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La presenza armena ad Amendolara


La presenza armena ad Amendolara


In cima ad una collina, tra Amendolara e Roseto Capo Spulico, immersa nel suggestivo scenario del golfo di Taranto si trovano i ruderi dell'antica chiesa di San Giovanni, che constano di due muri, di parte rilevante di una abside e finestre strombate all'interno. La chiesa presenta una pianta a croce libera o a quadrifoglio tipico delle chiese armene d'oriente. Le analogie più prossime con la chiesa di San Giovanni le ritroviamo nella chiesa di Sant'Andrea a Peristerai in Grecia ed in altre chiese dell' Armenia. La sua costruzione risalente all'epoca bizantina, e precisamente al periodo che va dal VI al IX sec. d.c., molto probabilmente fu opera di armeni, trasferiti in Calabria per ordine dell'imperatore romano d'oriente Giustiniano I per organizzare l'approvvigionamento dell'esercito, impegnato nella famosa guerra greco-gotica (535-553) al fine di riconquistare la penisola italiana oppure di quelli che come soldati vi si insediarono sotto Eraclio I e, successivamente, al seguito di Niceforo Foca il Vecchio, generale bizantino antenato dell'imperatore Niceforo II Foca.
E' importante notare che sia Eraclio che Niceforo Foca il Vecchio erano essi stessi di origine armena.
La presenza armena in Calabria è simboleggiata oltre che dai cognomi come "Armeni", "Armeno", "Trebisonda", "Iiriti", "Burzumati" e dal ritrovamento di croci armene, soprattutto dalla chiese. Infatti questo nobile popolo, che fu il primo nella storia ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato, affidandosi durante la sua successiva decadenza politica, alla Chiesa per preservare e proteggere la propria identità, ovunque è si è insediato ha lasciato tracce del suo passaggio, che come ad Amendolara o in altri paesi della Calabria e dell'Italia bizantina sono rappresentate dalle sue chiese, con la tipica architettura a croce libera o quadrifoglio, espressione della sua grande fede, che per secoli è stata causa di orribili persecuzioni.
E' interessante inoltre sapere che nella chiesa di San Giovanni ad Amendolara, in seguito a scavi effettuati dall' Università della Calabria negli anni '80, sono stati rinvenuti numerosi resti umani appartenenti probabilmente a coloro che vi cercarono rifugio durante la terribile peste del trecento, che seminò la morte in tutto il mondo allora conosciuto.
I ruderi della chiesa di San Giovanni, che attualmente si trovano in uno stato di totale abbandono, meritano di essere preservati per i posteri, in quando rappresentano una rara forma di arte lasciataci in eredità da un popolo che ha fatto della fede in Dio la propria bandiera.

Santino Soda

L'articolo è stato già pubblicato sul n. 2 del 2012 della rivista Parallelo 38 con il titolo "La presenza armena in Calabria"


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