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Il Quotidiano Rocco Turi, Combattere contro il regresso. (1998)

Centro Studi per Amendolara



Il Quotidiano / Rocco Turi, Combattere contro il regresso. (1998)

AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 19. (1998)



Rocco Turi
Combattere contro il regresso


IL QUOTIDIANO, anno 4, n. 195, argomenti, sabato 18 luglio 1998, p. 12.



Non se ne può più ad Amendolara. Ad ogni critica fatta in questo paese scoppia una guerra mondiale. Non c'è occasione che si compia un'analisi scientifica, con risultati negativi, su questo paese, e non si ricorra subito al pianto. Non c'è occasione che uomini liberi, esprimendo la loro opinione, non vengano subito inseriti nella lista di proscrizione e nell'elenco dei nemici.
Questo paese appare una vera repubblica delle banane nella quale, come d'incanto, tutto debba essere una Svizzera, lustrini e lamé e tutti debbano in coro dire "oh, come siamo diventati belli!".
Amendolara, in verità, ha compiuto, in questo secolo, i proverbiali passi del gambero. Da centro di un vasto territorio altojonico si è ridotto oggi in paese marginale. Provate a chiedere in giro quanti sono gli appartamenti dati in affitto in questo mese di luglio e quante case saranno affittate in agosto: vicino allo zero assoluto. Amendolara non ha più la pretura, non più i carabinieri. Non vi è una pizzeria, un luogo di ritrovo, un centro nel quale si faccia cultura e si operi nel sociale concreto. Da due alberghi, vi è rimasto uno solo che tira a fatica. Vi sono discariche occulte disseminate nel territorio.
Volete frigoriferi, cucine, sofà, salotti, ferraglie e carcasse di gomme? Bene, potrò indicarvi i luoghi in cui approvvigionarvi. Questo si chiama ambiente rinnovato? Io stesso ho recuperato una bellissima poltroncina in stile anni cinquanta, che ho sistemato in bella mostra nel mio studio.
Altro paradosso: ad Amendolara hanno fatto pulizia ecologica con il risultato di aver compiuto uno scempio immane. Un antico quadro del cimitero, ritenuto troppo vecchio per essere restaurato, è stato distrutto senza un minimo di sentimento e richiamo per la storia. Irrimediabilmente buttato nella sterpaglia e cancellato dalla memoria collettiva. Per fortuna c'è chi ha conservato, per la memoria storica del paese, il doveroso documento fotografico.
Ecco, Amendolara ha perduto il senso dell'impegno, il senso del gusto, il senso del bello. Ad Amendolara si crede che basti solo pronunciare che esistano le cose belle che d'improvviso si materializzino. Ad Amendolara non si vuole ammettere che tutti i parametri siano in declino da un secolo, ormai.
Amendolara non è bella, certo. Non solo non è Anacapri. Ma in questo paese la gente vive precariamente, vive nella conflittualità più diffusa. Vi sono esempi di preoccupanti rapporti sociali fra la gente. Vi è una spiaggia che pare ci venga data per favore.
In questo paese predomina una curiosa leadership politica, eclatante esempio di neofeudalesimo meridionale. Altro che progresso o Svizzera, così come qualcuno che non ha mai visitato la Svizzera, pretende che Amendolara possa diventare per il semplice fatto che esista!
Il CSA - Centro Studi Per Amendolara, che rappresento, lotta per il sociale e per il progresso in questo paese, per l'ambiente che in questo secolo è stato danneggiato irrimediabilmente attraverso il taglio di boschi e alberi secolari. Si pensi che per costruire la superstrada 106 jonica hanno scelto - ad Amendolara - di tagliare una ridente pineta in pieno centro. Tanto, era del demanio...
Il Centro Studi per Amendolara intende sollecitare i cittadini e gli amministratori alla reazione contro il regresso compiuto in questo secolo. Ma ogni esortazione, pare, sia diventata una lotta personale. E non sanno che la critica e l'errore - come dice il grande antropologo francese Pierre Clastres - non rappresentano un'offesa o un'insana pratica, ma sono il necessario esercizio per ampliare la Conoscenza, per crescere culturalmente e maturare sul piano dei rapporti sociali, se possibile, ad ogni tempo ed età.
Quale immagine di Amendolara difendere, allora? Ci si tiri su le maniche e si lavori nel sociale e nella cultura vera. Si evitino i pretesti. Ci si dimentichi dei lamé e dei lustrini. Per ora.

Rocco Turi

www.amendolara.eu
febbraio 2016


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