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Risposta al Prof. Vincenzo Gerundino Libertà di critica. (2016) 2.

Centro Studi per Amendolara



Risposta al Prof. Vincenzo Gerundino / Libertà di critica (2016) 2.


LIBERTA' DI CRITICA.



Non bisogna fermarsi, caro Cenzino. La critica - soprattutto quando è costruttiva - è fondamentale nello sviluppo umano e della società; per farla è necessario essere liberi, piuttosto che essere capaci di criticare unicamente chi critica o di mettere in atto iniziative di limitato rilievo e interesse. Con parole adeguate alla loro età, ho espresso questi concetti molti anni fa accompagnando i ragazzini della scuola elementare di Amendolara Marina in visita alla Redazione della Rai di Cosenza. Ho ancora davanti il volto allibito e scandalizzato delle insegnanti che, senza reagire e profferire parola, ascoltando le mie argomentazioni, mostravamo il loro stupore per il rivoluzionario "plagio" che stavo operando verso i giovani.

Non bisogna accettare che si difenda d'ufficio questo paese - mentre si trae vantaggio - e vengano censurati gli altri in maniera subdola e interessata, al solo scopo di ricevere soddisfazioni personali in cambio. Potrai sorridere - anzi: sai bene - caro Cenzino, su come si possa venire a conoscenza (anche da sedi istituzionali) di inciuci professionali e cultural-economici (diciamo così) da parte di persone che esprimono parole di fiele (espressioni del tipo "lassufutt!" lasciano esterrefatti e stimolano una caritatevole carezza....) a questa distanza e su come si possa venire in possesso di certi scritti prima ancora che vengano pubblicati...

Ahimè, anche le pulci hanno la tosse! (detto anche con delusione e dispiacere da parte mia...).

Chi è nato con un'indole critico e lo ha consolidato per studi, cultura, educazione, formazione, intelletto, aveva già conquistato la propria libertà, con grande naturalezza, all'epoca dei vari Renne e Silvestri quando tutti aspettavano i loro scritti in regalo; forse solo io li acquistai, per la verità, allo scopo di essere immune da condizionamenti nei giudizi successivi. Divorai gli scritti e - fra tanto di sorprendente letto - non dimenticherò mai quando San Rocco, che è invocato come protettore contro la peste fu travisato a protettore della festa; pazienza, caro Cenzino, ma - quando si scrive - questa indole superficiale non si è ancora modificata in Amendolara.

C'è chi poi ha potuto confermare l'esaltazione della propria libertà espressiva in occasione della mostra, dedicata ad Antonio Sassone, a Roma della quale - personalmente - mi vanto di essere stato l'unico non invitato del paese e l'unico a non ricevere il catalogo (chiamiamolo così...) dedicato allo scultore; catalogo che non mi è piaciuto e non può essere definito tale e ne parlerò; mostra che - evidentemente - per il semplice fatto di non essere stato invitato, non potevo ignorare. Anzi, visitando da solo quella mostra ho avuto la possibilità di studiarla meglio e di trarre conclusioni non azzardate (altra storia...).

Un antico motto comunista dice che "dell'avversario bisogna conoscere tutto prima di agire"; l'ho fatto mio e delle storie amendolaresi pubbliche e non pubbliche o documentate, nonché degli stessi cittadini (che non sono "avversari", come racconta la storia comunista, ma tutti "amici" - la maggioranza carissimi - e di cui ho voglia di sapere nonostante la lontananza) cerco sempre di non ignorare alcunché; soprattutto conosco vecchi, nuovi indottrinati ed eruditi al solo scopo di non trascurare i fatti, le parole pronunciate, i loro scritti per non essere colto di sorpresa. Solo così si può (eventualmente) intervenire (senza essere colto di sorpresa) su argomenti particolari, come - ad esempio - le storie delle persone e delle famiglie, delle quali c'è chi presume (in maniera frivola) che gli stessi interessati possano ignorare. La mia biblioteca contiene di tutto, o quasi, compreso l'indicazione del prezzo pagato allo scopo di "vedere", come si fa giocando al poker; un esempio: "Il ponte della memoria" di Mario Melfi, pagato Euro 10 nell'edicola di Romano; di tutto ho acquistato e ho letto su Amendolara, compresi opuscoli e cose insignificanti, a volte esaminate con molti sacrifici di volontà trovandomi di fronte a scritti privi di forza espressiva e contenutistica originale. D'altra parte, sono ben soddisfatto di non aver ricevuto al mio paese libri omaggio o acquistati dall'amministrazione comunale di Amendolara.

La lontananza attiva, caro Cenzino, in certi aspetti è molto più vantaggiosa e giovevole della vicinanza passiva.


Rocco Turi

www.amendolara.eu
febbraio 2016


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