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Storia della Posta e dei bolli postali di Amendolara

Centro Studi per Amendolara



IL TIRACCIO, anno XXI, n. 6, luglio 1995, p. 6-7.
Storia della Posta e dei bolli postali di Amendolara.

Sommario. Il 24-25-26 agosto sarà celebrato ad Amendolara Marina la LXXV Festa in onore della Madonna della Salute. Ad essa sarà abbinata e dedicata una ESPOSIZIONE FILATELICA NAZIONALE con annullo postale commemorativo. Per l'occasione, attraverso questo interessante articolo del dott. Ferdinando Morrone, il CSA - Centro Studi Per Amendolara - ha il piacere di offrire un altro importantissimo contributo di ricerca e di impegno sociale e civile a favore degli amendolaresi che desiderano acquisire una conoscenza più approfondita della comunità locale e costruire con i fatti, piuttosto che con le enunciazioni di principio, una società desiderabile e armoniosa (Rocco Turi).

Ricostruire la storia di una località attraverso l'attenta osservazione di annulli, bolli, antiche corrispondenze, può essere da molti considerato inusuale; si tratta invece di una metodica tipica della "storia postale", un campo che si vorrebbe non frequentato solo dagli "addetti ai lavori", collezionisti o studiosi appassionati di filatelia, ma aperto ad appagare il desiderio di ricostruzione storica o anche solo di curiosità di quanti siano interessati alle memorie della propria città, del proprio passato.
Questa sintesi di storia della posta e dei bolli postali di Amendolara vuole offrire un contributo in tal senso. I risultati dell'indagine che mi accingo a riportare dopo alcuni mesi di ricerca e lavoro non intendono presentarsi come completi e definitivi; la vastità del campo è tale da comportare margini di errore o omissione che spero possano essere sanati, ringraziando fin d'ora quanti eventualmente siano in possesso di documentazioni differenti o integrative.
Innanzitutto bisogna far presente che l'Ufficio postale di Amendolara venne istituito soltanto nel 1870. Viene allora spontanea la domanda: come veniva svolto il servizio postale ad Amendolara prima di quella data?
E' dunque necessaria una piccola parentesi storica. Dopo il breve periodo della gestione napoleonica (1806-1815) ad opera di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, Ferdinando di Borbone, ritornato sul trono di Napoli, si accinse a varare nuove e vaste riforme, anche allo scopo di cancellare qualsiasi ricordo delle precedenti istituzioni francesi.
Prima di iniziare una riforma postale sul piano generale, il Sovrano volle che tutte le località del Regno, anche le più remote, fossero tra loro postalmente collegate ed avessero un impiegato incaricato di tale servizio. Perciò, con decreto del 10/6/1818 n.743 fu stabilito che nei paesi interni delle province, laddove non esisteva un'officina di posta, i cancellieri comunali avessero l'incarico, senza diritto a compenso alcuno, di distribuire le lettere loro pervenute dalla più vicina officina e di riscuotere dai destinatari l'importo segnato sulle soprascritte. Detti importi andavano poi rimessi con gli stessi corrieri di posta interna al direttore dell'officina mittente.
Con successivo decreto del 25/3/1819 Ferdiando I istituì l'Amministrazione generale delle poste e dei procacci nei Domini al di qua del Faro. Nel Regolamento di servizio troviamo scritto che la distribuzione e la raccolta delle lettere tra le officine di posta e i comuni del proprio circondario erano effettuate dai corrieri di posta interna e la spesa per il mantenimento di tale servizio era a carico dei comuni.
Nel periodo borbonico in Calabria Citra esistevano la Direzione postale di Cosenza e soltanto 5 Officine postali (Castrovillari, Paola, Rogliano, Rossano e Scigliano), ognuna delle quali serviva numerosi centri urbani sparsi su un territorio abbastanza vasto.
Pertanto le corrispondenze smistate dalle predette Officine venivano munite del bollo postale in loro dotazione con l'aggiunta di eventuali altri "segni di posta", quasi sempre manoscritti, indicante il tipo di servizio richiesto ("raccomandata", "assicurata", "franca", se la tassa era stata già pagata dal mittente, l'indicazione della tassa da pagare, se era a carico del destinatario; quest'ultimo tipo è quello più comune in quanto in quel periodo era previsto il pagamento da parte del destinatario).
Gli inchiostri usati per i bolli postali furono in un primo momento acquosi (fino altre il 1830), successivamente oleosi. I colori ufficiali, anche se non vi sono in merito disposizioni conosciute, dovevano essere indifferentemente il rosso ed il nero. Dopo l'Unità d'Italia il colore rosso verrà utilizzato solo eccezionalmente.
Le corrispondenze quindi in partenza da Amendolara venivano consegnate al corriere di posta interna e portate presso l'Officina postale di Castrovillari, da cui Amendolara dipendeva. Nel periodo 1809-1926, la corrispondenza ivi giunta veniva impressa sul davanti con un bollo lineare "Castrovillari" inciso a caratteri stampatello e poi successivamente inoltrata a destinazione.
Nel 1826 in tutto il Regno delle Due Sicilie vennero ritirati tutti i bolli nominativi lineari in dotazione alle varie Officine postali e sostituiti con altri, comunemente chiamati "ovali", aventi il nominativo elegantemente inciso a caratteri corsivi con l'iniziale maiuscola, racchiuso in una cornice ellittica di piccolo spessore.
Dal 1°/1/1859 gradualmente tutti gli uffici postali vennero forniti di un bollo circolare a data, detto "borbonico", avente in alto l'indicazione dell'ufficio e la data al centro. Quello di Castrovillari si conosce usato dal !°/10/1859 al 31/11/1861.
Dopo l'Unità d'Italia l'ufficio postale di Castrovillari, dal 1861, ebbe un nuovo bollo circolare piccolo, detto "Luogotenenziale" e successivamente, dal 1865, un nuovo bollo, detto "doppio cerchio piccolo". Pertanto, fino a questo periodo, tutte le corrispondenze in partenza da Amendolara recano impressi i predetti cinque bolli postali di Castrovillari.
Finalmente il Comune di Amendolara ebbe il suo Ufficio Postale che, ufficialmente aperto il 1°/1/1870, venne dotato del suo primo bollo, il "doppio cerchio piccolo", con fregio a rosetta nella parte inferiore, fornito da Torino, che si conosce usato dal 18/1/1870 al 10/4/1878. Con l'apertura dell'Ufficio postale di Amendolara, molti comuni ad esso limitrofi si servirono di tale servizio, fra i quali troviamo Albidona, Alessandria del Carretto, Castroregio, Roseto Capo Spulico, …
Dal maggio 1866 tutti gli uffici postali del Regno vennero forniti di un nuovo particolare bollo, detto "Numerale a punti", costituito cioè da un numero posto al centro di una grossa cornice rettangolare composta da vari punti romboidali, che doveva servire esclusivamente per annullare il francobollo ed evitarne il riutilizzo.
Ogni ufficio postale dell'intero territorio nazionale aveva un numero differente; quello di Amendolara ebbe assegnato il numero 2257, e si conosce usato dal 10/1/1875 al 12/4/1877.
Il predetto annullatore venne sostituito con un nuovo tipo, che garantiva un più sicuro annullamento, detto "Numerale a sbarre", composto dal numero dell'ufficio racchiuso tra una serie di grosse linee orizzontali parallele formanti un cerchio; quello di Amendolara (n° 2257) si conosce usato dal 28/10/1878 al 17/12/1889. I bolli numerali furono aboliti in tutta Italia del 1°/1/1890.
Quasi contemporaneamente al "Numerale a sbarre", l'Ufficio di Amendolara venne dotato di un nuovo bollo postale, chiamato "Grande cerchio", conosciuto dal 3/1/1879 al 15/6/1905. Fino al perdurare dei numerali (31/12/1889), detto bollo non annulla mai il francobollo, ma viene sempre abbastanza nitidamentre impresso sulle lettere, anche sulle corrispondenze in franchigia, per indicarne il luogo di partenza e la data. Con l'eliminazione dei numerali invece lo troviamo usato anche come annullatore di francobolli. Occasionalmente il 4/11/1894 è stato impresso con colore verdastro. Dato il lungo periodo d'uso, questo bollo risulta in parte deteriorato; nel 1902 il mese di aprile è stato sostituito con un datario a caratteri più piccoli, così come il mese di giugno nel 1905.
In sostituzione dei numerali a sbarre, dimostratisi ottimi per l'annullamento, vennero studiati nuovi bolli detti "tondo-riquadrati", con sbarrette curve poste intorno ad un cerchio sui quattro lati di un ipotetico quadrato, il cui incisore è stato il triestino Ludovico Josz. Il "tondo-riquadrato" di Amendolara si conosce usato dal 13/6/1903 al 2/9/1911.
Successivamente un nuovo bollo, simile al doppio cerchio piccolo, viene utilizzato dall'Ufficio di Amendolara; presenta però un fregio in basso invece della rosetta e la scritta dell'ufficio ha i caratteri più distanziati. Si conosce usato su una sola corrispondenza il 25/10/1911.
Verso il 1910 nel Regno furono gradualmente introdotti nuovi bolli circolari recanti il datario al centro, il nome dell'ufficio in alto, il nome della provincia in basso generalmente tra due parentesi, intervallati da due lunette orizzontali, di cui si conoscono svariati differenti tipi, definiti ufficialmente "guller". L'Ufficio di Amendolara ne ebbe in dotazione due tipi differenti: il primo con due grafici separati a forma di "x" stilizzata, conosciuto dal 10/3/1912 al 15/5/1958; il secondo con due grafici separati a forma di puntino, conosciuto dal 14/6/1926 al 3/4/1965. Ambedue, come si può notare, per il loro lungo periodo d'uso risultano notevolmente deteriorati.
Nel frettempo l'Ufficio di Amendolara, come d'altronte quasi tutti gli uffici postali d'Italia, fu dotato via via di altri bolli, di forma, foggia e diciture differenti, fra i quali troviamo il "guller a lunette tonde" in uso dal 1958 al 1966, il "doppio cerchio grande" dal 1960 al 1967; il "cerchio con poste" nel 1966. Una miriade di bolli differenti in tutta Italia che davano uno sgradevole senso di confusione e di disordine.
Finalmente il 1°/7/1967 fu istituito il CAP (codice di Avviamento Postale) e tutti gli Uffici dovevano restituire i vecchi annullatori ed utilizzare i nuovi loro forniti. Ogni bollo conteneva al centro in basso l'emblema della tromba postale in sostituzione della parola <<posta>>, al centro in senso orizzontale la data con eventualmente l'ora di levata, il numero di codice postale dell'ufficio, la denominazione dell'ufficio, la sigla automobilistica della provincia tra parentesi ed una lettera stampatello dell'alfabeto, per distinguere un bollo dall'altro di uno stesso ufficio.
L'Ufficio di Amendolara ha il CAP n° 87071, ha avuto in dotazione ed ha tuttora in uso i bolli col CAP con le lettere A, B, C e D. da notare che il bollo con la lettera C non riporta la sigla della provincia e che il bollo con la lettera B lo si trova, dal 1990, con l'indicazione dell'anno a due cifre.
Per quanto riguarda il servizio delle raccomandate, dobbiamo innanzi tutto dire che l'Ufficio di Amendolara all'apertura, fu dotato di due appositi bolli: uno fu un lineare stampatello dritto racchiuso in una cartella rettangolare contenente la dicitura "raccomandata", l'altro era composto da una grande "R" seguita da una elegante "N" per indicare poi a mano il numero progressivo della raccomandata in questione, onde identificarla; ambedue i bolli furono usati per lunghi anni.
Successivamente vennero impiegate delle apposite etichette, riportanti entro un'ampia cornice rettangolare, sul lato sinistro la stampa di una grossa R; nella parte centrale, separata da una linea verticale, veniva stampato il numero progressivo identificativo della raccomandata, ed insieme al numero veniva stampato anche il nome dell'ufficio postale.
Le etichette dellUfficio di Amendolara, fino agli anni '40, recavano su due o tre lati una vera e propria dentellatura che ne facilitava il distacco dai blocchetti. Successivamente furono munite di una perforazione lineare di non facile praticità, tanto da trovarle spesso tagliate con le forbici. Inoltre, forse per motivi economici, dalla fine degli anni '56-'57 circa, non venne su di esse più stampato il nome dell'ufficio, rendendole in tal modo utilizzabili in qualsiasi ufficio postale dell'intero territorio nazionale. In tal caso sulle etichette veniva apposto il bollo dell'ufficio di partenza, quasi sempre un lineare stampatello.
Di queste etichette, tutte perforate, con sopra i predetti bolli lineari, esistono vari differenti tipi, dovuti prevalentemente all'utilizzo di diversi caratteri di stampa, che spesso si notano solo a seguito di un accurato controllo. Troviamo ancora altre diverse etichette di raccomandazione, anch'esse perforate, ma con sopra bolli lineari differenti dai precedenti.
La carta con cui venivano generalmente preparate tutte queste etichette di raccomandazione era bianca, ad eccezione del periodo immediatamente successivo alla fine della 2a guerra mondiale in cui, per ristrettezze economiche, si dovette utilizzare una carta meno lavorata e più grezza, generalmente di colore grigio.
Per quanta riguarda invece le raccomandate di servizio, cioè quelle spedite da Uffici Amministrativi pubblici che generalmente godevano del diritto alla franchigia postale, queste etichette sono sempre state invece di colore rosa, anch'esse in un primo momento dentellate, successivamente perforate.
Per le Raccomandate o Assicurate di cui si voleva la conferma che fossero giunte a destinazione era previsto un apposito cartoncino sul quale il destinatario apponeva la firma per ricevuta e successivamente veniva rispedito al mittente; questo speciale modo è chiamato avviso di ricevimento (ricevuta di ritorno) e per tale servizio sulla raccomandata veniva apposto lo speciale bollo "A.R." (Andata Ritorno) racchiuso in una cornice rettangolare.
Per quanto riguarda infine altri tipi di bolli in dotazione ai vari uffici postali, diciamo innanzitutto che ogni ufficio postale, dopo l'uso dei "bolli numerali", ebbe un numero identificativo progressivo, non più a carattere nazionale bensì provinciale; ad essi pertanto vennero dati speciali bolli, usati soprattutto nei servizi a denaro, detti "frazionari" composti, entro due grandi parentesi tonde, da un numero in alto corrispondente alla provincia di appartenenza (21=Cosenza) ed uno in basso, corrispondente al n° identificativo dell'ufficio. L'Ufficio di Amendolara ebbe assegnato, in ordine alfabetico, il numero 12. Altri bolli prevalentemente usati per i servizi a denaro sono "Vale fino a L.75.000" e "Vale fino a L.100.000" ed il frazionario con il lineare.
L'Ufficio di Amendolara era anche dotato di due bolli metallici incisi in negativo, di differenti dimensioni, che venivano generalmente utilizzati per suggellare con la ceralacca plichi contenenti valori in moneta, assicurate di servizio ed altri servizi particolari quasi sempre insieme al bollo lineare stampatello "Assicurato".
Al momento dell'unificazione italiana il telegrafo era ormai diffuso in tutta la penisola, collegato a 250 uffici, facenti parte dell'allora Ministero dei Lavori Pubblici, anche se con disomogeneità di impianti, apparati, tecnici ed ordinamenti. Il servizio venne notevolmente ampliato e perfezionato con l'istituzione del Ministero delle Poste e dei Telegrafi, avvenuta nel 1889. Una completa unificazione si ebbe però soltanto verso il 1950. Tale servizio telegrafico venne istituito presso l'Ufficio di Amendolara il 13/9/1886, per il quale furono utilizzati due appositi bolli "Ufficio Telegrafico di Amendolara" e "Telegrafico".
L'Ufficio postale di Amendolara, come quasi tutti gli uffici di una certa importanza, fu dotato inoltre di numerosi altri bolli da utilizzare per l'espletamento di particolari servizi. A tale riguardo notiamo il bollo ovale "R.P. Pagato" (Regie Poste Pagato), il quale fu creato per il servizio dei pacchi (1881-1883). In seguito ebbe un uso sporadico per alcuni particolari servizi, non ultimo per sopperire alla mancanza di francobolli alla fine del 2° conflitto mondiale, o come segnatasse o per contabilizzazione d'ufficio.
Interessanti sono inoltre i bolli di tassazione, cioè quei bolli appositamente preparati per essere apposti sulle corrispondenze non correttamente francate, come il bollo circolare "R.R. Poste T.S." (Regie Poste Tassa Speciale), o il bollo circolare "T…" (Tassa con eventuale importo da pagare da aggiungere a mano), o la cifra di tassa "3" centesimi a tampone, generalmente usata fino al 1869.

Questo bollo, messo in mostra in occasione dell'Esposizione Filatelica Nazionale di Amendolara Marina faceva parte della collezione D'Angelo. E' stato utilizzato in tutta la documentazione ufficiale con annullo postale (cartolina ufficiale della esposizone, ecc.). La sua particolarità è che a una lettura superficiale appare come numero "9". In realtà si tratta di un "3" (nota di Rocco Turi).

Appositi bolli furono quelli chiamati "di rispedizione". Per quelle corrispondenze che, per vari motivi, non era stato possibile recapitare ai destinatari e quindi da rispedire ai rispettivi mittenti, furono predisposti particolari bolli, anche se spesso il portalettere indicava a penna il motivo. L'Ufficio di Amendolara ebbe in dotazione i seguenti bolli: "Fuori zona", "Non richiesto entro il periodo di giacenza prescritta", "Zona non servita".
Inoltre eventuali controlli e verifiche su corrispondenze venivano evidenziate con particolari bolli. Amendolara ebbe a tale scopo un lineare stampatello a grandi caratteri con la scritta "Annullato" utilizzato quasi sempre sui francobolli sfuggiti all'annullamento.
Infine il lineare "Cosenza", utilizzato soprattutto sulle corrispondenze di servizio dirette alla Direzione Provinciale di Cosenza, o su speciali moduli interni, generalmente di contabilità o di servizi a denaro.

L'esenzione dal pagamento delle tasse postali è un privilegio spettante alle massime cariche dello Stato, esteso con particolari modalità anche agli uffici governativi per lo scambio delle corrispondenze di servizio.
Per tutte le autorità ed i pubblici ufficiali, compresi i sindaci, la franchigia era limitata ad alcuni oggetti ed a precise condizioni: per godere dell'esenzione le corrispondenze dovevano recare uno speciale contrassegno (come minimo la qualifica e la firma del mittente nel periodo fino al 1874) ed essere consegnate per il controllo direttamente all'ufficio postale. Dal 1°/1/1875 per tutti gli uffici pubblici la franchigia resta limitata solo ad alcuni oggetti e servizi ed allo scambio fra uffici ben specificati, utilizzando gli speciali contrassegni ovali personalizzati di cui sono dotati, purchè solo nell'ambito del territorio nazionale.
I sindaci, invece, dal 1875, salvo pochi casi espressamente previsti, sono esclusi dal diritto di franchigia.
Ad Amendolara gli uffici amministrativi con diritto di esenzione della tassa postale utilizzavano, sulle loro corrispondenze ufficiali, speciali contrassegni, quasi sempre apposti in colore nero, spesso anche in verde, alcune volte in azzurro, raramente in rosso, fra i quali troviamo:
- Vittorio Emanuele Re d'Italia, Comune di Mendolara, Provincia di Calabria Citra (1860-1864)
- Vittorio Emanuele Re d'Italia, Comune di Amendolara (1861-1877)
- Municipio di Amendolara (1879-1925)
- Dal Sindaco di Amendolara (1833)
- Dal Sindaco di Amendolara (1888)
- Ferdinando II, Re del regno delle Due Sicilie, Regio giudicato del Circondario di Amendolara (1836-1850)
- Regio Giudicato Mandamento di Amendolara (1862-1866)
- Vittorio Emanuele Re d'Italia, Fondaco di Amendolara (1862). Con altri significati storici diversi da regione a regione, o da città a città, per Fondaco si potrebbe intendere "il luogo dove si riscuotevano i diritti di entrata (più noto sotto il nome di dogana) e anche il magazzino annesso alla dogana, dove i mercanti depositavano e contrattavano le loro merci
- Vittorio Emanuele Re d'Italia, Dogana di Amendolara (1861-1871)
- Magazzino delle privative (1871)
- Esattoria di Amendolara (1875)
- Agenzia delle Tasse, Amendolara (1870-1895)
- Agenzia delle Imposte Dirette, Amendolara (1896-1920)
- Commissione Mandamentale Imposte Dirette, Amendolara (1891)
- Regia Pretura di Amendolara (1905-1914)
- Regia Pretura di Mandamento di Amendolara (1913-1918)
- Ufficio del Registro Amendolara (1878-1891)

Utilizzati ancora ad Amendolara troviamo infine alcuni speciali contrassegni ovali:
- R. Poste, Sindaco del Comune di Amendolara (1891-1925)
- RR. Poste, il Podestà del Comune di Amendolara (1931-1934)
- Poste, Sindaco del Comune di Amendolara (1956-1958). (Questo ovale è lo stesso usato in periodo repubblicano; per tale motivo la R di Regie è stata eliminata mediante scalpellinatura; questa operazione, eseguita manualmente e non sempre ben riuscita, è stata fatta su tutti i bolli postali del territorio nazionale, onde eliminare i simboli del caduto regime fascista, in attesa della fornitura di nuovi bolli repubblicani)
- R. Poste, Ufficio del Registro di Amendolara (1905)
- R. Poste, Agenzia delle Imposte Dirette, Amendolara (1895-1920)
- R. Poste, Ufficio Distrettuale delle Imposte Dirette, Amendolara (1927)
- Poste Italiane, Ufficio Distrettuale Imposte Dirette, Amendolara (1954)
- Poste Italiane, Ministero Lavoro Previdenza Sociale, Ufficio Comunale Collocamento, Amendolara (1989-1990). Questo ufficio provvedeva ad apporre sulla propria corrispondenza anche altri bolli e, generalmente sul talloncino delle raccomandate di servizio, il lineare; quest'ultimo, seppure non utilizzato direttamente dall'ufficio postale, ha avuto comunque un utilizzo prevalentemente postale.
- Poste Italiane, Liceo-Ginnasio Statale, Amendolara (CS), (1987).
Carte intestate, bolli e tamponi amministrativi anch'essi si adeguano alle esigenza postali (indicazione del CAP) riproducendo altresì i simboli del governo in carica.

Essendosi via via ingrandito notevolmente l'agglomerato urbano di Amendolara Marina, a seguito del sensibile miglioramento del tessuto stradale nonché del sempre maggiore apprezzamento della località balneare, meta di un crescente flusso turistico, divenne necessario creare anche in tal sito un Ufficio Postale atto a soddisfare le richieste di una utenza oramia divenuta numerosa.
Viene pertanto istituita il 1° ottobre 1955 una Agenzia Postale, col nome di Amendolara Marina, alla quale fu assegnato il numero progressivo 258. I bolli postali di cui in un primo momento fu dotata l'Agenzia di Amendolara Marina furono i seguenti:
- Due bolli metallici incisi in negativo, di differente dimensione, che venivano generalmente utilizzati per suggellare con la ceralacca plichi contenenti valori in moneta, Assicurate di servizio, altri servizi particolari
- il "doppio cerchio grande" (1957-1964)
- il bollo lineare stampatello "Amendolara Marina"
- il frazionato 21/258
- il bollo su due righe "Assicurato N° ", impresso sulle assicurate prima dell'adozione delle apposite etichette o in loro sostituzione
- il bollo "A.R." (Andata Ritorno) racchiuso in una cornice rettangolare per il servizio di quelle Raccomandate o Assicurate con allegato l'avviso di ricevimento (ricevuta di ritorno)

Con l'istituzione del C.A.P. (1°/7/1967) anche Amendolara Marina, divenuto nel frattempo Ufficio Postale, ebbe in dotazione i nuovi bolli con l'indicazione del codice postale e le lettere distintive A, B, C.
Del bollo con la lettera B si conoscono due tipi con i caratteri differenti, ambedue con il datario sia diritto che capovolto.

Per quanto riguarda le etichette per le raccomandate utilizzate dall'Ufficio di Amendolara Marina, esse sono sempre state tutte del tipo perforate, su carta bianca; ne sono esistiti vari differenti tipi, dovuti prevalentemente all'utilizzo di diversi caratteri di stampa che, anche in questo caso, si notano solo a seguito di un accurato controllo (1957, 1962, 1964).
Troviamo ancora altre diverse etichette di raccomandazione, anch'esse perforate, ma con sopra altri bolli lineari, differenti dai precedenti, forniti all'ufficio dopo l'istituzione del Codice di Avviamento Postale (1974-1985, 1980, 1985-1992, 1990-1992).
L'ultimo bollo lineare fornito dall'Amministrazione delle Poste, ora Poste Italiane Ente Pubblico Economico, è quello nel quale non compare più il CAP ed è stata aggiunta la sigla della provincia dentro due parentesi tonde; tale tipo di bollo venne introdotto nel 1994 in molti altri uffici postali dell'intero territorio nazionale.

Come quasi tutti gli uffici Amendolara Marina ebbe inoltre il bollo di tassazione "T". Questa indicazione veniva generalmente apposta dall'ufficio di partenza per segnalare a quello di arrivo deficienze di affrancatura o altri particolari di carattere tariffario, cioè quelle corrispondenze prive di francobollo, oppure insufficientemente francate, o recanti frodi postali per mezzo di francobolli riusati.
Interessante è inoltre il bollo lineare stampatello su due righe "Dopo la partenza", bollo giustificativo usato per segnalare la causa del ritardo nell'inoltro della corrispondenza, utilizzato su quelle missive imbucate o presentate all'ufficio dopo la partenza del dispaccio giornaliero.
Infine il bollo lineare "Cosenza" che veniva utlizzato soprattutto sulle corrispondenze di servizio dirette alla Direzione Provincia di Cosenza, o su speciali moduli interni, generalmente di contabilità o di servizi a denaro.
Il primo libretto di deposito a risparmio emesso dall'ufficio postale di Amendolara Marina, aperto il 1° ottobre 1955, fu rilasciato alla Signora Antonietta Laviola con un versamento di lire 10mila.

Arch. Ferdinando Morrone
Presidente "Centro Studi di Filatelia, Numismatica e Storia Postale Calabrese"
Rende (Cosenza)

NOTE:
1)
Le notizie relative alla storia del servizio postale in Calabria Citra sono state tratte dai libri:
CHIAVARELLO Giovanni, Le bollature del Regno di Napoli, 1815-1858, ed. Filateliche Internaz., Napoli, 1971
MANCINI Vito, Storia postale del Regno delle Due Sicilie, Molfetta, 1970
PISCITELLI Carmine, La posta nel cosentino, ed. Effesette, Cosenza, 1988
2)
Le notizie relative ai singoli bolli postali, al loro utilizzo e significato sono stati tratti invece dai libri:
FILANCI-ANGELLIERI, Catalogo Unificato di storia postale, II ed. 1995/96, CIF, Milano
FILANCI-ANGELLIERI, I servizi postali in Italia, storia e tariffe, ed. Il Foglio dell'UFS, 1985?
AA.VV., Vocabolario della lingua italiana, Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Roma 1987
3)
In occasione del "75° anno di culto della Madonna della Salute in Amendolara", il Centro Studi sta organizzando, per i giorni 25-26-27 agosto 1995, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Amendolara e per gentile interessamento del prof. Rocco Turi, fondatore del "Centro Studi Per Amendolara" (CSA), una mostra filatelica a soggetto religioso nell'ambito della quale verranno esposte collezioni provenienti da varie città italiane, ad ulteriore riprova di quanto fecondo possa essere l'apporto della filatelia alla diffusione della cultura.
Il Centro Studi è disponibile a fornire collaborazione su ricerche di carattere postale relative a qualsiasi ambito territoriale della Regione. E' altresì disponibile ad organizzare mostre filateliche e documentaristiche sulla Calabria presso le comunità calabresi sparse in Italia e all'estero. Chiunque volesse prendere contatti, può scrivere al seguente indirizzo: Centro Studi di Filatelia, Numismatica e Storia Postale Calabrese - C.P. 560 - 87100-Cosenza. Sede sociale presso la Biblioteca Comunale del "Quartiere Europa" - 87030-Roges di Rende (CS).

Ferdinando Morrone


L'articolo è disposto in due pagine e presenta la riproduzione di sette bolli riguardanti: a) R. PRETURA DEL MANDAMENTO DI AMENDOLARA, b) FERDINANDO II RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE GIUDICATO NEL CIRCONDARIO DI AMENDOLARA, c) DAL SINDACO DI AMENDOLARA, d) POSTE ITALIANE UFFICIO DISTRETTUALE IMPOSTE DIRETTE AMENDOLARA, e) R. POSTE UFFICIO DEL REGISTRO DI AMENDOLARA, f) COMUNE DI AMENDOLARA, g) AMENDOLARA 4 9 07 COSENZA. In archivio CSA sono custoditi copia di 122 bolli in uso fra gli uffici postali di Amendolara e Amendolara Marina, nonché indicazioni dell'arch. Morrone per la migliore pubblicazione. Nell'articolo pubblicato sul Tiraccio vi sono, inoltre, due riquadri a cura del Centro Studi Per Amendolara. Il primo riquadro contiene il seguente testo: <<Tutti i bolli elencati e descritti in questo articolo potranno essere osservati ed apprezzati nel corso della mostra filatelica che si terrà presso la scuola elementare di Amendolara Marina dal 24 al 26 agosto 1995. Inoltre sarà possibile ammirare prestigiose collezioni filateliche italiane, compreso il famoso francobollo "Gronchi Rosa" e alcuni fra i più importanti francobolli della produzione filatelica sovietiche degli anno '70. Sarà ancora possibile osservare un'interessante "Mostra mercato della filatelia">>. (Centro Studi Per Amendolara). Il secondo riquadro contiene il testo: <<Nel corso della esposizione filatelica di Amendolara Marina, dal 24 al 26 agosto 1995, sarà possibile osservare la mostra "Amendolara in cartolina". Altre bacheche saranno dedicate ad una preziosa visione di santini d'epoca (collezione Rocco Turi). Una esibizione del lavoro culturale svolto dal Centro Studi Per Amendolara - in collaborazione con "il Tiraccio" - chiuderà il percorso all'interno delle sale espositive>>. Nella pagina in basso è presente una elegante striscia-manchette dedicata ai QA e al CSA: <<QA Quaderni Amendolaresi e dell'Alto Jonio / Ricerche e Documentazioni Fondati da Rocco Turi / Centro Studi per Amendolara e per l'Alto Jonio CSA>>. Nota a margine: Quella di Amendolara Marina fu la prima esposizione di santini d'epoca in Calabria: subito dopo il collezionista Vincenzo Diodati organizzò una mostra presso la Parrocchia S. Maria del Piano a Villapiana (cfr. il Tiraccio, anno XXII, n. 1, gennaio 1996, p. 11, in cui Pino Nigro la definisce "inusuale esposizione") e nel febbraio 1996 una più ampia esposizione, della quale diede notizia il TG3 Calabria, fu aperta nella città di Reggio Calabria; il successo dell'esposizione di santini d'epoca, curata da Rocco Turi, ha reso viva la passione degli amendolaresi per questo tipo di collezionismo. Da allora molti amendolaresi si sono dedicati alla raccolta sistematica dei santini d'epoca. Un vero piacere per tutti!

Il Centro Studi Per Amendolara lancia suggerimenti affinché questo articolo di Ferdinando Morrone possa costituire l'occasione per una ulteriore ricerca fra gli studenti del paese: le storie, gli aneddoti, la corrispondenza con gli emigrati, i personaggi, altre vicende legate alla posta. L'emigrazione in Argentina. In questo modo viene ricostruita la storia sociale di una comunità.

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marzo 2012






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