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IL SOCIOLOGO ROCCO TURI PREMIATO IN UNGHERIA (1992)

Centro Studi per Amendolara



ROCCO TURI PREMIATO IN UNGHERIA (1992)



Gazzetta del Sud
anno 41, n. 276, in Calabria, mercoledì 7 ottobre 1992, p. 7.


Il sociologo ha dato un importante contributo allo sviluppo dell'Università estiva
Rocco Turi premiato in Ungheria


Per il terzo anno consecutivo si è parlato della Calabria al convegno internazionale organizzato annualmente nella città ungherese di Szombathely, all'Università estiva "Savaria". Il convegno, che ogni anno affronta importanti discussioni sui rapporti fra città e campagna è meta di studiosi, particolarmente urbanisti e sociologi, che svolgono le loro relazioni sulla base di esperienze individuali in tutti i paesi del mondo.
Nel corso dell'ultimo convegno sono state particolarmente apprezzate le presenze dell'architetto giapponese Reiko Hayakawa e del sociologo calabrese Rocco Turi.
In particolare, Rocco Turi ha parlato della contraddizione villaggio-città e di ecologia visiva. Nella nostra regione - ha detto Rocco Turi - il cemento ha ormai deturpato non solo le nostre coste, ma anche le montagne ed i villaggi. Vi sono palazzi che colpiscono per la loro bruttezza nelle aree più interessanti e naturali della Calabria. L'ecologia visiva è un concetto da valorizzare per la salvaguardia dell'ambiante nel rispetto delle tradizioni.
Nel corso di una intervista rilasciata al principale e più seguito settimanale di informazione della tv ungherese
Az torten a heten, il sociologo calabrese ha apprezzato le forme di autonomia praticata nelle campagne ungheresi per il loro sviluppo ed ha criticato la legge italiana sulle autonomie locali, che non prevede alcun intervento diretto alla salvaguardia dei piccoli villaggi. Su questo piano - ha detto Rocco Turi - abbiamo molto da imparare dalla cultura dei paesi dell'Est da cui scaturiscono forme di autonomia rurale di grande importanza per lo sviluppo della vita quotidiana e dei processi di socializzazione.
Rocco Turi, che da sette anni partecipa attivamente con relazioni giudicate di alto valore scientifico dal qualificato pubblico presente, è stato premiato dal deputato e presidente del Cnr ungherese Janos Szentagothai.
Presso l'Istituto superiore della sanità di Szombathely, nel corso di una cerimonia per l'attribuzione di una preziosa targa di bronzo e di un'opera grafica realizzate da uno dei più famosi artisti ungheresi, è stato spiegato che in questi anni il sociologo Rocco Turi - unico italiano premiato - ha svolto un lavoro generoso e impegnativo nell'interesse dell'Università estiva e del suo sviluppo in rapporto a nuove collaborazioni con i Paesi occidentali, dopo che quelle inaccettabili frontiere fra l'Est e l'Ovest avevano reso difficile ogni possibile rapporto di interscambio culturale.
Nel soggiorno ungherese il sociologo Rocco Turi - che da molti anni studia il fenomeno migratorio oltre l'ex cortina di ferro - si è interessato inoltre di cercare le tracce dei calabresi residenti anche in questo paese dell'Est. Pure in Ungheria, infatti, la diaspora calabrese conta la sua piccola e significativa presenza. (L'articolo è corredato da una foto di Rocco Turi mentre riceve il Premio).



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maggio 2015


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