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Gazzetta del Sud E' NATA IN CECOSLOVACCIA LA GLADIO ROSSA, 9

Centro Studi per Amendolara



CRONACHE DAL "PARADISO ROSSO", 9 (1992)
La Gazzetta del Sud non aveva mai pubblicato un'inchiesta a puntate così lunga.
Titolo dell'inchiesta: Cronache dal "paradiso rosso"
Autore: Rocco Turi

Gazzetta del Sud, Anno XLI, sabato 20 giugno 1992, p.20
INTERNO

Finalmente scoperto il suo nome originario: "Politika Skola Soudruha Synka"
(Scuola politica del compagno Synka)

E' nata in Cecoslovacchia la "Gladio rossa"
Di Rocco Turi

Il primo nucleo costituito da 22 italiani che nel '49 furono addestrati a Seletic

9

Il sociologo Rocco Turi ha svolto una ricerca sulla presenza italiana nel Paesi dell'Est in qualità di borsista del nostro Ministero degli Esteri.

Sin dal dopoguerra la Gladio Rossa ha sempre costituito il braccio clandestino dei comunisti italiani. Da sempre una struttura del genere ha rappresentato l'anello di congiunzione fra Pci e Pcus. Si trattava di una organizzazione a cui veniva data la massima importanza per il successo dei comunisti nei Paesi occidentali; per renderla ancora più segreta e impenetrabile la sua gestione venne inizialmente affidata ai comunisti più fedeli fra i Paesi satelliti dell'Urss. La Cecoslovacchia, appena invasa dai sovietica nel 1948, dava le più segrete garanzie affinché preparasse con metodo scientifico una struttura in grado di intervenire in qualsiasi momento.
La Gladio Rossa, infatti, affonda le sue radici in un documento del 18 agosto 1949 allorché da fonte fiduciaria del nostro Ministero dell'Interno si apprende che a Seletic vivono 22 italiani giunti nel maggio precedente
per svolgere compiti non chiari. Si dice che la loro presenza sia legata al lavoro nelle foreste, ma nel 1949 nessun permesso di espatrio risulta rilasciato a cittadini italiani per lavorare nelle foreste della Cecoslovacchia.
L'informazione "Riservata doppia busta raccomandata" parla di un gruppo composto da elementi scelti, di età fra i 24 e i 30 anni: "Tutti hanno avuto esperienza militare e partigiana durante l'ultimo conflitto. Fra questi, 6 parlano francese ed uno parla il russo. I nostri connazionali ricevono quattro visite alla settimana da parte di un dottore in filosofia della Università di Praga, anch'esso italiano, da cui ricevono istruzioni. Durante il recente congresso del Partito comunista ceco, il gruppo ha ricevuto anche una visita dei capi della delegazione del PCI; ogni domenica ricevono visita da un ufficiale del Partito comunista ceco."
La presenza degli italiani in Cecoslovacchia non è ufficialmente nota alla nostra Legazione di Praga.
Secondo la stessa fonte fiduciaria, il gruppo farebbe ritorno in Italia per esplicare ognuno compiti specifici di organizzatore partigiano.
L'ansia e la collaborazione è massima e così il 1^ ottobre dello stesso anno giunge la conferma della presenza clandestina dei 22 italiani. "Si tratterebbe di connazionali i quali furono a suo tempo convogliati dal Partito comunista in Cecoslovacchia per sottrarli alle ricerche della giustizia italiana. Essi proverrebbero soprattutto dalla regione del Monte Amiata e sarebbero fra i maggiori responsabili degli incidenti verificatisi nel 1948 dopo l'attentato all'onorevole Togliatti." Ricevono visite da parte di elementi della "Democrazia Popolare", noto gruppo dei comunisti italiani residenti a Praga.
La riservatezza è ferrea e pur se nel febbraio 1950 giungono altre conferme sulla presenza clandestina dei 22 italiani in Cecoslovacchia, ancora non è possibile conoscere le loro vere generalità.
Intanto vengono rilevati altri più recenti arrivi di comunisti italiani non muniti di passaporto. Dalle autorità locali vengono uniti alla massa di operai italiani giunti legalmente nel 1946 e che possiedono un regolare contratto di lavoro. Ma dopo la denunzia dell'accordo di emigrazione economica questi vengono selezionati per costituire con gli altri compagni giunti di recente, un nucleo operativo da utilizzare a scopo politico contro il nostro stesso Paese.
Sono queste le prime informazioni che giungono in Italia sull'operazione di ostilità intrapresa in Cecoslovacchia a nostro danno, attraverso l'organizzazione ormai nota come Gladio Rossa.
Tuttavia, le autorità italiane ancora non attribuiscono a queste iniziative sufficiente importanza e forse trascurano l'allarme. Ma il progetto è ormai noto a tutti i nostri connazionali interessati. Infatti, una parte degli operai i cui contratti sono in scadenza nel febbraio e marzo 1950, essendo al corrente della situazione e trovandosi in Italia, preferiscono rimanervi.
Al contrario, gli italiani clandestini residenti a Praga - che hanno ormai acquisito una nuova identità - da un lato programmano la loro organizzazione per il futuro e dall'altro protestano contro la nostra politica nazionale. Si riuniscono in un "Convegno dei lavoratori italiani in Cecoslovacchia" e inviano la loro risoluzione al Ministro d'Italia a Praga. Protestano per l'eccidio di Melissa, per l'insufficienza delle terre da ridistribuire e per gli arresti e le persecuzioni in massa verificatesi in Sicilia.
Chi furono questi primi 22 italiani giunti clandestinamente in Cecoslovacchia dopo l'attentato a Togliatti e dopo l'instaurazione del regime comunista a Praga? Da questo momento l'esodo clandestino degli italiani fu a centinaia attraverso una capillare organizzazione che favoriva l'espatrio. La Gladio Rossa raggiunse la sua efficienza organizzativa nella massima segretezza nell'aprile 1950. Si perfeziona ancora più dopo l'arrivo a Praga di studenti o presunti tali per partecipare ad un grande Congresso Studentesco. Circa 30 sono muniti di regolare passaporto, ma altri "sarebbero espatriati clandestinamente ed alcuni sarebbero stati già muniti di passaporti cecoslovacchi".
L'allarme per questa nuova presenza studentesca comunista italiana in Cecoslovacchia incomincia a destare attenzione e sospetti. Sembra un lento e continuo concentrarsi di forze per non chiari interessi. Ci si chiede: è mai possibile che tanti fra coloro che giungono per partecipare ad un semplice congresso studentesco decidano di restarvi?
Non è ancora nota al Governo italiano l'istituzione di scuole di sabotaggio e terrorismo per comunisti italiani aperte in questo Paese. Ma lo scopo reale dell'esodo di studenti e pseudo studenti in Cecoslovacchia è proprio questo: la partecipazione e l'addestramento presso l'organizzazione che fu chiamata Gladio Rossa. Questo il suo vero nome:
Politicka Skola Soudruha Synka (Scuola Politica del Compagno Sinka).


Rocco Turi



Leggi il lungo testo in Archivio:
www.gazzettadelsud.it


L'articolo in cinque colonne è corredato da una fotografia con la seguente didascalia: Una manifesto del '68. La baionetta sullo sfondo della città di Praga non minaccia il serpente della "controrivoluzione", bensì la libertà della popolazione cecoslovacca.



Per un utile approfondimento leggi il seguente libro, pubblicato dodici anni più tardi:

Rocco Turi
GLADIO ROSSA
Una catena di complotti e delitti dal dopoguerra al caso Moro
Collana Gli specchi
Editore Marsilio, Venezia
2004


(Libro esaurito ma consultabile in centinaia di biblioteche in Italia e all'estero).


La 10 e la 11 puntata furono pubblicate il 1° e il 14 luglio 1992



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gennaio 2013



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