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Gli elettori sono stanchi. (1977)

Centro Studi per Amendolara



1977
Gli elettori sono stanchi……
A cura di Rocco Turi
in:Insieme, 26 Marzo 1977, anno 1, n. 3, p. 3.



Le elezioni sono prossime, ma…. gli elettori sono stanchi e anche diffidenti. A raccogliere e ad esprimere qualche idea su questo tema, si rischia di passare per qualunquisti e disfattisti, mentre per noi il discorso è terribilmente serio.
Mai come questa volta si nota un certo fermento "sottovoce" dei posti…. in lista. Molti temono di bruciarsi; molti propongono i "revivals"; i più non prevedono piena libertà di azione, una volta eletti; altri si sentono impotenti e indifesi nell'operare in una amministrazione povera, con vecchi malanni e vecchissimi strumenti: in fondo è più facile amministrare Milano, che un piccolo paese come il nostro; pochi non hanno timore dei condizionamenti tradizionali.
E così forse molti penseranno di risolvere tutto, ricorrendo ai tradizionali candidati, ai pochi clan precostituiti e alle famiglie di sempre, con qualche riempitivo in più….
Allora forse non ci sarà poi tanta possibilità di scelta, così come è impostato il gioco amministrativo, che ogni volta diventa obbligatoriamente e comodamente razziale. Ma allora ci sono i candidati capaci e liberi per un discorso nuovo?
Noi diciamo di si! Ci sono e sono disposti a farsi valere.
Purtroppo, abbiamo constatato che per alcuni, amministrare non significa più servire; non vedono le reali esigenze dei cittadini, non danno conto di certe impostazioni una volta eletti, dissolvono il dialogo coi cittadini, anche con i propri elettori, mentre rimane solo per pochi intimi, ai quali si deve pensare per il posticino di dipendente comunale, ecc..
D'altra parte mancano certi canali di opinione pubblica, anche se sono presenti certi sodalizi che già hanno pensato di mandare avanti dei propri rappresentanti un pò in tutti i partiti.
Comunque, se non si formeranno liste efficienti, il partito che avrà la maggioranza rischia di non poter esprimere una giunta efficace per mancanza di elementi impegnati, non fosse altro perché gli amministratori di oggi devono essere a tempo pieno.
Non ci solleva il pensiero che altrove succede di peggio!
E, allora, oltre alla speranza, che ci deve sostenere, come uscire da questa crisi che tocca tutti i partiti? Con le schede bianche?
Forse si, se ci fossero persone che, nell'immediato futuro, sapessero raccogliere e gestire le schede bianche.
Il discorso per noi e un altro e si collega con l'iniziativa che spiega la nascita e la continuità di questo giornaletto. La democrazia è un lusso di massa, per la quale tutti dobbiamo contribuire a mantenere. Ora il pubblico è impreparato a farsi sentire. La sua abulia e il suo disinteresse agevolano l'esistenza dei "professionisti della politica".
La stanchezza degli elettori diventa quindi causa e al tempo stesso effetto della crisi che colpisce i nostri partiti, specialmente nelle amministrative.
Mancano ad Amendolara, ad eccezione del Gruppo "Calabria Giovane" - capace e libero - validi gruppi di azione, associazioni, organizzazioni, ecc. che premano e controllino i politici di casa nostra, che a loro volta fanno di tutto per non ascoltare la base; né è pensabile che i partiti facciano da controllori e da controllati.
Sicché è la partecipazione del grosso pubblico che può far rinnovare i partiti e, in definitiva, assicurare amministratori sensibili e responsabili, concreti e al servizio di tutti.
E' insopportabile che ci siano persone che addirittura si vantino di non fare politica e che pretendono il posto in lista elettorale, dentro e fuori dei partiti.
Finché non prendiamo coscienza - in massa - dei nostri problemi e non li esprimiamo, non possiamo pretendere che il rinnovamento venga dai piccoli clan che hanno il monopolio nei partiti, in tutti i partiti.
Dai partiti però ci si deve attendere almeno il rispetto della pubblica opinione e la disposizione ad ascoltare gli altri. Anzi è nel loro interesse sollecitare la collaborazione di tutti.
Forse queste poche osservazioni dispiaceranno ai "politici di professione"; ma solo immediatamente, perché anche a loro senz'altro dispiace il profilarsi di una gestione tradizionale (noi amendolaresi diremmo casa-casa) della cosa pubblica.
Bibliografia di riferimento: Rivista Azione Sociale; stampa dell'epoca.

Rileggere questo pezzo dopo 36 anni fa un certo effetto…. (Rocco Turi 2013).

www.amendolara.eu
agosto 2013


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