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IN RICORDO DI FRANCESCO ALBANO

Centro Studi per Amendolara



2013
IN RICORDO DI FRANCESCO ALBANO
Di Rocco Turi



Francesco Albano fu uno dei più longevi pescatori di Amendolara Marina, insieme al padre Vincenzo e ai suoi fratelli Pasquale e Micuzzo (Domenico). Vincenzo era il decano dei pescatori amendolaresi ed era anche colui che più volte si recò, con la sua barca, addirittura in prossimità della secca di Amendolara per tentare una pesca più fortunata. Ogni tanto raccontava che per raggiungere la secca erano necessarie ben cinque ore e mezza, a forza di braccia, in compagnia di almeno tre altri rematori. Più sei-sette ore per il ritorno, più il tempo della pesca: praticamente da scuro a scuro!
Insieme a Pasquale e Domenico, Francesco fu l'ultimo della saga dei pescatori della vecchia generazione Albano e con lui ebbi almeno due suggestive avventure pescherecce.

Non ricordo l'anno, ero certamente un adolescente che amava fotografare con una gloriosa macchinetta Ferrania che mio padre aveva portato da Roma. Gli chiesi di partecipare alla sua pesca e una mattina di estate lo raggiunsi in spiaggia; era ancora buio. Francesco mi fece accomodare e lo seguii alcune ore sulla sua barca. Pesca zero! Solo un pesce con fallimentare esperienza fotografica.

Passarono alcuni anni - poteva essere fine anni settanta - e rinnovai la mia richiesta. Ormai il personale archivio fotografico sul mio paese si era ingigantito e mancavano proprio le fotografie di una delle più antiche attività risalenti al dopoguerra amendolarese. Ci organizzammo e seguii nuovamente Francesco in una buia mattina d'agosto, equipaggiato con pellicole diapositive e una nuova macchina fotografia di modesto valore, acquistata con i miei risparmi.
Questa volta la pesca fu più fortunata, ma solo poco poco in più. Riuscii comunque a realizzare alcune diapositive, anche se di non elevata qualità, per il mio archivio; dopo aver ritirato la barca, chiesi a Francesco di vendere a me stesso il pesce pescato.

Con Francesco si era rinnovata un'amicizia che aveva radici antiche. Il suo primo figlio Vincenzo, mio coetaneo, era morto bambino e tutti i bambini di Amendolara Marina restammo turbati dalla sua perdita.

In anni più recenti incontravo Francesco mentre attingevamo acqua alla fontana, in zona Mariangela. Arrivava con la sua macchina esotica Yundai e ancora prima con una vecchia Skoda (se ben ricordo); facevamo un po' di conversazione e poi via. Non posso dimenticare che egli mi chiamava con il nome di mio fratello: Mimminù, diceva affettuosamente, ma con mio fratello egli non aveva alcun rapporto di cordiale amicizia. L'affetto di Francesco verso di me era sincero ed è la ragione per la quale lo ricordo con premura in questo sito, per rievocare - all time - la sua memoria.

Le storie di mare raccontate da Francesco, dai suoi fratelli Pasquale e Micuzzo e dal padre Vincenzo Albano, potrebbero rappresentare la trama di un film d'avventura sulla pesca in Alto jonio calabrese, dal tempo di guerra agli anni settanta.

La saga degli Albano pescatori terminò e le generazioni successive della famiglia intrapresero altre carriere; gli Albano contemporanei furono e sono tutti miei carissimi amici. Anche se le distanze fisiche sono notevoli, l'affetto per Vincenzo, che vive in Sicilia - Rocco, che vive a Firenze - Antonio, che vive in Amendolara - e relative sorelle, rimane sempre fulgido e luminoso perché, per me, l'amicizia dell'infanzia rappresenta un inviolabile, intoccabile, indiscutibile tabù. Sacra, insomma!

Rocco Turi


www.amendolara.eu
aprile 2013


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