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SPECIALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE AD AMENDOLARA - 5 (1993)

Centro Studi per Amendolara



SPECIALE ELEZIONI AMMINISTRATIVE AD AMENDOLARA - 5 (1993)


IL TIRACCIO
Anno XIX, n.6, giugno 1993, p.3.

SPECIALE ELEZIONI AMENDOLARA


Il computer e il cuore!
di Franco Melfi



Il computer ha funzionato! Il risultato delle ultime elezioni amministrative amendolaresi è stato proprio questo: le leggi della scienza, in tutta la loro freddezza, hanno avuto ragione dei sussulti, tante volte ingenui, dettati dal cuore.
Certo si parla di scienza vecchia, strapaesana, fatta non tanto di dati e sigle ma di affarucci, calcoletti, strategie che fanno arrossire chiunque ancora creda che non tutto possa sempre essere e dovunque rendiconto elettorale.
Per cinque anni il computer della ditta "Campana" ha immagazzinato dati inconffessabili: giornate lavorative di un unica azienda, ma tali e tante da superare quelle di tutta la Val Padana; pratiche di invalidità direttamente collegate ai terminali degli uffici preposti; iniziative ristrette e sterili da una parte, ma con calcolato tornaconto dall'altra.
Eppure Amendolara non si arrendeva! Forte dei suoi sentimenti, sotto il suo "Arco" cresceva in silenzio; pietra su pietra, sacrificio su sacrificio, si sforzava di migliorare la qualità della sua vita con l'orgoglio delle sue tradizioni migliori. E quanta gente sotto quell'arco. Quanti sorrisi sinceri, quante lacrime gridate ad una società sorda, quanta voglia di difendere il poco rimasto, quante speranze di migliorare senza chinare la testa, quanta voglia di dar retta al cuore.
In questa stridente contraddizione si sono affrontate le due liste per la logica competizione amministrativa amendolarese. Sotto l'arco l'espressione di un paese che aveva lottato per un futuro migliore, il frutto orgoglioso di famiglie appoggiate ad una cultura di massa conquistata negli anni con non poche lotte. La campana rigettava tutto questo! Non ne aveva bisogno! Aveva le sue carte segrete da giocare, anzi la vecchia campana doveva servire proprio a questo: nascondere tutto a tutti, tutti i segreti riservati a pochi intimi. E così tanti campanari sono venuti sotto l'arco per sapere, per conoscere nuovi dati da inserire segretamente nel computer. Uomini apparentemente rispettabili che giuravano fedeltà all'arco, ma fremevano nell'attesa di vederlo crollare. E la macchina elaborava in modo sempre più favorevole i dati immagazzinati, ma poi la campagna elettorale cominciò a far sentire la sua voce. Risvegliò i cuori, i sentimenti, le coscienze. Tutti si levarono a difesa dell'arco! Tutti si convinsero che in un piccolo paese, tradito più volte da una modernità che ha sempre rigettato, non si può rinunciare a certe cose, si ha sempre bisogno di camminare uno a fianco dell'altro; ci si convinse tutti che ad Amendolara ognuno ha bisogno di contaminarsi con i bisogni, i piaceri, le soddisfazioni e i dolori dell'altro. Ed è stato bello lasciarsi trascinare in questo fiume di solidarietà, di sorrisi, di unione di forze politicamente in crisi ma protese verso la crescita disinteressata del Paese. Non ci si preoccupava più dell'avversario che osservava! Si dava ormai poca importanza al computer che pur cominciava a preoccuparsi per la elaborazione non più favorevole dei dati che arrivavano giorno per giorno. Ma le menti campanare si intestardivano sulla cosa; si rifacevano calcoli, si rivedevano situazioni, bisognava studiare qualcosa di nuovo e di più efficace. Bisognava insomma rimettere in positivo il programma. Vecchietti da accecare per un giorno, nonnine da prelevare a casa da quei medici curanti che prestano sostegno non più fisico ma ormai solo morale.
I vecchi hanno sempre bisogno di qualcosa… ma questo non bastava.
Bisognava inserire altro!
La rabbia cresceva, si trasformava in vero e proprio odio verso quel fiume di sentimenti che stava, ancora una volta, vanificando cinque anni di lavoro e di calcoli. Finalmente la mossa vincente! La trovata giusta: il tradimento, il soffocare definitivamente se stessi per una battaglia che non si voleva perdere! Ed eccoli arrivare sotto l'arco queste ignominie amendolaresi! Falsi sorrisi, parole di incoraggiamento e di apprezzamento per tutti dette ad alta voce e oscure minacce sussurrate nelle singole orecchie. Quel mezzo posto di lavoro che pur si ha, quel premio di gravidanza che pur serve a qualcosa, quella pensioncina che si potrebbe avere, quel trasferimento che potrebbe arrivare, rallegrando il cuore di ogni moglie, di ogni mamma. E a chi non vuole cedere, c'è il sussurro dei più audaci: ma perché si deve arricchire sempre lo stesso. Mestieranti della politica! Mendicanti di buona fede! La lunga notte del 7 giugno ha messo ben in evidenza chi veramente siete: gente che fa sempre, senza mai essere! Il terrore che tante strategie, tanti anni di lavoro potessero svanire in pochi attimi, ha fatto esplodere il vostro odio, ha messo in luce la vostra vera indole. Le cose più assurde sono state gridate, cose irripetibili che gelavano il cuore di chi semplicemente aspettava un responso democratico, di chi ancora crede in una logica competizione elettorale. Uomini e donne protese a sbranare una preda che non riusciva a capire, che non voleva capacitarsi di essere in mezzo a gente vista ogni giorno passato, nel proprio paese. Uomini e donne costretti a ringhiarsi vicendevolmente sotto la stessa campana per far paura non si sa a chi! Gente disposta a tutto pur di mantenere il voto in più che appariva e scompariva nello stesso momento. Chi scrive è stato costretto a lasciare martedì il Comune senza avere il tempo di prendersi sigarette e accendino dimenticati la sera prima sul tavolo. Poco male, servirà forse a non fumare, ci si guadagna in salute. Chi ha vinto veramente, dobbiamo però ancora chiedercelo! Noi non abbiamo certamente perso. Siamo rimasti noi stessi, con i nostri errori, con le nostre ingenuità ma ancora frastornati e inebriati dell'affetto avuto in questi anni e in questi giorni. Noi siamo più uniti, più che mai, più sorridenti che mai, innamorati più che mai del nostro Paese, affidato per il momento a semplici passanti. Chi ha preso veramente più voti? Non è possibile oggi stabilirlo definitivamente. Conosciamo chi piange per non aver avuto la forza di resistere fino all'ultimo, conosciamo chi gode della riuscita del suo tradimento e chi è fortemente preoccupato per aver forse osato troppo quella notte. Il conteggio dei voti è provvisoriamente sospeso, la legge così vuole, la magistratura dovrà però definire modalità e numeri di voti in poco tempo. Lo chiede più di metà del Paese! I computer vanno presto in pensione, c'è sempre chi ne ha uno più potente. Noi rimaniamo qui, nelle nostre piazze, per le vie del Paese, della Marina, delle campagne amendolaresi, fiduciosi e in un momento di sereno ma attento riposo, forti dei nostri sentimenti, delle nostre ideologie politiche, del tanto calore umano dato e ricevuto in questi anni, rimaniamo in uno stato di reciproca solidarietà. Tante cose che un computer non potrà mai esaminare, programmare ed elaborare. Auguri! Amendolara! Auguri! Acchè almeno le campane buone possano prevalere su quelle stonate! Auguri di cuore!

Franco Melfi


www.amendolara.eu
maggio 2015



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