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Enrico Cappa e Giuseppe Lanza, tedofori amendolaresi

Centro Studi per Amendolara



Inedito del 2012

Enrico Cappa e Giuseppe Lanza, tedofori amendolaresi.
Di Rocco Turi


Un opuscolo interessante e ricco di informazioni, con il titolo LA CALABRIA COSENTINA PER LA XVII OLIMPIADE fu pubblicato da Grafiche Editoriali BARBIERI a Cosenza. Si tratta di una <<EDIZIONE STRAORDINARIA STAMPATA A CURA DEL CONI DI COSENZA, PER I GIOCHI DI ROMA 1960 - DISTRIBUZIONE GRATUITA DI 20.000 ESEMPLARI IN ITALIA E IN TUTTO LE NAZIONI PARTECIPANTI ALLA XVII OLIMPIADE>>, ora conservato nell'Archivio CSA - Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio - insieme al manifesto ufficiale delle Olimpiadi di Roma 1960 e altri documenti dedicati. Nell'opuscolo sono indicati i cinque comitati locali (Corigliano Calabro, Calopezzati, Cassano Jonio, Roseto Capo Spulico, Trebisacce) costituiti nei diversi comuni attraversati dalla fiaccola olimpica in provincia di Cosenza. Il comitato di Corigliano era costituito da: Dr. Giuseppe Caracciolo, Sindaco, Presidente; Prof. Giovanni Barardi; Dr. Servidio Giuseppe; Dr. Fino Giuseppe, Prof. Selmi Carlo Pio; Dr. Pasquale Amato; Corr. Giuseppe Cardamone; Ing. Vincenzo Liguore; Corr. Domenico Capano.
Il comitato di Calopezzati era costituito da: Giovanbattista Giudiceandrea, Sindaco, Presidente; Azzaro Cesare; Giudiceandrea Bonifacio; Romano Vincenzo.
Il comitato di Cassano Jonio era costituito da: Dr. Francesco Magnelli, Pretore, Presidente; Avv. Antonio Bellusci; Prof. Pagliaro Francesco; Dr. Arcidiacono Gennaro; Dott. Marini Salvatore; Dott. Pellicani Battista; Don Francesco Fera; Geom. Antonio Vuoto; Geom. Salvatore Lione.
Il comitato di Roseto Capo Spulico era costituito da: Geom. Maratea Nicola, Sindaco, Presidente; Dott. Converti Vincenzo; Dott. Silvestri Leonardo; Dott. De Rasis Vincenzo; Dott. Stigliano Antonio; Sig. Mormandi Francesco; Prof. Mormandi Antonio; Sig. Lizzano Salvatore, Sig. Viceconte Cosimo; Sig. Fioravanti Giorgio.
Il comitato di Trebisacce era costituito da: Dr. Prof. Domenico Galizia, Sindaco, Presidente; Cav. Franco Nigro; Prof. Leonardo Aino; Dott. Giuseppe Amerise; Prof. Antonio Miniaci; Prof. Antonio Romeo; Sig. Franco Frangone; Rag. Gaetano Amerise; Prof. Carlo Jantorno; Rag. Domenico Petta; Avv. Ciro Di Gironimo; Dr. Mario Mattoni.
I tedofori - prescelti dopo una selezione di velocità - che rappresentarono il comune di Amendolara furono Enrico Cappa e Giuseppe Lanza, i quali percorsero una tappa di 1500 metri. Cappa percorse il tratto fra il Casello FS 99 e la Stazione ferroviaria, mentre Lanza, dopo aver acceso la sua torcia da quella di Cappa, la condusse fino alla prossimità del Canale della Donna. Quell'episodio è tuttora nei miei ricordi d'infanzia più belli. Quella giornata piena di sole fu un ritrovo per centinaia di amendolaresi venuti anche dal paese; una giornata paragonabile al passaggio del Giro ciclistico d'Italia. Anzi: di più! Furono presenti anche tanti cittadini provenienti dai paesi dell'entroterra amendolarese, Oriolo e Castroregio.

Giuseppe Lanza, a cui va un ricordo affettuoso, purtroppo ci ha lasciato.


Credo che Enrico Cappa sia orgoglioso di essere stato un tedoforo amendolarese. Egli fa parte di quella élite di sportivi che, come gli olimpionici, sono entrati nella storia. Oltre ad aver svolto una carriera di brillante chirurgo, Enrico Cappa può vantarsi di essere, fra gli altri, "collega" del grande Cassius Clay Mohammed Alì, medaglia d'oro a Roma ma anche ultimo tedoforo alle olimpiadi statunitensi.
Tuttavia, due piccoli-grandi ricordi sul passaggio della fiaccola olimpica sono rimasti anche nella mia memoria. Nonostante avessi appena dieci anni, ero già interessato agli eventi significativi, importanti per il loro simbolismo, che riguardavano il mio paese; a imparare e analizzare i fatti del mio paese, piuttosto che assorbirli acriticamente.
Preparai un enorme drappo dedicato alle Olimpiadi 1960, che esposi sul balcone di casa. Il mio drappo è custodito gelosamente nell'Archivio Storico del Centro Studi Per Amendolara come cimelio preferito.
Il secondo "piacere" sul passaggio della fiaccola olimpica è la mia fotografia, bambino di dieci anni, con la fiaccola in mano, insieme al terzo tedoforo in attesa davanti al Bar Rao. Perpetuai il ricordo del transito della fiaccola olimpica da Amendolara Marina con l'uso di una macchina fotografia Ferrania, che utilizzai per molti anni ancora; per ritrovare - ora - un patrimonio fotografico di inestimabile valore dedicato ad Amendolara: migliaia di fotografie!
Il terzo tedoforo, di cui non conosco il nome, ma è riconoscibilissimo attraverso la fotografia, credo sia originario di Oriolo o Castroregio. Non mi è stato possibile, fino ad ora, risalire al suo nome: appena possibile sarà reso omaggio anche al terzo tedoforo in attesa davanti al Bar Rao di Amendolara Marina.


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Maggio 2012


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