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Sessant'anni di Storia di Amendolara (1215-1275)

Centro Studi per Amendolara



La Procellaria, anno XXIX, n. 1, p. 19, gennaio-marzo 1981.
Sessant'anni di storia di Amendolara (1215-1275).
Di Rocco Turi


Dalle notizie in nostro possesso risulta che nel 1215 il territorio di Amendolara era soggetto alla Signoria di Ruggero di Amendolara, giustiziere di Calabria. La figlia di questi, Giovanna, andò in sposa a Tommaso de Barono, tedesco, che diventò così signore di Amendolara non per discendenza, ma grazie al matrimonio contratto.
Dopo la battaglia di Benevento (1266) vi fu la confisca dei beni ai danni di Ruggero, che aveva seguito le parti di Manfredi, e Tommaso de Barono, a causa di un editto sui tedeschi e lombardi di non dimorare per un certo tempo nel regno di Sicilia, dovette fuggire abbandonando la famiglia che restò in Calabria anche se privata di ogni avere. Quanto detto dimostra che Tommaso de Barono fu signore di Amendolara non durante il periodo di Carlo d'Angiò, come affermato in altre pubblicazioni riguardanti l'argomento, ma che in tale periodo fu addirittura costretto ad abbandonare il regno. Dopo il 1266, cioè durante il periodo di Carlo d'Angiò, i Castelli di Amendolara ed Oriolo furono occupati da Corrado de Amicis.
Ma il 30 gennaio 1269 Carlo I d'Angiò ordinò al Giustiziere di Val di Crati di riprendere tali castelli e di citaqre il de Amicis davanti alla Magna Curia per risarcimento danni. Con altro decreto, sempre del 1269, Carlo d'Angiò assegnava a Jozzolino della Marra, suo consigliere e familiare, il casale di Amendolara, assieme al casale di Roccette.
La contesa per il possesso di Amendolara dopo il 1269 fu perciò, almeno inizialmente, dura e difficile ma dovette poi evolversi verso una più pacata e buona soluzione che vedeva soddisfatte entrambi le parti: il de Amicis abbandonava il casale di Amendolara non perché ciò gli fosse stato imposto ma per farne omaggio a Jozzolino (perciò senza pagare risarcimento danni) e Jozzolino poteva finalmente entrare in possesso delle terre che il Re gli aveva concesso. Del resto una diplomatica e astuta soluzione della controversia conveniva a Jozzolino poiché a quell'epoca per un Giustiziere far rispettare ad un signore potente, quale il de Amcis, le imposizioni di un signore (Carlo d'Angiò) sì più potente ma anche molto lontano, era impresa difficile se non impossibile, né il de Amicis poteva temere che il d'Angiò sarebbe sceso in Calabria al solo scopo di costringerlo ad abbandonare il casale di Amendolara.
Non pochi documenti in nostro possesso avallano e giustificano quanto abbiamo sinora affermato. Risulta infatti che "Jozzolino della Marra ottiene dal Re che Corrado de Amicis gli presti omaggio pel feudo che possedeva nel casale di Amendolara" e finalmente il 12 dicembre 1270 il Jozzolino della Marra ottenne dal de Amicis "mandatum assecurationis pro quodam feudo quod possidebat in casali Amendolara". Altri documenti fanno pensare che all'epoca la ricerca di una soluzione sempre bonaria di ogni controversia fosse il metodo più comunemente adottato.
Infatti anche per il castello di Albidona, per il quale dovette sorgere la stessa questione che per i castelli di Amendolara ed Oriolo, risulta che il Re ordinò poi al Giustiziere di sospendere gli atti iniziati per la riscossione dell'ADOA da Margherita de Amicis, perché "Margheriti mulier, soror quodam Corrado De Amcis est in curia nostra presens" (la corte era a Melfi).
Abbiamo ancora ritrovato un altro pregevolissimo documento: un contratto di matrimonio stipulato in data 21 gennaio 1273 che può testimoniare quanto Jozzolino della Marra sia stato maestro nell'arte di destreggiarsi per risolvere sempre nella maniera più accomodante i problemi e le insoddisfazioni nei quali i capovolgimenti di fronte, che sempre si accompagnano ad una qualsiasi guerra, avevano gettato alcune nobili famiglie del regno. In questo contratto viene stabilito il matrimonio tra Bertoldo, figlio di Jozzolino, ed Elena, figlia di Giovanna e Tommaso Barono, vecchi signori di Amendolara e vede come parti contrattanti il Jozolino e Giovanna, visto che Tommaso aveva dovuto abbandonare il regno.
In tale documento, che Elena sia figlia di Tommaso de Barono traspare come ostacolo al matrimonio (" … Elena della buonanima di Tommaso de Barono … che abbandonò il nostro regno dopo la battaglia di Benevento … Ma se ha disposto con le parole di contrarre matrimonio …") che viene superato poichè Elena è anche figlia di Giovanna (" … poiché la stessa Giovanna fu fedele e nata da famiglia fedele … concediamo su ciò il benigno assenso, perché piaccia ad entrambe le parti").
In occasione del matrimonio Jozzolino concess al figlio Bertoldo il casale di Amendolara ma nel caso in cui Bertoldo fosse morto, senza lasciare figli legittimi, il casale doveva tornare al Jozzolino e alla morte dello stesso in proprietà di Corrado de Amicis e Rinaldo di Castrocucco. Quanto detto conferma ancora il fatto che il passaggio della proprietà del castello di Amendolara da Corrado de Amicis a Jozzolino avvenne in modo bonario.
Inoltre tale matrimonio tra Bertoldo ed Elena restituiva in qualche forma il feudo agli antichi signori cui la guerra aveva tolto tutto.
Alla morte di Elena, dopo circa un anno, Bertoldo della Marra sposa Giovanna, l'altra figlia di Giovanna e Tommaso de Barono.
Il 7 marzo 1278 Margherita de Amicis celebrò le sue nozze con il nobile Giovanni del Bosco milite e fam. regio al quale fu concesso l'investitura del castello di Albidona come parte della dote della predetta Margherita.

Bibliografia: Registri della Cancelleria Angioina, doc. n. 6, 327, 359, 473, 815, 276; Rocco Turi, Per la storia dell'Alto Jonio Calabrese. In: La Procellaria, anno XXVII, n. 2, pag. 88; Dizionario dei luoghi della Calabria di G. Valente; Italia Sacra di F. Ughelli; Candida Gonzaga, Famiglie nobili meridionali; U. Caldora, Calabria Napoleonica; D. Vendola, Rationes Decimarum Italiae; Galanti, Descrizione della Sicilia; Leandro Alberti, Descrizione dell'Italia; Istoria dei fenomeni del terremoto, Reale accademia delle belle scienze e lettere; Registro della Cancelleria Aragonese.


L'articolo è illustrato con un'opera xilografica di Rocco Turi dedicata al Castello di Amendolara.


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luglio 2012



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