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Lettera al Comando del Corpo Forestale dello Stato

Centro Studi per Amendolara



Lettera del 20 Febbraio 1994.
Lettera al Comando del Corpo Forestale dello Stato.
Di Rocco Turi


Gentile Comandante, è tradizione ormai radicata nei secoli che alla fine di aprile di ogni anno, nei territori demaniali di Amendolara, vengano tagliati decine di grossi alberi (soprattutto pini) per il gusto di bruciarli nel corso di tre giorni, in occasione dei festeggiamenti dedicati al Patrono San Vincenzo. Anche a seguito di questa ormai non accettabile consuetudine, i distesi boschi di Amendolara sono stati quasi del tutto distrutti. Basta inoltrarsi in quel che rimane dei boschetti adiacenti al paese e si vedranno i segni dei tagli evidenti apportati.
Un'antica pineta molto vicina al centro abitato del paese costituisce ormai un ricordo vago degli anziani di Amendolara i quali la descrivono con grande nostalgia e rimpianto. Se poi si osservano le pinete a mare già si intravvedono i primi segni della latente devastazione.
Nel corso dei secoli, infatti, ad Amendolara sono stati migliaia e migliaia gli alberi tagliati senza alcun rispetto per l'ambiente circostante.
Qualcuno ricorda solo un intervento verbale di un sindaco di Amendolara (Giovanni Laviola) affinché il taglio indiscriminato degli alberi fosse evitato.
Come privato cittadino, come studioso di problemi sociali, come giornalista e fondatore del "Centro Studi per Amendolara" ho già denunciato pubblicamente lo scempio effettuato ad Amendolara ma, purtroppo, nessun intervento istituzionale è mai seguito. L'unica azione degna di nota è stata l'iniziativa volontaria presa lo scorso anno da un vigile comunale di Amendolara (Pierino Morano) il quale si adoperò bonariamente, ma senza successo, affinché la gente evitasse di rinnovare una consuetudine ormai pericolosa per la stessa vita sulla terra.
Sarebbe l'ora che tutti gli abitanti di Amendolara fossero consapevoli dei potenziali danni arrecati all'ambiente. In ogni caso i falò potrebbero opportunamente essere sostituiti con arbusti e ramaglie senza che la tradizione locale venga danneggiata.
Lo scopo di questa lettera, Signor Comandante, è di chiedere la Sua collaborazione affinché possano essere predisposti controlli più efficaci per azioni di sensibilizzazione sui danni arrecati all'ambiente ed eventualmente colpire poi coloro i quali dovessero contravvenire alle leggi in materia.
Allego alla presente alcuni articoli che spiegano la storia della festa e le motivazioni che spingono gli abitanti di Amendolara a tagliare gli alberi per elevarli simbolicamente ad oggetti sacrificali. Con i più cordiali saluti.


www.amendolara.eu
aprile 2012


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