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Il mezzogiorno nel tunnel. (1977)

Centro Studi per Amendolara



1977
Il mezzogiorno nel tunnel.
A cura di Rocco Turi
in: <<Insieme>>, febbraio 1977, n. 2, p. 1.



Il nostro paese aveva cominciato a scivolare verso il tunnel della crisi economica già prima dello "storico" ottobre '73 quando gli Stati arabi produttori di petrolio decisero di triplicarne il prezzo e di limitarne la vendita. In quei mesi d'autunno i prezzi erano in vertiginosa ascesa, la bilancia dei pagamenti, fortemente squilibrata, bruciava le nostre risorse valutarie e ci costringeva a far debiti a tutto spiano; il bilancio dello Stato presentava un disavanzo da bancarotta.
Se questo era il quadro generale, le regioni del nostro Mezzogiorno, da parte loro, erano ancora intende a fare l'inventario dei casi di colera, l'ultima delizia che aveva fatto la sua bella comparsa durante l'estate.
Basta il ricordo di questo ultimo increscioso particolare per dimostrare che nel tunnel della crisi le regioni del Sud erano entrate da un pezzo. Le altre, invece, potevano ancora muoversi, anzi, la gran parte dei complessi industriali lavorava a pieno ritmo per soddisfare la domanda di quanti volevano assicurarsi le scorte in vista dell'ulteriore prevedibile impennata dei prezzi.
Al male antico si aggiunse quello più grave del rincaro dei prodotti petroliferi e fummo sull'orlo del collasso.
Tutto il Paese entrò nel buio tunnel della più grave crisi economica che ci abbia colpito dal dopoguerra.
Il 1974 è stato un anno molto pesante. In quell'anno il Mezzogiorno si è trovato - e purtroppo ancora si trova - nella posizione più difficile, esposto su due fronti di crisi.
Da un lato l'inflazione e la recessione, dall'altro i vecchi mali, per i quali si è senza dubbio lottato con qualche parziale successo in questi anni, ma che sono ancora pericolosamente presenti. E' infatti dal 1972 che lo sviluppo delle regioni del sud ha subito prima un rallentamento e poi si è completamente fermato. Non sono mancati, a dire il vero, propositi ferrei e progetti favolosi.
C'è stata, in verità, una grande abbondanza di miliardi nei programmi di investimento delle aziende pubbliche e private, come pure ci sono stati decine e centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro nei propositi di tutti, ma la realtà è che i miliardi e i posti di lavoro sono ancora tutti sulla carta.
Se si vanno a tirare le somme, quelle che alla fine mostrano i risultati, si vedrà che nel Mezzogiorno, per quanto riguarda il reddito e per ciò che concerne i posti di lavoro, i dati che si ottengono sono estremamente deludenti se comparati a quelli delle altre regioni.
La questione meridionale non è ancora il problema centrale della vita del Paese. Rimane in posizione subordinata e condizionata alla compatibilità con le soluzioni che si prospettano per gli altri problemi e non viceversa. Per questo la crisi del Sud è più dura. Per questo quando, come si spera, il Paese comincerà effettivamente ad uscire dal tunnel temiamo che il Mezzogiorno, anche questa volta, ci sarà ancora dentro. Occorre riportare con rinnovata energia, senza timori e senza esitazioni il discorso meridionalista al centro del dibattito politico-culturale e farne il perno sostanziale intorno al quale far ruotare lo sviluppo economico e civile di tutto il paese. Ma occorre far presto.
Bibliografia di riferimento: Rivista Azione Sociale; stampa dell'epoca.

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agosto 2013


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