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UN AMENDOLARESE AL POLO NORD

Centro Studi per Amendolara



ll Quotidiano, 27 luglio 1999, p. 3.
Tg3, edizione nazionale, 26 luglio 1999.
Polo Nord. Le testimonianze raccolte dal sociologo Rocco Turi.
Emigrati calabresi a caccia di balene.


COSENZA - Negli anni a cavallo tra il 1930 e il 1950 vere e proprie colonie di emigrati calabresi si trasferirono nel Circolo Polare Artico per praticare la pesca alle balene. Per la maggior parte si trattava di pescatori reggini, molti di loro provenivano dalla costa ionica, e arrivavano in Norvegia passando dal Canada, o arrivando dalla Francia e dall'Inghilterra, dopo aver tentato mille altri lavori.
A questa conclusione è arrivato il
sociologo calabrese Rocco Turi, che da un mese è al Polo Nord alla ricerca di "radici calabresi". "Ho trovato tracce di calabresi anche nella parte più lontana e più periferica delle isole Svalbard" - ha detto il sociologo in una intervista proposta ieri dalla edizione nazionale del Tg3, e realizzata dal giornalista Pino Nano. "Nella maggior parte dei casi si trattava di emigrati calabresi che si spingevano fin quassù per via delle miniere di carbone fortemente attive e produttive. Alla fine molti di loro finirono col dedicarsi alla cattura delle balene, che pur essendo già allora vietata, fruttava almeno il doppio di quello che era il salario riconosciuto ai minatori delle multinazionali norvegesi". La maggior parte di questi pescatori di frodo partiva dai porti canadesi e rientrava in Canada, dove le balene catturate venivano poi vendute. Ma molti di loro, secondo l'indagine del professore Rocco Turi morivano in mare, colpiti dallo scorbuto, per carenza di vitamina C.
"E qui in pieno Circolo Polare Artico - riferisce ancora il sociologo - molti sono anche morti: spesso e volentieri le imbarcazioni d'altura si infrangevano contro i ghiacciai, i pescatori si fermavano sulla terra ferma e restavano a lavorare nei giacimenti minerari della zona.
Dopo il Polo Sud e la Terra del Fuoco, oggi anche il Polo Nord: per il sociologo calabrese è un modo per girare il mondo e ricostruire attorno al pianeta la storia affascinante di intere generazioni di calabresi in cerca di lavoro e finiti in questo caso a pescare le balene.


L'articolo in terza pagina è accompagnato da due foto d'epoca e la seguente didascalia: <<Due balene nelle acque del circolo polare artico. Nel riquadro: le case degli emigranti calabresi in Norvegia usate come base per la caccia>>.


Tra il 1930 e il 1950 in Norvegia. Emigrati calabresi a caccia di balene. In: Il Quotidiano, anno 5, n. 204, dall'Italia e dal Mondo, martedì 27 luglio 1999, p. 3. L'articolo inizia dalla p. 1 con il titolo: <<Tra il 1930 e il 1950 in Norvegia / Emigrati calabresi a caccia di balene >> - a pagina 3.


Dalla lettura dell'articolo non risulta ben chiaro che la base della mia ricerca non fu solo la Norvegia, né solo il Capo Nord, ma ancora 2mila km più a nord da Capo Nord / nel villaggio di Longyearbyen, Isole Svalbard, un pò norvegesi un pò russe, 78°13' N, pieno Polo Nord, oceano polare artico. Da questa isola il Comandante italiano Umberto Nobile partì con il dirigibile ITALIA per la sua sfortunata missione. Il 23 maggio 1928 il professore, generale, ingegnere ed esploratore italiano Umberto Nobile partì dalle Isole Svalbard per una spedizione scientifica piena di speranze di successo, ma dopo poche ore si concluse tragicamente.(RT)


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luglio 2012



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