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L'Ospedale di Trebisacce a rischio di chiusura

Centro Studi per Amendolara



IL TIRACCIO, anno XX, n.7, settembre 1994, p.1.

Ospedale di Trebisacce: fiore all'occhiello dell'Alto Jonio.
Di Rocco Turi

Il contributo del Centro Studi Per Amendolara,
allo scopo di salvare l'ospedale di Trebisacce,
non è mancato.


Anche se risiedo e lavoro lontano dall'Alto Jonio, per un motivo di cuore e di passione dedico parte del mio già scarso tempo libero alla comprensione ed allo studio di questo territorio, che mi ha dato i natali e nel quale ho percorso i primi passi come studente.
Fino ad ora non ho mai avuto la possibilità di esprimere giudizi positivi e lusinghieri (tranne rarissime eccezioni) sulle persone e sulle istituzioni che operano in questo territorio. Dovunque vai e chiedi un servizio che ti spetta di diritto, pare che ti facciano un favore. Recentemente, in un ufficio pubblico dell'Alto Jonio mi sarebbe stato fatto (a sentire l'impiegato) un "favore personale" per un servizio che mi spettava eccome (v. Nota). Tuttavia, desidero qui esprimere parole di apprezzamento nei riguardi dell'ospedale di Trebisacce.
Già da alcuni anni ascolto da mia madre una serie di lusinghieri giudizi sulla generosità del personale del nosocomio di Trebisacce e sulla loro professionalità. Roba da non credere per chi conosce la storia sociale di questo territorio e, per la verità, anche per chi segue sia pure sulla stampa le disavventure della sanità italiana e calabrese.
Non che mia madre fosse stata ricoverata in quell'ospedale. Solo occasionalmente vi si reca per compiere alcune analisi di routine o per una visita o per normali radiografie per una donna attivissima e in buona salute.
In tutti questi anni mi è parso curioso che nell'ospedale di Trebisacce fossero così gentili. Ho sempre creduto che mia madre esprimesse - come suo solito giudizi positivi sul prossimo senza alcuna discriminazione. E così ogni volta che mia madre si reca presso il dr. Mario Chiatto viene gentilmente accolta e visitata con estrema professionalità. Al suo ritorno esprime parole di pregio nei riguardi del medico per la sua gentilezza e l'ospitalità, per il suo esemplare comportamento nel rapporto umano, per la competenza e la semplicità nello spiegare l'evolversi della patologia.
Le stesse parole di compiacimento mia madre le esprime nei riguardi della signora Carmela, infermiera professionale nello stesso ospedale. Il giudizio complessivo di mia madre sul quadro che le si presenta ogni volta che si reca in quel nosocomio risulta sempre di estrema positività. Ed è proprio l'occhio della gente comune che conta, più di altri, nello spiegare il livello professionale e la qualità del rapporto sociale raggiunto negli ospedali italiani. Per questo c'è da credere quando si parla così bene e a più riprese del personale medico e paramedico in servizio nell'ospedale di Trebisacce.
Ma il giudizio positivo di mia madre su quel nosocomio mi ha coinvolto solo ora, dopo alcuni anni durante i quali, conoscendo l'altra faccia della sanità italiana, non davo eccessivo peso alle sue parole.
Ritornando per l'ennesima volta dall'ospedale di Trebisacce, ecco mia madre esprimere le stesse opinioni nei confronti di un altro medico, il dr. Luigi Odoguardi, primario di radiologia. Gentile, affabile, paziente, chiaro nella spiegazione, esauriente, il dr. Odoguardi ha pienamente soddisfatto ogni curiosità di mia madre.
Mi pare giusto, allora, far eco a chi, senza qualsiasi raccomandazione o particolari legami di amicizia, esprime giudizi così lusinghieri sui medici trebisaccesi. Pare corretto dare spazio a fatti che, data l'eccezionalità, meritano di essere divulgati. A volte, più che una medicina, bastano due parole gentili per soddisfare un paziente. Eppure, tutti sappiamo che incontrare persone che esprimano giudizi così lusinghieri sugli ospedali italiani è piuttosto difficile. Cosa succede allora? Parte da Trebisacce il riscatto della crisi sanitaria italiana?
Oddio, se fai un giro ti accorgi pure che c'è qualcuno che poi tanto contento non lo è anche a Trebisacce. Incontri il paziente che mugugna e colui che ha pure qualche disavventura da raccontare. Ma, tant'è, non bisogna tacere l'aspetto positivo di questo ospedale. Certo è che non è un caso incontrare in questo luogo medici e paramedici così gentili.
Tuttavia c'è chi proprio dell'ospedale di Trebisacce vorrebbe disfarsi. Al contrario, sarebbe giusto che il Ministro della Sanità faccia proprio qui uno dei suoi soliti blitz, ma come una vera sorpresa, non di quelle che ha compiuto fino ad ora. In realtà tutti sapevamo che si sarebbe recato nei luoghi in cui avrebbe compiuto i suoi blitz e tutti gli operatori hanno potuto all'occorrenza salvare il salvabile. L'ospedale di Trebisacce, credo, non abbia bisogno di preavviso. E' pronto a qualsiasi sorpresa. Efficiente e accogliente (per quello che possa essere un ospedale) e pronto anche ad ospitare altri reparti, ad esempio quello ortopedico. Più che appoggi politici, l'ospedale di Trebisacce può avanzare le sue richieste attraverso l'esperienza positiva vissuta dai pazienti.


E' doveroso ricordare l'iniziativa del prof. Antonio Catera il quale, come Presidente dell'Associazione <<Salus Suprema Lex>> di Trebisacce, ha promosso una sottoscrizione per l'acquisto di una T.A.C. da destinare al Presidio ospedaliero locale. Attraverso il manifesto "SII PROTAGONISTA COMPRA UNA T.A.C. PER IL TUO OSPEDALE", diffuso in tutto l'Alto Jonio, furono indicati i referenti a cui i cittadini avrebbero potuto rivolgersi per le singole offerte. Le persone segnalate sulla locandina, località per località, sono di seguito indicate. Per Albidona: ing. Vincenzo Leonetti (sindaco), rag. Franco Middonno; per Alessandria del Carretto: Prof. Leonardo Rago (sindaco); per Amendolara: prof. Rocco Turi, tecn. Prospero Scigliano, dr. Angelo Osnato; per Canna: dr. Giuseppe Rossi; per Castroregio: dr. Tonino Santagada (sindaco); per Cerchiara: dr. Domenico Mauro; per Piana di Cerchiara: rag. Antonio Ramundo; per Francavilla: rag. Maria Teresa Presta; per Montegiordano Paese: prof. Carmelo Tucci; per Montegiordano Marina: dr. Giuseppe Pandolfi; per Nocara: ins. Vincenzo Salerno (sindaco); per Oriolo: sig. Francesco Varlaro; per Plataci: dr. Rocco Soldato, dr. Dina Frascino; per Roseto Marina: rag. Giuseppe Trebisacce; per Rocca Imperiale Marina: rag. Gina D'Agostino; per Rocca Imperiale Paese: dr. Nicola Oriolo, dr. Vincenzo Viviani; per S. Lorenzo Bellizzi: dr. Leonardo La Rocca, sig. Lorenzo Gugliotti, capo sala Giovanni Restieri; per Trebisacce: ins. Giacinto Murro, dr.ssa Antonietta Liliana Calvosa, palestra Gymnasium AICS; per Sibari: tecn. Ercole Cimbalo, dr.ssa Carmela Maradei, sig. Gianfranco Crea; per Villapiana Paese: dr. Luigi Bria, ins. Giovanni Cataldi, dr. Leonardi Diodato; per Villapiana Scalo: tecn. Pietro Elia; per Villapiana Lido: dr. Ferdinando Faillace, dr. Lorenzo Cavaliere, dr. Luigi Cavaliere.

Nota.
Negli stessi giorni mi fu richiesto di scrivere un articolo e mi fu offerto come documentazione un opuscoletto a stampa, modesto per la sua realizzazione tecnica, con il commento che quei fogli <<costavano un pò>> ma che io me li sarei meritati.
L'articolo non l'ho più scritto.
Naturalmente, anche un dono qui viene fatto pesare più che un debito. Vengono alla mente le parole del Manzoni che suonano press'a poco così: Dona con volto amico,/ con quel tacer pudico,/ che gradito il don ti fa (da: Inni Sacri).


2012: chiude l'Ospedale di Trebisacce…


www.amendolara.eu
Maggio 2012


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