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Rocco Presta, storico "banditore" di Amendolara

Centro Studi per Amendolara



Inedito del 1992

Rocco Presta, storico "banditore" di Amendolara.
Di Rocco Turi

Abituato per professione a osservare il comportamento degli individui e a interpretarne i gesti, le parole e il loro silenzio, ero profondamente convinto che dietro il biascicare lento e con fatica e dietro l'aria dimessa, con relativa difficoltà nell'ascolto e comprensione da parte degli altri, avrei potuto conoscere una persona non solo diversa, ma interessante rispetto all'apparenza superficiale. A parer mio, Rocco Presta rappresentava un tassello significativo della società amendolarese più genuina; tassello che andava meglio indagato.
La visita in casa di Rocco Presta era stata annunciata il giorno precedente. Egli non si fece pregare, anzi si preparò adeguatamente a quell'incontro. Infatti, al mio arrivo esibì la fotocopia di una pagina del quotidiano <<Corriere di Novara>> del 1° settembre 1988, appena poggiata sul caminetto, in mia attesa, nella quale a p.23 è pubblicato un simpatico quadro con la sua immagine e l'immancabile tromba, usata nel suo famoso "bando". L'opera fu eseguita ad olio dal pittore Pietro Maria Bettarini di Cerano nel 1987. Fu la prima sorpresa.
In margine alla fotocopia, ora custodita nell'Archivio Storico del Centro Studi per Amendolara, è presente un vero e proprio curriculum delle attività svolte da Rocco Presta, dettato da egli medesimo nelle ore precedenti il mio arrivo. Con una scrittura giovanile, di probabile ragazza frequentante la seconda o terza classe media, fu realizzato il seguente testo, qui riprodotto nella sua formulazione originale:

Il sig. Rocco Presta
(detto il FAC - TOTUM)
i servizi da lui presta-
ti alla comunità
amendolarese:
1) Anno 1951 a SETT.
portaposta dal PUL.
man all'Ufficio Pos-
tale alla via Sola.
2) Portagrano al Mulino
MORANO - LASCHERA
3) 1952 all'ufficio
locale Postale come
PORTA TELEX;
4) Portabombole della
Ditta APRILE F.sco.
5) Trasporto merci
vari a mezzo CARRIOLA
6) Trasporto carni
macellate fresche con
carriola.
7) Portapane fresco
8) banditore pubblico
9) attacca - cucine
nuove e trasporto
mobili.
10) Trasporto casse
funebri.
11) Portacroce nei
funerali.
12) Attacchino.


Rocco Presta mi spiegò che teneva in modo particolare all'elenco delle sue attività svolte e per tale motivo aveva pensato di dettarle preventivamente, affinché nessuna di esse fosse dimenticata. Aggiunse che si era sentito utile agli amendolaresi: senza di lui chi avrebbe svolto il servizio di trasporto interno con carriola? Chi avrebbe <<attaccato>> le cucine nuove o le bombole? Chi avrebbe portato la croce ai funerali? Egli riteneva che il suo curriculum fosse importante e non dovesse essere dimenticato, ma lo riteneva anche sufficiente per la mia informazione. Si comportò come un vero addetto stampa di politico navigato, accompagnando il testo con una sua eccezionale foto sociale. Potrei definire tutto ciò come l'antesignana di una cartella stampa, offerta ai partecipanti di un convegno universitario. Naturalmente, solo questo freddo elenco per me non sarebbe stato sufficiente e interessante, come egli riteneva, così come non ritengo interessanti unicamente i documenti che fuoriescono dalle fredde biblioteche e archivi, come facevo nei miei scritti iniziali degli anni settanta - ottanta dedicati ad Amendolara, alcuni dei quali recepiti fra le biblioteche nazionali e archivi varì ma mai utilizzati.
Tutti ricordano Rocco Presta come il "banditore" del paese, ma la prima certezza emersa nell'incontro fu che egli non attribuiva alcuna rilevanza all'attività e non fu indicata neppure nel suo curriculum originale dettato personalmente.
In realtà, solo in quell'istante compresi la causa vera per la quale egli teneva molto a comunicare l'elenco delle sue molteplici attività. Escluse il "banditore" da questo elenco perché il lavoro era svolto prevalentemente in relazione con gli ambulanti provenienti dall'esterno, mentre Rocco Presta preferiva realizzarsi e relazionarsi con i compaesani attraverso l'utilizzo della sua resistente carriola, ma anche come <<portacroce nei funerali>>. D'altra parte, nei suoi racconti, dimostrava che era più utile socializzare con gente conosciuta piuttosto che con <<estranei>>, visti come <<pericolo>> sociale.
Per me fu la conferma di un utile incontro professionale - nella conoscenza degli amendolaresi - per il quale utilizzai anche i migliori strumenti di ricerca sociologica, scelti fra i più adeguati al caso affrontato. Fu un successo perché Rocco Presta si sentì subito a suo agio e si liberò della nota difficoltà nel comunicare e per oltre un'ora parlò con chiarezza e disinvoltura, sorrise schiettamente e mi raccontò aneddoti legati alla sua attività giovanile in Amendolara. Mi aiutò ad approfondire l'aspetto sociale del paese legato ai trasporti quando, più volte al giorno, con la sua carriola carica di derrate, era costretto ad affrontare salite e discese e a superare i gradini del vecchio e sconnesso selciato nel borgo antico; era costretto ad affrontare il movimento degli asini e muli carichi lungo gli stretti vicoli e ad affrontare anche la "prepotenza" delle persone che lo ostacolavano non solo fisicamente.
Se desiderasse realizzare la sceneggiatura di un film di successo sull'emigrazione, un bravo regista cinematografico dovrebbe chiudere gli occhi e, attraverso questo testo, iniziare con il cogliere il clima sociale che Rocco Presta mi fece immaginare: vicoli stretti, con asini e muli carichi, escrementi e urina di animali per terra, galline al pascolo, vocìo nei vicinati con qualche litigio in corso o qualcuno che canta, panni stesi ad asciugare, bambini che giocano, altri che si scazzottano e Rocco Presta che trova difficoltà nello spingere la sua carriola carica e, magari, lancia una malevole imprecazione contro qualcuno nel "traffico" caotico della vita quotidiana amendolarese. Interessante come rappresentazione del paese antico di Amendolara all'epoca del grande esodo in Argentina? Quali scenari migliori del paese antico per un film vero dedicato agli emigranti amendolaresi? Forse un giorno ci penserò.
In quell'ora di incontro, o forse un'ora e mezza di conversazione con Rocco Presta, mentre prendevo i miei appunti, osservavo una persona che aveva superato il suo "blocco psicologico" e comunicava con scioltezza perché aveva visto in me un pari con cui aprirsi, piuttosto che inchinarsi e onorare l'altro. Questa era la società amendolarese del suo tempo, anche se ritengo che molte reminiscenze persistano.
Il percorso personale nello studiare la realtà sociale del mio paese non poteva prescindere da questo incontro, in una fredda sera del gennaio 1989, accanto al caminetto, nella casa di Rocco Presta. Come sociologo ero certo che in qualità di "osservatore partecipante" nella sua casa, qualcosa in più avrei appreso da quell'incontro cercato e mi sarei arricchito di altri elementi per conoscere meglio i cittadini negli aspetti pubblici e privati. Fu proprio così.


Testo scritto nel corso delle vacanze natalizie 1992.


N.B.
Sorpresa di carattere stanziale: ufficio postale in via Sola. Quale piacere conoscere da Rocco Presta l'ubicazione del primo Ufficio postale amendolarese! Tuttavia, non è importante conoscere un fatto o un luogo nella sua freddezza. Esso diventa significativo quando se ne conoscono contesti e ambiti sociali.

La foto sociale di Rocco Presta sarà pubblicata in questo sito.

Se il pittore Pietro Maria Bettarini di Cerano facesse pervenire al mio indirizzo email rturi@libero.it una buona foto dell'opera dedicata a Rocco Presta, da egli realizzata nel 1987, già pubblicata nel <<Corriere di Novara>>, sarei ben lieto di inserirla in questo sito. Sarei inoltre lieto di pubblicare le circostanze nelle quali l'opera fu realizzata, nel caso il pittore o il committente desideri spiegarle nella medesima email.


www.amendolara.eu
Maggio 2012


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