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Il Quotidiano Scrive la Soprintendente Elena Lattanzi. (1997)

Centro Studi per Amendolara



Il Quotidiano / Scrive la Soprintendente Elena Lattanzi. (1997)

Scrive la Soprintendente Elena Lattanzi. (1997)


AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 7. (1997)


Soprintendente Elena Lattanzi:
C'è bisogno di perfezionare non di criticare.

Il Quotidiano, anno 3, n. 279, Argomenti, mercoledì 12 novembre 1997,
p. 10, in: rubrica "Argomenti: il museo di Amendolara".



IN RISPOSTA all'articolo di Rocco Turi, dal titolo "Ma sono tutti veri i reperti del museo di Amendolara?" (5 novembre 1997, p. 9) vorrei fare le seguenti precisazioni.
Abbiamo da tempo ammesso che, forse per una svista (errare humanum est, professore) nella vetrina relativa alle fasi del neolitico, nel nuovo museo di Amendolara, poteva essere stato inserito, dalle vecchie collezioni, uno o più "strumenti in pietra", non lavorati.
Ciò non significa, tuttavia, che altri reperti siano falsi, come afferma, con estrema sicurezza, il sociologo.
Le schegge di ossidiana, per esempio non sono certo "souvenir" da Lipari, come si afferma, in quanto non vi è stato certo bisogno di andare a Lipari, dato che il territorio della sibaritide (penso, ad esempio alle grotte di Cassano Ionio), ha dato, anche di recente, numerosa documentazione di questi reperti, già diffusi nel neolitico grazie ai commerci (antichi) con le isole Eolie.
Non ritengo plausibile che ad Amendolara qualcuno si sia messo a fabbricare "asce in pietra" per ingannare i creduloni!
Non sono d'accordo, ancora, con la necessità di eliminare "testi spurii" e l'allusione ad una possibile (con tutti i possibili, legittimi dubbi) identificazione del centro antico sorto sul pianoro di S. Nicola con l'antica Lagaria, non sembra esclusa.
La localizzazione di Lagaria sul monte Coppolo non è accettata incondizionatamente dagli studiosi, come ritengo sia a conoscenza del nostro interlocutore. Aggiungo che la serietà e la competenza di J. De La Geniere (sostenitrice dell'ipotesi dell'identificazione di Lagaria con il centro antico sulla collina di S. Nicola, ad Amendolara) è nota a livello internazionale, né può parlarsi di "studio a tavolino". Nelle scienze archeologiche, come d'altronde in tutte le discipline, vi è posto per diverse ipotesi di lavoro, quindi, per la localizzazione dell'antica Lagaria anche in altri siti, né questo dovrebbe essere materia di polemiche campanilistiche.
Non è questo il luogo di parlare delle diverse, possibili letture del testo di Strabone, né di Licofrone e di Stefano Bizantino, fonti letterarie da cui si può dedurre l'ubicazione di Lagaria "dopo Turi e prima di Eraclea".
Infine, arrivo al "punto VI" della disanima dei presunti errori fatta dal Turi.
Ricordo di aver affermato che l'apertura del museo di Amendolara era stata voluta non solo da noi, ma anche dal ministero per i Beni culturali e da un direttore generale molto interessato al problema, il professor Sisinni.
Questo non significa, però, che il museo sia stato fatto "troppo in fretta" e che sia stato affidato solo a studiosi locali, peraltro molto seri e attivi, nella tradizione del benemerito dottor Vincenzo Laviola, ispettore onorario della soprintendenza per moltissimi anni, senza il quale Amendolara, probabilmente, non avrebbe ancora il suo museo archeologico.
Avevo accennato, credo, a professionalità "non adeguate", a proposito, negli apparati didattici, delle stampe fotografiche, curate da una ditta di Reggio Calabria, incaricata comunque di sostituire quanto non aveva soddisfatto il committente.
Nel ringraziare per i cortesi apprezzamenti per il museo della Sibaritide, desidero comunque ribadire la professionalità di chi ha curato l'allestimento del museo di Amendolara, dall'archeologo all'architetto, dai collaboratori locali al curatore dell'audiovisivo multimediale installato nel museo di Amendolara, il primo del genere in Calabria, premiato di recente a Parigi in una gara per audiovisivi scientifici.
Spiace, concludendo, dover rilevare che, per motivi a noi ignoti e che sembrerebbero ispirati da polemiche campanilistiche, si è tentato di screditare l'operato di chi ha voluto un nuovo museo archeologico per Amendolara e a contribuito attivamente a realizzarlo, accanto alla soprintendenza, con particolare riferimento all'amministrazione comunale di Amendolara. Ciò non toglie che l'opera, già da tempo meta di studiosi e non solo di scolaresche e visitatori locali (per cui il museo è stato voluto e realizzato) è da perfezionare.

Elena Lattanzi


Nota di Rocco Turi

La dr.ssa Lattanzi cita la prof. J. De La Geniere come "sostenitrice dell'ipotesi dell'identificazione di Lagaria con il centro antico sulla collina di S. Nicola, ad Amendolara". Anche se la De La Geniere "è nota a livello internazionale" è evidente che la sua sia un'ipotesi che non poggia su una ricerca ma unicamente sulle convinzioni ben trasmesse del dr. Laviola a causa della sua grande capacità di affabulazione. Si deve quindi parlare di "studio a tavolino". E' indubbio che - a volte - "nelle scienze archeologiche, come d'altronde in tutte le discipline, vi è posto per diverse ipotesi di lavoro", come giustamente spiega la dr.ssa Lattanzi. Tuttavia, nel caso della localizzazione di Lagaria sono stati pubblicati studi autorevoli (citati in questo blog del "Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio") che si concludono con altre ipotesi. La teoria della De La Geniere è unicamente figlia dei racconti accattivanti del dr. Laviola, di cui parlo e scrivo con grande rispetto ma anche con la freddezza del sociologo, il quale in questo caso svolge la funzione di sua competenza che è il controllo sul metodo della ricerca eseguita. Pertanto, si dovrebbe affermare che molti interlocutori del dr. Laviola - compresa la prof. J. De La Geniere - siano stati ammaliati da racconti inverosimili. La capacità di critica non è di tutti e in tanti potrebbero essersi accontentati senza verifica dei racconti ascoltati. Se il dr. Laviola, con molta onestà, si definì un "dilettante" dell'archeologia, le sue deduzioni non potevano essere assunte a priori e come prova finale. Non a caso, se nella sua telefonata registrata la dr.ssa Lattanzi ha dichiarato "noi ci siamo appoggiati talvolta anche a studiosi locali (...) non sempre adeguati" è indubbio quale fosse il suo riferimento; proprio lo stesso referente della prof. De La Geniere. Pertanto, nel caso di Amendolara, l'ipotesi Lagaria potrebbe essere avvalorata con ritrovamenti e conclusioni tali da portare a una pubblicazione scientifica in grado di superare il prestigio di quelle già realizzate; soprattutto in grado di rimuovere le speculazioni affascinanti e affettive del dr. Laviola.
A titolo didascalico viene qui ricordato il contenuto della telefonata della dr.ssa Elena Lattanzi:

"Pronto professor Turi sono la dottoressa Lattanzi la chiamo per quei suoi articoli che mi dispiace vorrei chiarire un pochino in seguito alle sue segnalazioni noi abbiamo già da tempo smontato delle vetrine e giustamente lei aveva segnalato qualcosa che non andava bene noi ci siamo appoggiati talvolta anche a studiosi locali a ditte locali con risultati non sempre adeguati comunque se lei ha piacere di parlare io sono 0965 21224 per darle altri chiarimenti grazie".

Rocco Turi

www.amendolara.eu
febbraio 2016


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