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I briganti e le Timpe di Amendolara

Centro Studi per Amendolara



Inedito del 1985.
I briganti e le Timpe di Amendolara.
Di Rocco Turi


Tra favola e realtà.
L'entroterra di Amendolara a ridosso del Timpone Vetrici, fu luogo di vita e di rifugio di numerosi briganti. Le asperità del territorio e la difficoltà di comunicazione davano garanzia di sicurezza assoluta al loro bottino. I briganti, infatti, dopo aver razziato denaro e oggetti ai ricchi dei paesi limitrofi e lontani, riuscivano a nascondere senza difficoltà i loro tesori nelle campagne amendolaresi. Preferivano mettere la refurtiva rubata in apposite pignatte e nasconderle in luoghi ben precisi e facilmente riconoscibili,anche a distanza di anni. Secondo la leggenda, la maggior parte dei tesori non fu mai recuperata. Alcuni sarebbero stati recuperati dopo che i luoghi segreti furono individuati nel corso di un <<sogno>>.

Si racconta che proprio un amendolarese, il signor Rocco Dattoli, anticamente meglio conosciuto con il soprannome di Rocco 'ntimaguerra, sognò il luogo in prossimità dell'Area di Natale dove avrebbe dovuto scavare per trovare un tesoro. Il racconto vuole che il tesoro fosse ritrovato. Non a caso, dopo il ritrovamento del tesoro sarebbe cambiato il tenore della sua vita. Da allora Rocco Dattoli fu considerato fra i cittadini di più agiate condizioni economiche. Questo è un racconto popolare molto diffuso fra le vecchie generazioni di Amendolara. Tuttavia, la storia non fu mai confermata dall'interessato nella sua dimensione reale

Leonardo Aurelio, un cittadino di Albidona residente nella campagna ai confini con il territorio amendolarese, sognò un luogo preciso nei pressi del Timpone Vetrici dove avrebbe trovato il tesoro dei briganti. Sognò pure che avrebbe dovuto recarsi da solo presso il luogo stabilito. Invece vi si recò subito in compagnia della moglie e dei cani. Realmente trovò due grosse placche in pietra. Le sollevò e vi trovò due teschi. I cani abbaiarono. Leonardo credette che qualcuno stesse per ucciderlo. Prese un grande spavento e ritornò nella sua abitazione senza cercare il tesoro. Il racconto vuole che Leonardo Aurelio non trovò il bottino nascosto per non aver pienamente seguito le indicazioni del <<sogno>>: quello di recarsi da solo e senza animali sul luogo indicato. Favola, leggenda…
In realtà, dopo aver rubato di qua e di là, i briganti utilizzavano numerosi nascondigli per custodire i loro tesori.
Uno di questi sarebbe stato collocato - e mai più ritrovato nei pressi della <<Timpa della gallina>>Secondo un'antica leggenda i briganti posero migliaia di sterline (rubate ai ricchi dei paesi limitrofi e lontani, che ne possedevano) all'interno di una pignatta e custodirono il tesoro nella grotta della gallina. A guardia erano soliti porre <<un'anima>>. Si trattava di uccidere un uomo, di legarlo fortemente al tesoro e di seppellirlo. Ancora oggi si racconta di un tesoro inesplorato nei pressi della Timpa della gallina.
Tuttavia, è necessario tener presente che, nel corso degli anni, le timpe hanno subito frequenti crolli e modificazioni orografiche, per cui è difficile riuscire ad elaborare qualsiasi ipotesi di ricerca. Nell'arco di dieci anni ho documentato personalmente, con fotografie, più modificazioni delle nostre timpe. La più eclatante è proprio quella relativa alla Timpa della gallina.

Alla Timpa della gallina veniva cavata e raccolta la sabbia a causa della sua natura friabile ed usata per costruire abbeveratoi e gallinari della zona ai primi del secolo. Proprio per questo fu chiamata Timpa della gallina.

Il territorio di Amendolara è disseminato di rocce di grosse dimensioni. E' come se madre natura le avesse distribuite a semicerchio da una parte all'altra per delimitarne il territorio. In tal modo è possibile elencare la Timpa di Palazzo, la Timpa della gallina (o del gallinaro) nella <<terra di Grisolia>>, la Timpa Varrilaro con fontana, la Timpa di Sciagognia, la Timpa di costringe, la Timpa di Cozzaro, la Timpa di Pietrastoppa, la Timpa di Pietra del Castello, la Timpa semisommersa nel torrente Ferro e la Timpa oltre torrente. Ulteriore Timpa è la "sommersa" in prossimità della Torre Albidona. Si tratta di timpe variamente consistenti.

Alcuni anni fa, nei pressi della Timpa della gallina fu realizzata una campagna di ricerca dell'Università di Napoli Federico II, allo scopo di prelevare campioni per lo studio delle franeQuesta fu la motivazione ufficiale.


Giugno 2012. La rilettura di questi miei appunti dimenticati, dopo 27 anni, ha riportato alla mente i chilometri percorsi in lungo e in largo - da solo - attraverso il territorio del mio paese: in silenzio e per la personale euforia di conoscere e vivere meglio. Con la macchina fotografica in spalla, in inverno e sotto il sol leone, con il taccuino in mano per schizzi e appunti e un panino, ho avuto il piacere di osservare il mio paese sedimentando, con circostanze e connessioni, una soddisfacente conoscenza interdisciplinare, da nord a sud, da est a ovest. Infatti, più volte attraversai il territorio del mio paese a seguito delle alluvioni e delle nevicate e delle belle giornate di sole, prendendo appunti rigorosi su tutto ciò che in quel momento attirava la mia attenzione: ruderi, botanica, orografia del terreno, arte popolare, ambiente ed ecologia, colori, storie, antichi racconti e poesie, filastrocche e cose coselle, per essere un giorno tutto pubblicato affinché le radici e la memoria vera di ogni amendolarese siano sempre vive.
Mi fermavo a parlare con i contadini incontrati e le loro famiglie, anche gente d'Albidona e donne a cavallo, per <<imparare>> come sociologo la loro esperienza.
Accompagnavo i colleghi che venivano a trovarmi per mostrare le campagne del mio paese ed elaborare insieme utili riflessioni.

A tale proposito desidero ricordare il prof. Francesco Maria Battisti il quale, negli anni settanta e per oltre un anno, fu impegnato insieme a me e a una troupe professionale nelle riprese video relative alla realizzazione di un documentario dedicato ad Amendolara. Molte ore di riprese cinematografiche sono ancora archiviate in attesa di un utile finanziamento. Purtroppo, il prof. Battisti ha lasciato la vita terrena e a me è toccato - in rappresentanza dei suoi collaboratori - il pesante compito di celebrarlo con un'orazione funebre nel febbraio 2008 in un rito civile al Palazzo del Compidoglio, Comune di Roma, sindaco Veltroni.

In una nota personale del 1994 risulta che in due giorni feci due volte un lungo percorso con la mia automobile Fiat 126 sull'itinerario del Timpone Vetrici e Trastullo. Evidentemente c'era qualcosa di interessante da osservare e fu necessario viaggiare con due <<consulenti>>.
La prima volta fu il 25 agosto in compagnia di Rocco Tucci <<l'americano>>. Fu anche l'occasione di misurare i km del percorso effettuato:

Partenza da casa km auto 78.467
Paese bar Tarantino 78.471
Torre Regina Prato 78.474
Pietra del Castello 78.477
Pietrastoppa 78.480
Ponte sullo Straface 78.481
Fontana Ficarola 78.483
Madonna 78.486
Croce 78.487
Casa Rocco Tucci
Casa Cappa 78.488
Trastullo 78.490
Bivio dopo Trastullo
Incrocio tre comuni 78.491
Timpa gallina 78.495
Bivio timpa 78.496
Tarianni 78.503
Ritorno a casa 78.505
KM TOTALI PERCORSI: 38

Il secondo viaggio, nel percorso inverso, fu compiuto con mia madre il 27 agosto 1994:

Partenza da casa km auto 78.539
Bivio Timpa 78.548
Timpa 78.549
Trastullo 78.554
Bosco casa Cappa 78.557
Croce bosco 78.557
Madonna 78.559
Pietrastoppa 78.564
Torre Regina 78.570
Casa 78.577

KM TOTALI PERCORSI: 38



Rocco Turi


www.amendolara.eu
Giugno 2012



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