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Revisione delle didascalie al Museo Archeologico di Amendolara. (2004)

Centro Studi per Amendolara



Revisione delle didascalie al Museo Archeologico di Amendolara (2004)

AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 33. (2004)



c) Revisione testi.


E' stata cancellata dai testi esposti nel Museo, su mia proposta, accolta nel 1998, la seguente frase: "Dal territorio di Amendolara provengono solo sporadici strumenti in pietra databili al neolitico". Non si capisce, pertanto, perché mai alla eliminazione della suddetta frase non corrisponda, per giusta coerenza, l'eliminazione delle pietre "databili al neolitico".

E' ben chiaro che eliminando la collezione con "OGGETTI DI EPOCA NEOLITICA (COLLEZIONE LAVIOLA)" crolla tutta l'impalcatura concettuale e culturale che fino ad ora ha spinto molta gente (anche studiosi) ad azzardare questa ipotesi senza prove. E' noto che l'archeologia studia e interpreta storicamente i resti delle antiche civiltà. Nel "caso Amendolara" non vi sono resti probanti che siano in grado di giustificare un'epoca neolitica. Purtroppo - se non dimostrata, come è realmente non dimostrata - è necessario eliminare ogni traccia apocrifa di presenza neolitica.
E' altresì certo, innegabile, che al dr. Vincenzo Laviola, che ha collezionato i presunti "oggetti di epoca neolitica", a cui è intitolato il Museo, va attribuito un merito ancora superiore, al di là della inesattezza della sua interpretazione. Egli ha avuto il merito di aver compiuto passi lunghi e difficili affinché Amendolara fosse dotato di un Museo. D'altra parte Laviola ha sempre dichiarato di essere un dilettante dell'archeologia e l'"interpretazione" utilitaristica dei reperti, che è servita a muovere un'organizzazione che ha poi portato all'apertura del Museo, gli va senz'altro perdonata e il Museo rappresenta senz'altro un suo merito da ricordare alle generazioni future.
Ma oggi è necessario - per ovvi motivi di rigore scientifico - che il Museo di Amendolara subisca gli utili aggiustamenti per far fronte alle esigenze dei visitatori colti e impegnati, piuttosto che a quelle dei cosiddetti visitatori "della domenica" (sebbene colti) su cui, purtroppo, si basano gli interessi poco lungimiranti degli amministratori locali. Non a caso, io stesso rifuggo dal condurre i miei ospiti in un Museo dalle scarse prerogative (come quello di Amendolara), preferendo accompagnarli altrove.

Rocco Turi

Pubblicato in:
CALABRIA LETTERARIA, gennaio-marzo 2004, p.50,
IL TIRACCIO, anno XXVIII, n.7, agosto-settembre 2003, p.3.

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febbraio 2016


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