cappa mi spiegò che si trattava della sua tesi di laurea.
Non avevo la competenza accademica di esprimere un giudizio di valore sul libro, né desideravo partire in quarta esprimendo un'opinione generica e priva di fondamento e cognizione di causa, del tipo <<opera di ampio respiro letterario e culturale>>, come scrisse il medico Vincenzo Laviola nel suo volume <<Amendolara>>, pubblicato nel 1989 per i tipi di Pacini Fazzi, Lucca, p. 203. Tuttavia, la curiosità di conoscere il senso vero di quel libro è stata sempre al centro della mia attenzione, così come per tutti gli altri scritti <<amendolaresi>>, di cui mi occuperò appena possibile. Ritengo, infatti, che sia necessario celebrare prima il contenuto di uno scritto poi - eventualmente - il nome del suo autore.

Molti anni fa parlai con il mio Preside, il prof. Angelo Fabrizi, della Facoltà di Lettere e Filosofia, all'Università degli Studi di Cassino, che è ordinario di Letteratura italiana e uno dei maggiori esperti in Italia su Vittorio Alfieri. L'ultimo libro di Angelo Fabrizi è CULTURA DEGLI SCRITTORI: DA PETRARCA A MONTALE, Società Editrice Fiorentina - SEF, Biblioteca di Letteratura, collana internazionale diretta da Gino Tellini, Firenze, 2009 (in archivio CSA con dedica: <<A Rocco, con antico affetto e stima. Angelo Fabrizi>>).
Una sera a cena gli dissi che un mio compaesano era autore di un libro sul famoso poeta piemontese del settecento e successivamente gli regalai le fotocopie del libro di Enrico Cappa.
Dopo alcuni anni ritornammo a conversare sull'argomento ed egli mi spiegò che aveva letto il libro e valutato il suo contenuto: a suo parere si trattava di una tesi di laurea compilativa, né più né meno. Confermò a pieno ciò che Enrico Cappa aveva risposto alla mia domanda: si trattava, appunto, di una tesi di laurea.
Nei giorni successivi all'incontro, su mia richiesta, Angelo Fabrizi mi inviò la seguente email con tutte le indicazioni relative a Enrico Cappa.

<<Ho citato Cappa nel seguente volume di Atti: "La Commedia in Palazzo". Approfondimenti sulle Commedie di Vittorio Alfieri, Atti del Convegno Internazionale, Napoli 13 maggio 2005, A cura di Vincenzo Placella, Con la collaborazione di Anthi Nicas, Napoli, Il Torcoliere, 2008. A pp. 22-56 è il mio contributo: Le commedie alfieriane nella critica recente (1973-2005). A p. 22 dico:
Non farò la storia della critica fino al 1973, perché è stata già fatta egregiamente da Vincenzo Placella nella sua monografia su
Alfieri comico (Bergamo, Minerva Italica, 1973, pp. 316), apparsa appunto in quell'anno. Alla rassegna offerta da Placella faccio una sola aggiunta. Nel 1964 era apparso un volumetto di 169 pagine di Enrico Cappa, La vita e le commedie di Vittorio Alfieri, Napoli, A.G.A.R., rimasto ignorato. Quasi certamente si tratta di una tesi di laurea, poi stampata. Il lavoro ha una larga ma scontata premessa storica, nella quale Alfieri è presentato come colui che ha incarnato una precoce coscienza nazionale. Segue un ampio sunto della Vita, nonché di Esquisse, I Poeti, e delle sei commedie, circostanziatamente esposte.
Cito di nuovo Cappa a p. 39 a nota 44.>>.

Dal serio al facèto.
Si racconta che Enrico Cappa, dalla sua ampia e spaziosa terrazza, un giorno osservò il capo delle guardie comunali di Amendolara che dava indicazioni su come disegnare le strisce del parcheggio per le auto e le moto. Sugli spazi destinati alle moto fece scrivere in bianco e in maiuscolo <<MOTE>>. Il direttore Cappa che osservò <<MOTE>> appena scritto, dall'alto del suo balcone, gridò immediatamente, chiamando per nome il capo guardia: <<<…. sei un cretinoooo!>>.


Giugno 2012. La palestra delle scuole elementari di Amendolara è stata dedicata a Enrico Cappa. Per dare importanza non solo politica all'occasione, a nessuno preventivamente è saltata in testa l'iniziativa di dare un incarico ufficiale per studiare ed elaborare una critica scientifica vera e autorevole sulla vita e sull'opera di Cappa. D'altra parte, nel 1971 egli aveva scritto anche un altro opuscolo di carattere sociale. Quale migliore occasione! La politica dovrebbe comprendere che per far crescere una comunità ci vuole ben altro, non solo complimenti ma contenuti.
Intitolando la palestra della scuole elementare a Enrico Cappa sarebbe stato necessario evidenziarne le motivazioni. Le cause, a mio parere, non sono le sue opere scritte perché non presentano elementi di originalità accademica oltre alle caratteristiche tipiche di una tesi di laurea compilativa. D'altra parte, Enrico Cappa - che fu il più autorevole Direttore didattico di Amendolara - non ebbe occasione di compiere ricerca universitaria perché preferì insegnare sempre nella scuola elementare. Ognuno, essendo in possesso di una laurea e di una tesi e non avendo mai espresso un giudizio negativo nei confronti del suo paese, potrebbe sentirsi candidato a un premio dell'Amministrazione comunale.
La causa vera per l'intestazione della palestra scolastica a Enrico Cappa, a mio parere, sta nel suo impegno a preparare privatamente gli studenti in anni in cui non tutti avevano la possibilità di recarsi altrove per frequentare le scuole superiori. Ho parlato con numerosi studenti che ricordavano le sue lezioni ed erano lezioni di un docente preparatissimo, anche se non aveva mai avuto esperienza di insegnamento oltre alle scuole elementari. Era chiaro che le sue lezioni private risentivano della sua ottima preparazione universitaria e non già del frutto di una ricerca accademica.
Enrico Cappa andava certamente premiato postumo perché egli svolse un'opera di vera filantropia sociale in anni di estrema precarietà nell'Italia e grande povertà in Amendolara. Solo a fine anno scolastico, tanti giovani amendolaresi avevano la possibilità di recarsi a Rossano, Castrovillari, Cosenza o altrove per affrontare gli esami come privatisti. Tanti giovani senza mezzi economici devono a Cappa la possibilità di aver potuto affrontare gli studi oltre la scuola elementare. Qualcuno ad Amendolara avrebbe potuto fare un censimento dei vecchi studenti privatisti di Enrico Cappa; si sarebbero potuto riunire per una rievocazione affettuosa e a più voci - con ricordi e aneddoti - e l'intera manifestazione avrebbe assunto la caratteristica di iniziativa culturale e non solo politica.


www.amendolara.eu
Giugno 2012


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