AMENDOLARA.EU - Foto, Video, Cultura, Tradizioni ed Eventi

Cerca

Vai ai contenuti

Lagaria

Monumenti

Lagaria
A due chilometri dal mare Jonio,all'altezza di Capo Spulico, immersa nello splendido scenario del golfo di Sibari si erge maestosa la collina di San Nicola, un altipiano esteso oltre 45 ettari.
Qui antichi resti affioranti dal terreno, venuti alla luce dopo una lunga campagna di scavi condotta dall'archeologa francese, Juliette De La Geniere, sul finire degli anni '60 indicano la presenza di un antico insediamento risalente al VIII secolo a.c. ben presto identificato con Lagaria, una delle venticinque città della Magna Grecia, che Strabone
(Libro VI 1, 14) chiama fortezza, nota soprattutto perchè Epeio, il costruttore del cavallo di Troia, vi avrebbe deposto in un tempio dedicato alla dea Atena gli strumenti utilizzati per la costruzione del cavallo.
Infatti secondo quando ci riferisce lo storico greco, Lagaria era situata a metà strada tra Thurio ed Heraclea, l' odierna Policoro, proprio come la città di San Nicola.
Dagli scavi è emerso che l'abitato era attraversato da una strada dal fondo battuto ai cui lati erano disposte abitazioni di forma rettangolare costituite da un grande vano di ingresso e piccoli ambienti nella parte posteriore.

collina san nicola
campagna di scavi


Sembra inoltre che alcuni grossi blocchi di pietra usati per la costruzione degli edifici provengano da un tempio preesistente il che renderebbe ancora più verosimile la tesi dell'esistenza del luogo di culto dedicato alla dea Atena.
I numerosi pesi da telaio, alcuni dei quali presentano iscrizioni in dialetto acheo, rinvenuti un pò ovunque, fanno invece ritenere che gli abitanti del luogo si dedicassero alla produzione di tessuti.
A valle dell'abitato di San Nicola, quasi ai piedi della collina, nella località oggi denominata Paladino-Mancosa, vi era invece la necropoli, dove sono state rinvenute numerose tombe costituite da fosse rettangolari coperte con lastroni di pietra. Al loro interno sono state ritrovate coppe corinze e joniche insieme a gioielli di bronzo e arnesi in ferro, nonché gioielli in ambra.
La necropoli fu usata dal VII alla fine del VI secolo a.c., cioè nell'arco di tempo in cui si sviluppò la città di San Nicola.
La città che la leggenda vuole sia stata fondata da Epeio scomparve quasi improvvisamente nel 510 a.c. con la distruzione di Sibari ad opera di Crotone.
Tale coincidenza fa ritenere che tra le due città esistesse uno stretto legame.


Molto verosimilmente la città di San Nicola fu l'ultimo baluardo difensivo che Sibari oppose al potente esercito di Crotone prima di soccombere definitavamente.
I reperti, rinvenuti durante la campagna di scavi, sono oggi conservati nel Museo Archeologico di Amendolara dedicato al compianto "Vincenzo Laviola" stimatissimo medico e brillante archeologo, a cui si deve la scoperta del sito archeologico di San Nicola.
Nel museo ubicato in Piazza Giovanni XXIII si possono ammirare dei corredi funerari del VIII-VI sec. a.c. costituiti da una grande quantità e varietà di ceramica protocorinzia e corinzia proveniente dalla necropoli di Paladino-Mancosa, che attestano la colonizzazione greca per mezzo di Sibari, nonchè dei reperti dello stesso periodo provenienti dagli scavi della collina di San Nicola.
Il materiale archeologico oltre ad aver messo in luce la città, i templi e la necropoli, ha evidenziato una ricca attività artigianale e commerciale.
Ma Lagaria, come ci riferiscono Plinio e Strabone, era famosa anche per l’ottimo vino che a quanto pare possedeva particolari proprietà curative.
Quanto ci sia di vero in tutto questo non si sa.


ruderi
località paladino-mancosa


Una cosa è certa nella zona antistante il sito archeologico si produce ancora oggi una qualità di vino a dir poco eccellente.
Di quella che oggi sarebbe stata la Pompei del VII secolo. a.c., come amava affermare Vincenzo Laviola, se gli enormi aratri dei trattori non avessero distrutto ciò che il terreno aveva gelosamente custodito per secoli rimangono pochi resti insieme ad un fascino arcaico che richiama alla mente un antico passato scandito dal ritmo dei telai e dal lento trascorrere delle stagioni.

Santino Soda



Home | Presentazione | News | Galleria Fotografica | Monumenti | Feste e Tradizioni | Video | Contatti | Download | Links | Guestbook | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu