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Il magistrato Nicola Gratteri all'Università di Cassino

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Ho conosciuto il magistrato Nicola Gratteri 20 anni or sono, nel suo ufficio al Tribunale di Locri, in occasione di un collegamento televisivo per una trasmissione della Rai. Lo invitai a tenere una conferenza all'Università degli Studi di Cassino nell'ambito delle mie lezioni di <<Sociologia e psicologia della devianza>>. Egli accettò e fu la prima conferenza in Università tenuta dal dr. Gratteri.
Da allora Gratteri ha iniziato a girare l'Italia e il mondo inseguendo le sue inchieste, ha scritto libri influenti ed è divenuto il più importante e prestigioso magistrato del nostro Paese, schivo, riservato, schietto e autorevole. (RT)

Oggi Famiglia, Anno VI, n. 6, p. 7, Giugno 1993.
DOSSIER
In trincea contro il malaffare.
Mafia e politica:
esperienza quotidiana di un giudice calabrese.
Di Rocco Turi


Nell'Aula Magna dell'Università di Cassino il magistrato Nicola Gratteri, Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Locri, ha recentemente partecipato ad una Conferenza nell'ambito dei rapporti extrauniversitari per la specializzazione degli studenti all'Università degli Studi di Cassino.
L'intervento del giudice Gratteri è stato applaudito e particolarmente apprezzato. Egli, infatti, ha affrontato i temi più attuali del rapporto mafia politica, della criminalità organizzata e della lotta alla droga e - proprio sulla base della sua esperienza quotidiana in una delle aree a più alta densità mafiosa in Calabria - ha proposto una serie di ipotesi di lavoro possibili, per arginare il dilagante fenomeno del malaffare che ormai non ha più confini. Si è rivelato, altresì, un geniale dissacratore delle teorie fin qui elaborate da giuristi e studiosi. La Conferenza di Cassino è stata organizzata dal Prof. Michele Riverso - Direttore del Corso degli studi - e dal sociologo Prof. Rocco Turi, docente di "Sociologia della devianza", che ha curato il nostro
Dossier.


IL CHI E' DEL DOTT. NICOLA GRATTERI (1993).

Da diversi anni il dr. Nicola Gratteri Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC) si interessa di processi riguardanti la criminalità organizzata. Ha iniziato con l'indagare sull'omicidio Galluccio - un imprenditore che aveva vinto un appalto attraverso una gara truccata - avvenuto un anno prima in Calabria e pronto per l'archiviazione. Indagando su questo delitto si è giunti all'arresto di 17 persone. Tra queste, alcuni funzionari e l'Assessore Regionale Palamara delegato alla Forestazione per la Calabria.
Il dr. Gratteri riuscì a dimostrare che i politici e la mafia gestivano in modo mafioso circa 400 miliardi di lire facendo spese senza rendicontazione e autorizzando opere in appalto e mai realizzate. Ancora non esisteva tangentopoli, ma il dr. Gratteri scoprì di fatto una prassi che portava all'attribuzione di appalti per licitazione privata truccati.
L'indagine ha sconquassato la tranquillità della Giunta regionale la quale si dimise e poi nominò tre Assessori alla Forestazione e si giunse, poi, ad una legge per regolamentare tutta la materia e ridurre la spesa.
Partendo da una bancarotta fraudolenta il dottor Gratteri ha portato in carcere 50 persone. Tra queste, moltissimi massoni e grossi imprenditori italiani del nord e del sud. L'indagine portò alla scoperta di un'associazione a delinquere finalizzata a truffare la Comunità europea per oltre 100 miliardi di lire.
Fino all'entrata in vigore del nuovo Codice di Procedura Penale, come Giudice Istruttore il dr. Gratteri ha istruito decine di processi per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni, droga. Dal 1991 è delegato dal Procuratore della Repubblica di Locri a fare quasi esclusivamente indagini su associazioni a delinquere finalizzate al traffico di stupefacenti. Istruisce e porta a dibattimento decine di processi puniti in primo grado con pesanti condanne. Conclude diverse indagini per traffico internazionale di grandi quantità di stupefacenti tra la Calabria e l'Argentina, la Calabria e la Svizzera e indaga pure sul traffico delle armi pesanti. Ha concluso e sta istruendo altri processi di associazione a delinquere finalizzata all'accaparramento degli appalti portando in carcere numerosi pubblici amministratori e imprenditori mafiosi.
In particolare si sta occupando di una indagine di associazione a delinquere di stampo mafioso che vede indagati oltre 100 persone e per 80 di queste è stato chiesto e ottenuto l'arresto in carcere. L'indagine riguarda persone di Platì, tristemente noto perché proprio in questo paese sono stati gestiti almeno il 70% dei sequestri di persona in Italia.



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ottobre 2012

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