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Si dice a Cittanova

Centro Studi per Amendolara



Calabria, anno XXI, n.91, marzo 1993, p.76

UN PAESE DI MAFIA CONTRO IL RACKET
Opinioni dei cittadini
raccolte da Rocco Turi




"Ritengo che a Cittanova, più di altre istituzioni, la scuola debba assolvere ad un compito fondamentale nel formare i ragazzi ai valori della convivenza civile."

"Credo che lo Stato sia venuto meno a Cittanova non soltanto perché non ha investito in termini economici nelle nostre zone; non ha creato posti di lavoro e non ha investito né investe in termini culturali. La scuola è l'unica istituzione che può dare una soluzione ai problemi di questo paese: se noi riusciamo a formare nei giovani una nuova coscienza civile, la mafia non avrà più un terreno fertile per poter proseguire nella sua strada di morte."

"All'interno della scuola i ragazzi non sono coinvolti in maniera profonda in relazione ai problemi del paese. Tuttavia, qui a Cittanova stiamo avviando un discorso nel grande tema dell'educazione alla salute per sensibilizzare le famiglie e poi rapportarci al territorio. La scuola all'interno dell'edificio scolastico può fare poco: deve uscire, deve dare ai ragazzi spazi diversi perché non si può agire soltanto sui contenuti disciplinari e metodologici. Deve confrontarsi con la realtà, che è ben altra cosa."

"Noi siamo molto sensibili di fronte a tutti questi avvenimenti, però non ci è data la possibilità di manifestare apertamente quello che pensiamo. Per quanto riguarda quest'ultimo fatto così eclatante, noi abbiamo appreso i particolari solo attraverso la stampa e la televisione che, comunque, si sono mossi molto tardi."

"Qui se ne parlava ma solo a bassa voce. Il fatto che i commercianti abbiano incominciato a parlare è un inizio che può certamente avere sviluppi positivi e insperati."

"Non è vero che a Cittanova si possa fare l'abitudine al degrado civile: fare l'abitudine è un atteggiamento troppo cinico. E' impossibile fare l'abitudine a questo scandalo. Perciò noi giovani siamo pronti ad una reazione decisiva alla mafia."

"Il modo in cui noi passiamo il tempo libero è inventato solo da noi: nulla ci è offerto."

"Qui c'è ancora spazio per credere che sia possibile combattere la devianza all'interno della società locale. Io immagino un futuro senza faida, senza mafia, senza violenza e senza paura."

"Cittanova è considerato un paese di mafia. Ma io lo difendo. Mi pare che adesso non sia più così. Onoriamo questi commercianti che si sono ribellati: è una cosa eccezionale che non si era mai verificata. Però, se mi permette, qui bisogna parlare pure di altre cose, cioè di cose sociali e culturali che costituiscono la parte buona di Cittanova. Da 15 anni io lotto per mostrare l'altra faccia del paese che non è solo quella della mafia e della faida. Posso testimoniare l'opinione di persone che giungono a Cittanova per un importante festival qui organizzato e tutti osservano una immagine ben diversa di quella che propongono i mass media: pensavano che ci fossimo fermati al solito cliscè con il cappello in testa e il fucile sulle spalle. Bisognerebbe dire che non è più così. Se mi permette aggiungo che la parte marcia esiste dappertutto, in tutti i paesi."

"Cittanova è un paese molto positivo. C'è però un distacco tra la gente e le istituzioni."

"A Cittanova la chiesa non c'è. Non solo non c'è nel senso che nessun sacerdote abbia parlato di questi cittadini che rischiano la vita. La chiesa non c'è neanche di fronte agli altri problemi di Cittanova, non c'è nei rapporti con il volontariato. Qui c'è solo un volontariato laico che è rappresentato dall'Avis, dall'Aido, dalla Città a misura d'uomo, dalla Pro Loco e da altre attività di coraggioso volontariato. Però non c'è un volontariato parrocchiale, non c'è un'azione cattolica, non ci sono le associazioni basilari guidate dalla chiesa. E così, diciamoci la verità, i nostri ragazzi non sanno dove andare. Noi abbiamo soltanto una villa dove passeggiamo come pazzi avanti e indietro o ci rechiamo nel corso principale del paese per la passeggiata invernale."

Don Giuseppe Borelli, parroco di Cittanova, ribadisce che nelle sue omelie ha sempre affrontato i gravi problemi di Cittanova. La mia arma è la denuncia, dice don Giuseppe Borelli: "io devo denunciare i mali di questa comunità che non è affatto mafiosa".

"A Cittanova è visibile uno scenario sociale pessimistico. La speranza sta nella popolazione che però deve rendersi conto che stiamo allo sfascio e che bisogna risorgere."

"Noi vogliamo una soluzione ai problemi di Cittanova; noi vogliamo che finalmente la politica capisca che le realtà sociali più vive di Cittanova vengano riunite per risolvere i problemi del paese e che tutti insieme possiamo dare il nostro contributo."

"La vera democrazia è quando ognuno di noi può dare il proprio contributo alla risoluzione dei problemi del paese. Come scuola noi abbiamo dei grossissimi problemi anche nei rapporti con l'ente locale che deve provvedere alla manutenzione.>>

"I problemi di Cittanova sono i problemi di qualunque paese."

"Abbiamo vissuto questa vicenda dei commercianti con grande lentezza. I ragazzi l'hanno appresa dai giornali, ma questi se ne sono occupati con notevole ritardo. Di questi problemi non se ne parlava e si sono rifiutati di parlarne pure in comune. Qui c'è stata una mancanza di solidarietà e di collaborazione con queste persone che si sono messe allo scoperto. A scuola noi abbiamo cercato di attivare anche un diverso modo di vivere la realtà scolastica. Abbiamo attivato il progetto giovani già da due anni e anche quest'anno abbiamo come tema del progetto l'educazione alla legalità. Abbiamo in animo di produrre un'opera di gemellaggio con le scuole di Capo d'Orando e di riprendere l'iniziativa dei dibattiti con magistrati che noi ogni anno riusciamo ad organizzare e che sono molto seguiti. L'ultimo è stato l'intervento del dr. Ezio Arcadi sul tema del nuovo codice di procedura penale."

"Il segnale di speranza deve partire dall'unione dei cittanovesi; siamo noi che dobbiamo decidere di voler operare per il nostro paese perché i ragazzi hanno voglia di vivere la loro realtà e possiedono la buona volontà necessaria. Non dobbiamo affidarci agli altri. Sarebbe un errore."

"Cittanova è un paese ad alta vocazione turistica perché c'è un territorio sito nell'altopiano dello Zomaro che è di una bellezza naturale insuperabile e ricca di una grande vegetazione."


Ma a Cittanova c'è anche chi risponde così: "E' una domanda, abbastanza... no cioè, ma penso che, cioè è difficile da... cioè è difficile da, cioè la situazione che si è verificata qui a Cittanova è una situazione appunto così, anche se bisogna, si è visto che un certo miglioramento c'è stato in questa città."

R.T.


www.amendolara.eu
gennaio 2013


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