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Revisione testi al Museo Archeologico di Amendolara. (2004)

Centro Studi per Amendolara



Revisione testi al Museo Archeologico di Amendolara. (2004)


AMENDOLARA: LA QUESTIONE ARCHEOLOGICA 36. (2004)



Per quanto riguarda la proposta di revisione degli altri testi, a suo tempo effettuata:

a) E' stata, coerentemente, eliminata la frase: "Dal territorio di Amendolara provengono solo sporadici strumenti in pietra databili al neolitico".

b) Non è stata rimossa l'espressione: "Non facilmente dimostrabile la supposta identificazione dell'abitato di S.Nicola con Lagaria, città intermedia tra Thuri ed Herakleia secondo il racconto di Strabone". E' arcinoto che, al di fuori di questa vaga citazione di Strabone, non vi sono studi successivi e scoperte archeologiche in grado di dimostrare l'associazione Amendolara-Lagaria. Gli amministratori, tuttavia, sono partiti in quarta nell'indicare un improbabile viale Lagaria: liberissimi di farlo, ma l'azione non può che essere controproducente per la memoria storica alla quale dovrebbero essere educate le nuove generazioni. Esistono - come è ben noto - solo ipotesi "a tavolino" che si basano unicamente sull'interpretazione della frase di Strabone. Pertanto, le pur autorevoli opinioni della prof. J. De la Geniere e del prof. Sisinni non aggiungono ulteriori conoscenze. Ma vi sono altri studi ben noti, sebbene non accettati incondizionatamente dagli studiosi, che sono stati compiuti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e altri ritrovamenti che associano Lagaria ad altre località. Amendolara non è in grado di presentare una bibliografia scientifica adatta, a meno che non si voglia presentare come scienza una semplice opinione non dimostrata, magari apparsa anche sui giornali (si sa che se in Italia viene scritta una falsità per dieci volte, su dieci giornali diversi, si rischia che passi per veritiera e corretta). Solo per le località studiate attraverso analisti autorevoli (ricerca del CNR) - semmai - è logico usare l'espressione "non facilmente dimostrabile". Ecco perché, se si vuole essere rigorosi, ritengo che, non essendoci razionali riferimenti scientifici a favore di Amendolara (abitato di S.Nicola), l'espressione presente nel Museo debba essere del tutto cancellata. Infatti, seguendo l'identica logica incerta, si potrebbe asserire tranquillamente che Lagaria possa essere attribuita anche ad altri paesi dell'alto jonio calabrese: è sufficiente essere un pò sciovinisti e pubblicare qualche articolo di cronaca giornalistica. Ma la scienza archeologica - come tutti sanno - è ben altra cosa.
La citata espressione, non ancora rimossa, si contraddice - inoltre - con la rimozione proposta, già effettuata a suo tempo, dell'espressione "Lagaria?" da altro pannello. Se, infatti, si elimina da un pannello la voce dubitativa "Lagaria?", non si comprende perché mai debba essere presente ancora in altro pannello espositivo l'espressione dubitativa: "Non facilmente dimostrabile la supposta identificazione dell'abitato di S.Nicola con Lagaria, città intermedia tra Thuri ed Herakleia secondo il racconto di Strabone". L'affermazione di Strabone è talmente vaga che solo una interpretazione sciovinistica (che non tiene conto di studi - sebbene non accettati incondizionatamente - effettuati da noti istituti di ricerca) favorisce il sito amendolarese. D'altra parte è ben nota l'inattendibilità di tanti autori antichi e di tante cartine d'epoca. E' ben noto, altresì, lo sciovinismo degli amendolaresi, che, fra l'altro, associano - erroneamente - ad Amendolara la nascita di Pomponio Leto, noto umanista del '400 (anche in questo caso gli amministratori sono partiti in quarta nell'indicare su ceramica addirittura la "casa" in cui il Leto sarebbe nato).

Naturalmente, anche sui testi, semmai vi saranno obiezioni (ma non credo ci siano), sarò in grado di essere più chiaro ed esauriente.
Sorprende (ma non troppo) che gli eruditi locali e gli archeologi accademici abbiano scelto il silenzio in questo dibattito culturale sul Museo archeologico di Amendolara. Non bisognerebbe risentirsi per l'enunciazione di una verità ovvia fatta da altri: errare è umano!
Ma darò il mio contributo instancabile allo sviluppo di questo Museo.

Rocco Turi

Pubblicato in:
CALABRIA LETTERARIA, gennaio-marzo 2004, p.50,
IL TIRACCIO, anno XXVIII, n.7, agosto-settembre 2003, p.3.

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febbraio 2016


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