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Gazzetta del Sud CRONACHE DAL PARADISO ROSSO, 6

Centro Studi per Amendolara



La Gazzetta del Sud non aveva mai pubblicato un'inchiesta a puntate così lunga.

Titolo dell'inchiesta: Cronache dal "paradiso rosso"
Autore: Rocco Turi

Gazzetta del Sud, Anno XLI, Domenica 14 giugno 1992, p. 27.
IN PRIMO PIANO


Cronache dal "paradiso rosso" /
Il ruolo di Democrazia popolare e di Radio Praga negli anni cinquanta
La propaganda dei media e le "meraviglie" cecoslovacche
Di Rocco Turi

Solidarietà operaia.
Le grandi conquiste.
La bottega degli scandali.

6) Continua

Fra le prime campagne che il giornale decide di intraprendere vi è una grande sottoscrizione pro "Unità": "Per far si che la grande campagna pro-Unità ottenga il migliore successo è necessario che tutti i circoli, tutti i gruppi di Democrazia Popolare si attengano alle linee del programma e sviluppino tutte le iniziative in esso comprese nel modo migliore possibile. La campagna ha inizio immediato e si compone di feste, brigate, abbonamenti e sottoscrizioni".
Il giornale detta anche le norme per abbonarsi a Vie Nuove, Rinascita, Calendario del Popolo e Unità, che tutti li "riceveranno direttamente per posta dall'Italia".
Tra le tante sottoscrizioni vi sono quelle di numerosi antifascisti con false generalità, di lavoratori italiani giunti negli anni precedenti e di studenti inviati dall'Italia anche per partecipare al Festival mondiale della gioventù, di cui alcuni rimasti, poi, per lavorare in Radio Praga come giornalisti, oltre che collaborare con il giornale.
Ecco i nomi autentici di qualche sottoscrittore: Squarzante, Mantovani, Poli, Clemente, Molinari, Viviello, Bignami, Masetti, Dal Zotto.
I risultati della campagna sono entusiasmanti. Dopo appena un mese le copie vendute aumentato del 68% ma si chiede ancora un ulteriore sforzo del 60% al fine di raggiungere l'obiettivo di un giornale per ogni lavoratore della precedente emigrazione economica residente in Cecoslovacchia. Si capisce così che la cooptazione nel movimento comunista di tutti i residenti italiani nel Paese centro europeo fa parte della strategia politica dei nostri fuoriusciti.
Democrazia Popolare è una continua esaltazione della società cecoslovacca. Non vi è corrispondenza che eviti di descrivere con enfasi "le grandi conquiste del popolo". I sindacalisti italiani della Cgil giunti in visita in Cecoslovacchia parlano di "grandi progressi a favore di tutti i lavoratori e di grandi realizzazioni nel campo economico, politico e sociale". In effetti il giornale mette in evidenza l'enorme "aumento della produzione per il consumo interno".
Anche Giuseppe Di Vittorio giunto a Praga in visita ai nostri connazionali esalta la nuova situazione politica e il livello di vita raggiunto "dai lavoratori italiani nella libera Cecoslovacchia".
L'impegno del giornale verso le manifestazioni del Primo maggio è massimo; intere pagine vengono dedicate all'avvenimento e si parla di "operai giunti in Italia dopo il febbraio del 1948 ben sapendo di vivere in un Paese dove la classe operaia ha preso il potere e si trova in un'atmosfera di vittoria perché lo sfruttamento è stato per sempre eliminato". Il giornale continua: "non sarà lontano il giorno della vittoria neanche in Italia".
Ben presto le feste dell'Unità vengono organizzate in ogni zona del Paese dove già esistono le locali cellule comuniste. Diverse giornate lavorative vengono offerte per il sostegno della stampa comunista italiana. In tali occasioni giungono da Praga - a volte direttamente dall'Italia - i responsabili di tutta l'organizzazione. Giunge anche colui che tiene le fila dell'organizzazione praghese: Franco Moranino, "un duro, un capo vero", così come lo definisce Antonio Campolonghi.
La solidarietà operaia è alla base della propaganda giornalistica. E' bene evidente, però, come diversi lavoratori italiani non fuggiaschi partecipino con estrema insofferenza; del resto non potrebbero rifiutarsi perché gli effetti anche sul piano fisico - prodotti con minacce e atti intimidatori - sarebbero gravissimi: già alcuni di loro avrebbero subito torture o sarebbero stati costretti a fuggire in Italia. Allora vengono "tutti obbligati" ad offrire periodicamente diverse giornate lavorative a favore delle brigate fondate con nomi italiani (Togliatti, Terracini, Di Vittorio, Gullo, Gramsci, Barbieri, Unità, Longo, Curiel, Buttera, Garibaldi) per sostenere la stampa comunista del nostro Paese.
Ma il giornale non disdegna di presentare servizi su lavoratori e bimbi felici in vacanza per i prati e sui laghi della Cecoslovacchia, giunti anche dall'Italia.
"Cento bambini italiani invitati dalla Cecoslovacchia", "Cinquanta bambini italiani giunti a Praga in ricreazione", titola Democrazia Popolare: "Si tratta di cento figli di poveri lavoratori e di disoccupati italiani, scelti e inviati a cura del Partito comunista italiano...". Il giornale continua: "E' sintomatico il fatto che i figli di operai italiani, che vivono in un paese dove i genitori pur lavorando tutto l'anno non riescono a mandarli a trascorrere in qualsiasi zona balneare un periodo di vacanze, siano venuti in Cecoslovacchia, in un Paese che la propaganda reazionaria accusa di usare i metodi più barbari. I bambini delle democrazie popolari vengono inviati in Siberia, riportano i giornali capitalistici". E' un modo per esaltare questa nuova società, in contrapposizione a ciò che accade in un Paese come l'Italia che è presentato alla stregua di un luogo dove la miseria e la precarietà sarebbero vissuti da tutti nella maniera più degradante.
Le regolari diffusioni giornaliere di Radio Praga iniziarono ad andare in onda dal 31 agosto 1936. Era un periodo di particolare tensione nella vita internazionale: vi erano già le prime avvisaglie che avrebbero portato allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
Nel 1933 nella vicina Germania salì al potere il fascismo hitleriano che vide nella Cecoslovacchia una delle sue prime vittime. Negli anni dal 1935 al 1936 Franco, appoggiato dalla Germania e dall'Italia, effettuò un colpo di Stato, in seguito al quale nel Paese si scatenò la guerra civile. Nel gioco entrò anche il Giappone che nel 1936 concluse il patto con la Germania hitleriana.
In questo contesto internazionale iniziarono le trasmissioni di Radio Praga e fu quindi chiaro anche il compito che si erano stabilite: mettere in guardia i popoli dal fascismo, destandoli nelle lotte per il mantenimento della pace. Ma appena le potenze occidentali nel 1938 a Monaco di Baviera diedero a Hitler mano libera per annettere una gran parte del territorio cecoslovacco, seguì l'occupazione della Cecoslovacchia e per i sei anni successivi fu costretta a tacere anche Radio Praga. Si fece risentire nell'etere soltanto dopo la liberazione del Paese nel 1945.
Tramite Radio Praga incominciavano a giungere agli ascoltatori all'estero le informazioni ufficiali sulla nuova vita nella Cecoslovacchia e sull'edificazione della società socialista dopo il 1948.
A parere dei suoi dirigenti, uno dei compiti più importanti di Radio Praga in tutto il periodo della sia esistenza fu perciò quello di rafforzare l'idea della coesistenza pacifica fra le nazioni. Con queste intenzioni ha invitato ai suoi microfoni importanti personalità cecoslovacche e straniere.

* * *


Oltre al giornale Democrazia popolare cosa fare per diffondere ulteriormente in Italia la controinformazione comunista? Quale propaganda è più utile attuare per contribuire alla crescita del comunismo in Italia?
Con la collaborazione fra i partiti comunisti dei due Paesi, la via più efficace appare quella di aprire negli studi di Radio Praga - che già diffonde dal 1936 le trasmissioni ufficiali per l'estero - anche una redazione in lingua italiana. E' il 1948. Già nel 1949 la Radio raggiunge elevati indici di ascolto. Radio Praga ufficiale in lingua italiana viene presentata con grande enfasi in prima pagina del giornale "Democrazia popolare". L'autore dell'articolo, Catullo Uhrmacher, parla di una grande iniziativa politica che mai nessun Paese al mondo aveva intrapreso a favore degli stranieri:
"Sapete che siamo l'unico gruppo di emigrati che possa ogni settimana parlare alle famiglie, ai compatrioti, in una speciale trasmissione concessa dal Paese che ci ospita? Questa è una grande conquista, una iniziativa che va tutta a vostro favore. Noi trasmettiamo saluti, messaggi, impressioni, che voi tutti potete inviare. Siamo convinti che comprenderete l'importanza di questa trasmissione. Importante anche dal punto di vista politico in quanto contribuisce a legare e a cementare sempre più l'amicizia che ci unisce al popolo cecoslovacco e al suo lavoro edificatore". I programmi italiani vanno in onda ogni giorno alle 13 e alle 22.30.
Ci si accorge ben presto che la Radio, essendo gestita da dirigenti cecoslovacchi con soli tecnici italiani non risulta politicamente incisiva. Si pensa perciò che la sola Radio Praga in lingua italiana non sia considerata sufficiente ma è necessario attuare una propaganda più diretta al fine di dare una controinformazione violenta, radicale, rispetto alla politica della nuova democrazia italiana. La condizione per fare ciò si verifica dopo poco tempo allorché giunge dall'Italia Francesco Moranino, che fonda una radio e guida politicamente il drappello dei fuoriusciti.
L'ordine dall'Italia è perentorio: Moranino dovrà essere accolto come un importante capo e dovrà riorganizzare le fila dei compagni. Presso Radio Praga nasce così una redazione clandestina, per diffondere trasmissioni in lingua italiana, nella quale vi lavorano già i nostri tecnici. La redazione è confusa con quella ufficiale e viene affidata agli emigrati politici. Opererà a favore del comunismo italiano. E' il gennaio 1951.
La redazione clandestina inizia così a diffondere una trasmissione segreta, che poi diventerà famosissima, dal titolo "Oggi in Italia". Nel corso degli anni vi lavorano partigiani, studenti e redattori presenti in Cecoslovacchia come inviati dai comunisti italiani. Il 26 marzo 1951 viene intercettato su Radio Praga l'invito di sintonizzarsi sulle sue onde:
"Amici ascoltatori, dopo avervi parlato in questi giorni come poteva e quando poteva, "Oggi in Italia" verrà a voi da domani sera due volte al giorno, alle 20,30 e alle 22 su onde medie 243,5 per dirvi come nell'Italia e nel mondo si è lottato per la pace, il benessere, la libertà. Alle donne "Oggi in Italia" dirà come debbono lottare per conquistare una famiglia felice e vi parleremo della vita, dell'arte, delle lettere. Vi consiglieremo libri per la vostra biblioteca. Vi racconteremo la storia del glorioso Partito comunista italiano. Potrete ascoltare note politiche e numerose rubriche dedicate al movimento democratico di tutto il mondo nella lotta per la pace. Ascolterete la rassegna della stampa italiana e la denuncia di Tito e del titoismo come i peggiori nemici della pace e del socialismo. Faremo il punto sulla situazione internazionale".
"Ogni domenica "Oggi in Italia" trasmetterà tre volte al giorno, alle 12,45 su onda corta di m.25,21, con una trasmissione dedicata ai contadini ed una rassegna sportiva; alle 20,30 con le peregrinazioni di "Oggi in Italia" che si recherà ogni domenica in una regione italiana; alle 22 ci ascolterete ancora con "Sette giorni in Parlamento e nel Paese" e dopo avervi condotto nel Paese del socialismo vi faremo gustare una bella canzone e vi augureremo finalmente la buona notte".
"Durante la settimana apriremo la bottega degli scandali democristiani; vi diremo quel che bisogna credere per essere, secondo De Gasperi, un buon cittadino e vi illustreremo le troppo numerose menzogne di Radio Roma e infine vi diremo chi è il fesso più fesso della settimana".
Gli anni di maggiore splendore della Radio sono gli anni '50, allorché il Pci fa sentire incisivamente la propria voce e informa della propria politica gli italiani. Radio Praga è ben ascoltata anche in Sicilia oltre che in alta Italia. Ma nel programma del Pci la radio è pure un mezzo di propaganda abbastanza efficace specialmente verso gli emigranti italiani in Germania, Belgio e in tutti gli altri Paesi europei verso i quali si dirigono numerosi.

Rocco Turi
6) Continua


Leggi il lungo testo in Archivio:
www.gazzettadelsud.it

Articolo in 7 colonne con una fotografia che riproduce la testata del giornale DEMOCRAZIA POPOLARE


Per un utile approfondimento leggi il seguente libro, pubblicato dodici anni più tardi:

Rocco Turi
GLADIO ROSSA
Una catena di complotti e delitti dal dopoguerra al caso Moro
Collana Gli specchi
Editore Marsilio, Venezia
2004

(Libro esaurito ma consultabile in centinaia di biblioteche in Italia e all'estero).



www.amendolara.eu
gennaio 2013


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