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Il Messaggero

Centro Studi per Amendolara



Il Messaggero, aprile 1993.
Gratteri, magistrato di Locri, a Cassino.
L'esperienza calabrese per combattere il crimine organizzato.
All'appuntamento è mancato il confronto con le istituzioni locali, completamente assenti. "In Ciociaria - ha detto il sostituto procuratore - si vive ancora bene".
Di Fabio Carosi


Criminalità, che fare? Agli studenti dell'Università di Cassino la strada da seguire è stata descritta dal sostituto procuratore di Locri, Nicola Gratteri. L'esperienza della 'ndrangheta che in Calabria ha gestito oltre il 70% di tutti i rapimenti di persona consumanti in Italia, è stata messa a disposizione di oltre duecento studenti che a fine corso avranno il compito di assistere le frange più emarginate della società, carcerati compresi.
E se i ragazzi hanno accolto con calore i racconti e le valutazioni del magistrato, la Cassino istituzionale, Comune, polizia e carabinieri, hanno completamente mancato l'appuntamento. L'incontro, volutamente chiuso nelle intenzioni del professor Rocco Turi, docente di "Sociologia della devianza", poteva essere un'occasione perché i cosiddetti soggetti istituzionali si misurassero sul terreno delle aspettative, dell'ottimismo o del pessimismo sociale che i giovani hanno mostrato con le domande rivolte all'ospite calabrese. Ma la città, le forze che negli anni addietro avrebbero dovuto lottare contro le infiltrazioni della camorra casertana, non c'erano neanche ieri. Eppure l'apertura l'avevano creata gli studenti delle Medie superiori che in massa si sono riversati nell'aula magna del Rettorato.
Disattenzione o dolo? I ragazzi sono comunque andati avanti, ignorando queste gravi defezioni. A rincuorarli è stato lo stesso sostituto Gratteri, il quale ha definito il Cassinate e, in particolare, tutta la Ciociaria, un territorio dove nonostante la criminalità organizzata si può ancora vivere liberi. Il parallelo è attivato spontaneamente quando il dottor Gratteri ha illustrato la psicologia del "capomafia": "Un uomo che in un paese decide tutto, a cominciare dagli appalti pubblici, sino all'assunzione nelle Unità sanitarie locali". Così non è nel Lazio, "dove l'individuo - ha specificato Gratteri - mantiene il suo carattere di individualità, nonostante la criminalità sia a livelli di società per azioni e abbia ormai radicato la sua presenza a tal punto da gestire interamente il terziario".
"Il vero pericolo per il territorio - ha messo in guardia il magistrato - è costituito dal riciclaggio del denaro. La criminalità organizzata, con tutte le sue ramificazioni regionali, sta praticamente acquistando tutto: terreni, attività agricole e industriali. Il fenomeno ha assunto dimensioni spaventose nei paesi dell'est europeo ad altissima inflazione, ma anche da noi costituisce una vera industria con fatturati elevatissimi. Gli effetti devastanti si vedranno tra cinque anni".
Accanto alle varie norme procedurali, il quesito più gettonato dagli studenti è stato: "Ce la può fare l'Italia di Tangentopoli a combattere la criminalità?". "Si - ha replicato il magistrato Nicola Gratteri - cominciando la battaglia proprio dalla scuola e senza sovrapporre organismi inutili come la Dia o la Dna, ma potenziando le strutture esistenti e allontanando quei giudici corrotti che vanificano il lavoro di tanti colleghi".

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ottobre 2012


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